Valter Lavitola, arrestato per l'attentato a Sigfrido Ranucci
Valter Lavitola (Ansa)

Valter Lavitola è stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Pomezia, alle porte di Roma. L’imprenditore ed ex giornalista-editore è stato portato in carcere su disposizione del gip di Roma.

La misura cautelare è arrivata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi. Nell’indagine viene contestato anche il metodo mafioso. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo.

L’attentato risale allo scorso ottobre e aveva coinvolto il giornalista e conduttore di Report. Gli accertamenti degli investigatori hanno portato ora a Lavitola, indicato dall’accusa come il presunto mandante dell’azione.

L’ex editore era già finito sotto la lente degli investigatori nelle scorse settimane: lo scorso 4 luglio i carabinieri avevano effettuato una perquisizione nei suoi confronti. Gli approfondimenti dell’inchiesta riguardano anche le comunicazioni e i movimenti finanziari ritenuti utili a ricostruire la vicenda.

La contestazione del metodo mafioso rappresenta uno degli elementi centrali dell’indagine. La Procura sta cercando di ricostruire i rapporti e le modalità attraverso cui sarebbe stato organizzato l’attentato, oltre a individuare eventuali altre responsabilità.

L’arresto di Lavitola arriva dunque al termine di una fase di accertamenti che ha portato gli investigatori a concentrare l’attenzione sull’ex giornalista-editore. L’inchiesta della Procura di Roma prosegue per chiarire l’intera dinamica dell’attentato e il ruolo delle persone coinvolte.

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