«Ue, sull’industria è finito il tempo»
Adolfo Urso (Ansa)
Il ministro Adolfo Urso, da Berlino, suona la sveglia all’Unione: «Dobbiamo difendere la nostra competitività e la nostra sovranità». Incontro con gli omologhi di Francia e Spagna.

«È fondamentale che l’Europa assuma subito decisioni a tutela del settore automotive, con la revisione dei regolamenti per veicoli pesanti e leggeri, adottando un approccio flessibile e riconoscendo la piena libertà tecnologica, principio fondante della nostra Unione». Con queste parole, pronunciate a Berlino in occasione del meeting «Friends of Industry», il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ricordato quali sono le urgenze del comparto automobilistico in Europa.

Ha anche ribadito la necessità di «allineare» le posizioni dei grandi Paesi industriali europei. Nei bilaterali con Francia e Spagna, Urso auspica di portare anche queste due nazioni sulle posizioni italo-tedesche: «Perché ci sia una revisione radicale, pragmatica e responsabile sul regolamento sulla CO2». Il ministro ha ricordato anche a questo proposito il vertice di giovedì prossimo a Roma con la rappresentanza delle aziende industriali di Italia, Francia e Germania, un «trilaterale delle associazioni industriali Confindustria italiana, tedesca e francese a cui parteciperanno anche alcuni ministri di questi Paesi e il Commissario europeo», ha proseguito. «E penso ci possa essere un punto di svolta che ci consenta di realizzare nel più breve tempo possibile, a mio avviso entro la fine di quest’anno, quelle revisioni dei regolamenti che sono necessarie assolutamente alla semplificazione del settore dell’energia a quello delle industrie energivore e certamente al settore delle auto». Un intervento, ha concluso al riguardo, che «le nostre imprese e i nostri lavoratori attendono ormai da troppo tempo; non c’è più un momento da perdere, occorre decidere e decidere bene, insieme e subito».

La questione, ha aggiunto, «sarà anche argomento dei colloqui bilaterali che avrò a margine della riunione con gli altri ministri dei grandi Paesi industriali europei, innanzitutto ovviamente con il ministro dell’Economia tedesco (Katherina Reiche, ndr), con i miei colleghi dell’industria francese e spagnolo, perché riteniamo che occorra oggi più che mai trovare una posizione comune per sollecitare insieme la Commissione europea a realizzare le grandi radicali riforme che servono al nostro continente per restituire competitività all’industria a cominciare dal settore delle auto, dalle industrie energetiche e da quelle che oggi sono sottoposte di fatto a una pericolosa concorrenza e competizione internazionale».

Su settori strategici, come difesa o Spazio, «la risposta è solo europea, ed è per questo che sin dall’inizio abbiamo cercato una convergenza fra tutti Paesi industrializzati europei».

Obiettivo di questa nuova edizione del forum, promosso dalla Germania, è quello di avviare iniziative comuni per un’industria europea più resiliente, innovativa e competitiva, capace di rispondere alle tensioni geopolitiche globali, alle sfide della doppia transizione digitale e ambientale e di rafforzare le imprese europee. «Abbiamo bisogno di un’Europa ambiziosa e pragmatica, capace di tutelare e rafforzare la propria industria senza rinunciare alla sostenibilità», ha sottolineato. «Dobbiamo agire ora, in modo coeso e determinato, per difendere la competitività europea e dare forza alle nostre imprese nel contesto globale».

All’appuntamento hanno partecipato, inoltre, le delegazioni di Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Spagna, oltre al vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per la Prosperità e la Strategia industriale, Stéphane Séjourné.

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