Non è certo un caso che il vicepremier Matteo Salvini e il presidente della Camera Lorenzo Fontana si trovino nello stesso luogo e nello stesso momento con Giorgia Meloni e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: la loro apparizione potrebbe suggerire l’imminente discussione su dossier cruciali, da mesi al centro delle discussioni governative e di maggioranza. L’incontro estivo tra gli ulivi della masseria di Ceglie Messapica che ospita Meloni, Lollobrigida e le loro famiglie, «una giornata conviviale», l’ha definita il premier, è l’agenda politica che incombe sul governo: le nomine Rai, la manovra economica e le questioni europee. Ma di certo si sarà toccato anche lo sbocco giudiziario alla campagna di delegittimazione di Giorgia Meloni, ovvero la presunta indagine sulla sorella Arianna anticipato ieri da Alessandro Sallusti sul Giornale. Arianna, che è capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia, non è in Parlamento e non gode di salvacondotti giudiziari, quindi sarebbe intercettabile. E il presidente del Consiglio non ha perso l’occasione per rispondere alle speculazioni politico-giudiziarie: «Se fosse vero che ora sono passati alla macchina del fango e alla costruzione a tavolino di teoremi per sperare in qualche inchiesta fantasiosa contro le persone a me più vicine, a partire da mia sorella Arianna, sarebbe gravissimo». Poi ha aggiunto: «In fondo sarebbe anche un buon segno, perché queste mosse squallide e disperate da parte della peggiore politica significherebbero solo che stiamo smontando il sistema di interessi che tiene in ostaggio l’Italia da troppi anni. Quindi, avanti a testa alta, con ancora maggiore determinazione». E ha sottolineato il contesto politico particolarmente teso: «Purtroppo reputo molto verosimile quanto scritto da Sallusti. D’altronde è uno schema visto e rivisto soprattutto contro Silvio Berlusconi, un sistema di potere che usa ogni metodo e ogni sotterfugio pur di sconfiggere un nemico politico che vince nelle urne la competizione democratica. Hanno setacciato la vita mia e di ogni persona a me vicina senza trovare nulla per attaccarci». Infine, l’annuncio: «Il 30 agosto faremo un vertice a tre con Salvini e Tajani per fare il punto della situazione in vista della ripresa». Un vertice che è stato fissato dopo una telefonata con Tajani. È inevitabile che si sia parlato anche di cittadinanza e ius scholae, in modo che la maggioranza arrivi in Parlamento coesa, anche per evitare incursioni dem verso Forza Italia sui due temi. Inoltre, bisogna scegliere il commissario da proporre alla leader tedesca che guida la Commissione europea Ursula von der Leyen. Durante l’ultimo Consiglio dei ministri la Meloni aveva chiesto di prendere una decisione durante il primo incontro utile (previsto per il 27 o il 28 agosto). I due candidati in pectore sono il ministro Raffaele Fitto e quello del leghista presidente della Regione Veneto Luca Zaia, ma circolano anche i nomi dell’ex ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani e del capo del Dis (il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) Elisabetta Belloni.
Nel frattempo la masseria diventata il punto di convergenza dei principali attori della scena politica italiana è rimasta al buio. Le alte temperature hanno fatto saltare la rete elettrica in tutta l’area del Brindisino e per garantire elettricità e comunicazioni nel primo pomeriggio la masseria si è dotata di un gruppo elettrogeno. Gli ultrà di sinistra dovranno rassegnarsi: il governo non è al black out.
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