el koudri terrorismo

Si accarezza la barba nel video girato la notte prima dell’attentato. Si accarezza e sorride guardando in camera, con un paio di occhialoni sul naso. Un gesto non casuale, che richiama quello delle abluzioni che i fedeli di Allah sono chiamati a compiere per «purificarsi» prima di ogni appuntamento religioso importante. Martirio compreso. Sono le 00.56 del 16 maggio 2026 e Salim El Koudri – il trentaduenne italomarocchino, nato e cresciuto in Italia, che definisce i cristiani «bastardi» – registra quattro filmati. Le immagini sono in bianco e nero e, a tratti, la voce è falsata da un filtro che la rende metallica. Tra improperi e minacce, in un video annuncia che a breve taglierà la barba «perché… mi sento come un cattivo».

Poche ore dopo salirà, armato di un coltello, a bordo della sua auto con l’intenzione di uccidere, guiderà per oltre 30 chilometri da Ravarino fino al centro di Modena. Lì schiaccerà l’acceleratore per portare in pochi istanti la macchina a 100 chilometri all’ora e puntarla sui passanti inermi.

Una velocità sufficiente a massacrare i corpi e uccidere. Sette feriti gravissimi, tra cui una donna rimasta senza le gambe e Monica Esposito, 55 anni, deceduta dopo due mesi di agonia. Questo il risultato dell’attentato di El Koudri, che con i video delle «abluzioni pre-azione» assomiglia sempre più a un atto terroristico preannunciato.

I filmati sono stati oggetto dell’incidente probatorio relativo alla valutazione psichiatrica e a portarli finalmente alla luce è Serena Pizzi, giornalista di Fuori dal Coro (Rete 4) – la trasmissione di Mario Giordano riprenderà la messa in onda delle sue puntate il prossimo 27 settembre.

Nell’anticipazione sui social, i frame sono quelli relativi al momento in cui El Koudri si lascia andare a una sorta di momento intimo, nel quale annuncia, toccandola con insistenza, che si taglierà la barba. «Ciao ragazzi, voglio dire che oggi mi sto rilassando così», dice nel video in inglese, senza falsificare la voce. «Dio dice che taglierò questa barba… Sapete ragazzi, taglierò questa barba perché… mi sento come… un cattivo. Come sapete non faccio un taglio… ora, sapete, così, sono, sono… purificato».

La «purificazione» secondo i principi islamici è un rito che si deve compiere prima di tutti gli eventi importanti in termini religiosi, come la preghiera, il Ramadan e il martirio, considerato un momento di incontro con Allah, al quale bisogna arrivare in uno stato di «purezza».

In particolare la cosiddetta abluzione minore (Wudu) prevede di bagnare le dita e farle scorrere tra i peli della barba, una gestualità del tutto simile, insomma a quella messa in scena la notte prima dell’attentato, da El Koudri.

Che infatti sostiene di essere «purificato». Il taglio della barba, invece, risponderebbe a un’altro precetto, quello della Taquiyya, la «dissimulazione della propria fede in caso di pericolo», un «ordine obbligatorio che dovrebbe applicare il musulmano quando vive nello stato di miscredenti e vuole dissimulare la sua presenza per fare del male».

Questi passaggi insieme alle frasi «Destroy Italia», «Destroy Lombardia» e «Destroy Veneto», oggetto di altri video, sembrano dare un quadro completo dei pensieri del trentaduenne prima dell’attentato.

In un altro video El Koudri si rivolge a una persona chiamandola «fratello» e simula un dialogo pieno di odio: «Fratello cos’è un cadavere? Cos’è una guerra? Cos’è un corpo mutilato?». E continua «Fratello è nella mia anima… faccio quello che c… voglio!».

E ancora: «Fratello, loro parlano come se volessero provare qualcosa, tipo, tu sei inutile, tu devi stare zitta, put… di m…». Tu sai che siamo la stessa cosa, ok? E deportiamo gli invasori, ok? Tu conosci quelli che fanno schifo a Roma e distruggono tutto…».

È a questo punto che El Koudri sembra dichiarare le sue intenzioni: «Voglio vendetta. Mi dispiace, sono stanco…» e continua: «Sono stanco di voi siete persone inutili, dovete fottervi ok?». E ancora: «Figlio di p…, rovini il mondo?».

E poi ancora nominando le città di «Cremona, Milano, Bergamo, Venezia», aggiunge: «Tu sei un sub-umano bianco e devi andare a f…, mi dispiace fratello. A noi importa dell’Italia, cosa pensi? Che distruggiamo l’Italia? No tu distruggi l’Italia, ok?».

El Koudri è accusato di strage, lesioni gravissime con l’aggravante della morte, ma ancora non gli è stata contestata la finalità terroristica. Anzi, per lui è stata ottenuta la perizia psichiatrica e, proprio nei prossimi giorni, è attesa l’udienza decisiva sul tema della salute mentale.

La linea difensiva dell’avvocato Fausto Gianelli lo presenta come un giovane deluso nelle sue aspettative d’integrazione e arrabbiato perché non trovava lavoro. A Modena, però, chi ha vissuto la tragedia da vicino, la pensa diversamente.

«Non sono così esperta di mondo islamico ma soprattutto di comportamenti tipici dei terroristi prima di compiere un attentato, per cui ben venga che esista un giornalismo investigativo che compirà questa analisi», ha commentato dopo aver appreso dell’imminente messa in onda dei filmati nella puntata del 27 settembre nella trasmissione di Mario Giordano, l’avvocato Deborah De Cicco, che rappresenta Giovanni Esposito, fratello di Monica, vittima dell’attentato. «Non ci stupisce. Fin dall’inizio io e il mio assistito abbiamo sostenuto il movente terroristico, ma anche una programmazione. Confido che gli inquirenti non sottovalutino tutti questi elementi e altri che potranno emergere e si possa contestare la premeditazione e la finalità terroristica prevista dal codice penale».

Da non perdere

«Ai pm ho detto tutto su Ranucci»
Inchieste

«Ai pm ho detto tutto su Ranucci»

Natalia Potenza, ex partner di Lavitola, vuota il sacco: «Della bomba non sapevo nulla, Sigfrido veniva a cena spesso da noi». E ipotizza anche che potesse avere degli interessi in Africa. Sui quali stanno per aprirsi nuovi filoni degli investigatori.