Nei giorni in cui il campo largo rispolvera il Reddito di cittadinanza, con la speranza di ripetere alle prossime elezioni l’operazione di voto di scambio che nel 2018 consentì al Movimento 5 stelle di conquistare 221 collegi uninominali, facendo il pieno nel Mezzogiorno e nelle isole, vengono a galla i dati sulle truffe messe a segno con il sussidio caro a Giuseppe Conte.
Le cifre le ha fornite il ministro del Lavoro, Marina Calderone, che ospite di Quattro di sera, ha precisato che gli assegni percepiti indebitamente fino al 2023 (anno in cui il governo Meloni mise fine alla mangiatoia) assommano a 1,7 miliardi di euro, gran parte dei quali, ossia quasi un miliardo e mezzo, non sono stati ancora recuperati e, forse, mai lo saranno. In pratica, lo Stato ha pagato migliaia di persone che si sono spacciate per bisognose e aventi diritto, quando invece non avevano titolo per incassare quei soldi.
Se qualcuno non ha chiaro che cosa significhi far sparire una simile somma, basti dire che è più o meno equivalente a quanto è stato stanziato dall’ultima manovra di bilancio con il voucher sanità per gli ultra settantacinquenni che percepiscono un reddito al minimo, ma è anche quasi la metà dell’intero aumento di fondi destinati al Servizio sanitario nazionale.
Quindi, per chi non l’avesse capito, non stiamo parlando di spiccioli, ma di una cifra enorme. Dal che si evince che non soltanto il Reddito di cittadinanza, oltre a essere costato un botto per le casse dello Stato, non ha prodotto il risultato sperato, ovvero un aumento dell’occupazione. Ma oltretutto è stato oggetto di speculazioni e ruberie, che hanno reso ricche, o quanto meno allegre, persone che non lo meritavano.
Il campo largo vuole riproporre il sussidio
Tuttavia, nonostante le storture e le malversazioni, il campo largo insiste, dicendo di voler inserire nel programma di governo il ritorno alla formula del Reddito di cittadinanza. Ovvero più soldi per tutti o, per essere più precisi, più soldi per tutti quelli che non lavorano e, aggiungiamo noi, magari lavorano in nero. Del resto, 5 stelle e compagni sono specialisti nel regalare soldi a pioggia facendo credere agli italiani che il dono sia gratuito, cioè non a carico dei contribuenti.
Ricordate il superbonus del 110 per cento? Conte ci fece la campagna elettorale del 2022, girando l’Italia al grido di «Potete ristrutturare casa gra-tu-i-ta-men-te». C’è chi, passando al setaccio centinaia di di videoregistrazioni dei comizi, ha costruito un tormentone online con quella promessa di consentire agli italiani di rifarsi alloggi e castelli senza sborsare un euro.
Il buco del Superbonus e i 15 miliardi di frodi
Come per il Reddito di cittadinanza, costato complessivamente 35 miliardi, di cui 1,7 spariti grazie alle truffe, anche il Superbonus ha creato una voragine nei conti dello Stato. Le stime oscillano fra i 180 e i 200 miliardi, perché nemmeno il conto finale è ancora chiaro. Ma è certo che una parte di quei soldi sono finiti nelle tasche di migliaia di truffatori. Non lo dico io: lo ha certificato un signore che alle prossime elezioni sarà candidato nel campo largo, ovvero nella stessa coalizione che quel buco di bilancio lo ha creato.
Ernesto Ruffini, già direttore dell’Agenzia delle entrate, in un’audizione parlamentare parlò di 15 miliardi incassati da imprese e privati che non avevano titolo per appropriarsene. Certo, l’ex esattore delle tasse è il fondatore dell’ennesimo partitino di centro, ma il piano prevede che lui e Franco Gabrielli, già direttore dei servizi segreti, portino acqua al mulino del campo largo, alleandosi con Conte, Schlein e Renzi, ovvero con i leader di quei partiti che hanno creato la voragine del Superbonus. Dunque, è uno dei loro a dire che lo Stato ha regalato 15 miliardi ai truffatori.
I soldi sottratti a sanità e famiglie
Anche in questo caso, come per il Reddito di cittadinanza erogato a chi non ne aveva diritto, viene spontanea una domanda: ma quante cose si sarebbero potute fare con quei soldi? Pensate, tra superbonus e sussidio, solo restando ai truffatori, siamo a quota 16,7 miliardi, in pratica due terzi della somma messa a disposizione con la manovra. Se non fossero stati gettati, provate a pensare quanto si sarebbe potuto spendere per la sanità, per il sostegno alle famiglie e anche per abbattere le accise. E ora, già che ci siete, fate un altro sforzo e immaginate quali altri danni potrebbe fare la compagnia di giro della sinistra se tornasse a Palazzo Chigi. Io già me li vedo e mi preoccupo.
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