Violenza che genera altra violenza. Fanno orrore le parole scritte su un post pubblicato su Facebook da un professore delle medie campano. L’utente, la cui identità è stata mantenuta segreta proprio per evitare che la violenza ispiri altra violenza, ha scritto: «Auguro alla figlia della Meloni la sorte della ragazza di Afragola». Parole che lasciano basiti per il livello di odio profuso. «Questo non è scontro politico. Non è nemmeno rabbia.
È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore», ha commentato a sua volta con un post il premier Giorgia Meloni. «È contro questo clima violento che la politica, tutta, dovrebbe sapersi unire. Perché esistono confini che non devono essere superati mai. E difenderli è una responsabilità che va oltre ogni appartenenza». Il rischio è quello dell’emulazione. Il post, oltre a offendere e ferire, ha il potere di incitare anche comportamenti violenti. Non è il solo messaggio offensivo e intriso di odio che appare sul profilo dell’insegnante. Un odiatore seriale che sfoga sulle bacheche virtuali la sua violenza, alimentando in questo modo un linguaggio che può condizionare, soprattutto le giovani menti. Le stesse con cui dialoga tutti i giorni nelle aule in cui insegna.
«Proprio a tutela della stragrande maggioranza degli insegnanti che tengono atteggiamenti esemplari, non possiamo più tollerare comportamenti di singoli che sui social o in pubblico tradiscono quel decoro e quella dignità che devono caratterizzare una professione così delicata. Il ministero, attraverso i suoi organi competenti, sanzionerà quanti per i loro atti non sono degni di far parte della nostra scuola», l’intervento del ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.
La solidarietà nei confronti del premier Meloni è numerosissima e bipartisan: il vicepremier Antonio Tajani si dice «inorridito dal solo fatto che qualcuno possa aver pensato una cosa del genere, sono solidale con il presidente del Consiglio e la sua famiglia e mi auguro che a nessun altro venga in mente di scrivere cose del genere».
«Parole aberranti e violente. Minacce ignobili, vergognose, schifose. Piena solidarietà a Giorgia Meloni. Un abbraccio a lei e a alla piccola Ginevra», ha commentato il vicepremier Matteo Salvini. «Le parole di odio, di insulto, di diffamazione, di scientifica semina di falsità che ogni giorno usano alcuni esponenti politici portano solo violenza», ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Per il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, «augurare la morte una bambina di 7 anni è inaccettabile». Fratelli d’Italia fa quadrato a sostegno della propria leader. La sorella, Arianna Meloni, si chiede: «Quanto ancora dobbiamo sopportare? Fin dove dobbiamo arrivare? La condanna sia unanime e forte. A mia sorella Giorgia e a mia nipote giunga il mio più affettuoso e protettivo abbraccio». «Ancora odio verso Giorgia Meloni e sua figlia. Tutto questo è inaccettabile e indegno. Una spirale che non sembra conoscere sosta e che anzi trova sempre occasioni per alimentarsi, a conferma di un clima di odio inarrestabile e pericoloso», il commento del presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.
Sotto al commento di solidarietà del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, spunta un altro tweet di odio: «Vedi che anche voi rubate i soldi e il cibo dei nostri figli. Quindi confermo l’augurio, anche ai tuoi», cui seguono i nomi delle due figlie del ministro.
Dal leader di Azione, Carlo Calenda «vicinanza e solidarietà senza indugio per le infami minacce ricevute». «Solidarietà a Ginevra e alla sua mamma» da Piero Fassino, così come dalla collega dem Simona Malpezzi e da Maria Elena Boschi e Raffaella Paita di Italia viva.
«Minacce ripugnanti disgustose e ingiustificabili» per i capigruppo M5s di Camera e Senato, Riccardo Ricciardi e Stefano Patuanelli. Solidarietà e vicinanza anche da Angelo Bonelli di Avs. In serata arriva anche l’intervento del segretario del Partito democratico, Elly Schlein. «Orrende e inaccettabili le minacce sui social ai figli di Meloni e Piantedosi, cui va la nostra solidarietà per le intimidazioni ricevute. Il confronto politico e la critica non devono mai, in un Paese democratico e civile, trascendere in odio e minaccia, in intimidazione personale o familiare».
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