- Davanti a Coldiretti il presidente del Consiglio frena sul rincaro dei carburanti agricoli ma dice: «L’imposta sul valore aggiunto cambierà». Quindi, aumenti garantiti: il prelievo sui generi alimentari salirà dal 10 al 13%.
- L’avvocato del popolo la butta lì: «Se Mattarella volesse fare un bis…». In realtà monta la paura di elezioni anticipate. E l’ipotesi di dimissioni al Colle per un blitz anti Lega.
Lo speciale contiene due articoli.
Le tasse non dovevano salire ma, stretto dai numeri di una manovra ancora tutta da scrivere, Giuseppe Conte ha dovuto ammettere che la pressione fiscale invece salirà eccome. Lo ha ricordato due giorni fa dopo aver incontrato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e spiegando che l’esecutivo sta lavorando a una revisione delle aliquote: «Lavoriamo a qualche rimodulazione», ha cercato di minimizzare il premier ammettendo di fatto che per diverse fasce l’Iva aumenterà.
Non solo, ieri il premier davanti a Coldiretti è stato molto più chiaro: «L’Iva non cresce ma cambierà», salvo poi fare un po’ di captatio sull’uditorio aggiungendo che non si vuole «compromettere niente sul gasolio agricolo» (peccato che nel testo del decreto Ambiente sia scritto il contrario).
«Il governo», ha detto ieri, «non vuole mettervi in difficoltà, ma vi chiede di iniziare da oggi a pensare al domani. Noi vi aiuteremo con incentivi per farvi raggiungere gli obiettivi che avete nei prossimi lustri», ha detto.
«Voglio Coldiretti alleata del governo in questo progetto di Green new deal per un’Italia più verde», «dobbiamo progettare il futuro già oggi tutti insieme, vi aiuteremo con incentivi e non con penalizzazioni. Questo significa un principio cardine, la cura dell’ambiente e del terreno che voi avete nel dna, la protezione delle biodiversità», ha aggiunto. «Ho chiesto l’inserimento in Costituzione di questo principio, è nel programma del governo, dobbiamo lavorare per una cultura del riciclo dismettendo la cultura del rifiuto, e per una transizione ecologica in prospettiva».
Le affermazioni di Conte arrivano dopo che due giorni fa, sempre all’incontro Coldiretti a Bologna, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova aveva sottolineato che «il governo non è nato per tassare gli agricoltori».
«Per rispondere alle giuste domande», aveva detto Bellanova, «dobbiamo fare scelte politiche. E il modello agricolo italiano, fatto di multifunzionalità, attenzione per l’ambiente, rispetto delle persone e degli animali può diventare un esempio mondiale».
Il tema è che, nei fatti, non voler aumentare le tasse sui carburanti agricoli significa dover trovare gettito da un’altra parte. Forse aumentando proprio il prelievo fiscale su diesel e benzina per le automobili, colpendo molti italiani.
Insomma, prepariamoci, la stangata è dietro l’angolo. Del resto, per evitare che l’Iva aumenti servono 23 miliardi e l’attuale governo non pare avere idee migliori, se non quella di ritoccare alcune fasce legate all’imposta sul valore aggiunto.
Come ha spiegato Conte , l’idea del governo per impedire che l’Iva salga da 22 al 25,2% dal 2020 è quella di lavorare sulle fasce di prodotti con Iva intermedia, attualmente al 10% e che dovrebbe salire al 13%.
L’esecutivo avrebbe intenzione di far aumentare l’imposta per chi sborsa in contanti e sterilizzarla parzialmente per chi paga con metodi elettronici e dunque tracciabili. L’obiettivo è che la tracciabilità faccia ridurre l’evasione e far crescere il gettito.
Il vero problema è che, tra i prodotti con Iva al 10% ci sono anche svariati cibi tra cui carne, pesce, crostacei, pollami e salumi. Tutti prodotti che passerebbero al 13% garantendo al fisco oltre un miliardo in più di gettito.
Infine, il governo Conte-bis potrebbe introdurre una nuova aliquota di prodotti con Iva all’8%, dove potrebbero figurare anche alcuni prodotti oggi al 4%. Potrebbero, ad esempio, essere accorpati i biscotti che sono al 9% e la pasta che sta al 6% di Iva.
Si tratterebbe insomma di una bella stangata: l’Iva, dunque, non salirebbe per tutti, ma per molti. Tra aiuti all’agricoltura senza aumenti sui carburanti agricoli e crescita dell’Iva su prodotti di prima necessità come gli alimenti, gli italiani devono prepararsi a mettere mani al portafoglio.
Sul tema di incoraggiare l’uso di pagamenti elettronici ieri è intervenuto su Twitter anche il numero uno di Italia viva, Matteo Renzi. «Se il governo deciderà di incoraggiare la moneta digitale attraverso sconti fiscali, dovremo fare una cosa in più. Cambiare la norma e abbassare le commissioni sulle carte di credito e di debito, che vanno dimezzate, stabilendo per legge un tetto massimo, senza alcun minimo per transazione».
Certo è che l’Iva in aumento non sarà l’unico problema degli italiani. Dal parco del villaggio Coldiretti a Bologna ieri Conte ha espresso preoccupazione per i dazi che gli Stati Uniti potrebbero applicare su alcuni prodotti Ue.
«Aspettiamo, credo si tratti di qualche giorno, la risposta dell’arbitrato Wto sulla decisione degli Stati Uniti di applicare dazi a prodotti Ue», ha detto. «Quella decisione ci farebbe molto male, per cui posso assicurare che ha la massima attenzione del governo e la mia personale».
Se così fosse e il Wto decidesse di attuare nuovi dazi verso il Vecchio continente (si stimano all’interno dell’Ue perdite per sette miliardi di euro), dunque, molti prodotti diventerebbero molto più cari oppure rischierebbero di scomparire dal mercato. In entrambi i casi sarebbe un vero danno per gli imprenditori italiani.
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