Nardella-Bocca, la coppia anti affitti
Dario Nardella (Imagoeconomica)
Asse tra il primo cittadino di Firenze e Federalberghi per adottare il modello New York contro i piccoli proprietari: il capo degli albergatori al vertice della fondazione Crf.

Il sindaco di Firenze Dario Nardella scopre finalmente le carte della sua battaglia contro gli affitti brevi nelle città. La nomina del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca alla presidenza della Fondazione Cr Firenze, va infatti a coronare un sodalizio che prosegue ormai da mesi, con i sindaci di sinistra (tra questi anche Beppe Sala a Milano) che continuano a fare pressione sul governo per fermare il mercato degli affitti tramite Airbnb.

Proprio in queste ore emerge dalla bozza della manovra la possibilità dell’aumento della cedolare secca e della ritenuta d’acconto per i canoni di locazione, con il passaggio dal 21% al 26%. Confedilizia si è già detta contro la misura: «Grave errore del governo, aumenterà il sommerso». La nomina di Bocca è di lunedì scorso: dopo settimane di tensioni interne alla fondazione, alla fine è spuntato il suo nome, con Maria Oliva Scaramuzzi come vicepresidente. La scelta ha fatto storcere il naso a molti fiorentini, anche perché è stato un ex parlamentare di Forza Italia. Inoltre è considerato molto vicino a Marco Carrai, storico braccio destro dell’ex premier Matteo Renzi, ma soprattutto uno dei 115 membri dell’assemblea dei soci della Fondazione. La storica istituzione bancaria fiorentina, oltre a essere la quinta fondazione italiana per patrimonio, pari a 1,7 miliardi di euro, è azionista di Intesa San Paolo e soprattutto distribuisce almeno 30 milioni di euro ogni anno su provincia e regione.

Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa ha subito fatto notare in un tweet le parole spese da Nardella appena dopo la nomina. «Il Sindaco di Firenze dice di avere “collaborato” con il presidente di Federalberghi – appena eletto presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze – sulla delibera che (in modo palesemente illegittimo) vieta gli affitti brevi in città, a tutto vantaggio degli albergatori» scrive Spaziani Testa. «Se in Italia è rimasto ancora qualcuno che si scandalizza per qualcosa, qui va sul velluto». D’altra parte le parole del sindaco di Firenze, («Con Bocca abbiamo collaborato su diverse questioni come la delibera sugli affitti brevi») sembrano proprio una schiaffo in faccia a tanti cittadini italiani che affittano le loro case. È nota ormai da tempo la pressione che Federalberghi, insieme appunto a sindaci come Nardella e Sala, sta facendo sul governo per impedire le locazioni brevi nel centro storico. Si tratta di un assist al sistema alberghiero che però rischia di penalizzare la proprietà privata. A inizio ottobre, era stato proprio Bocca a lamentarsi da subito per il disegno di legge del ministero del turismo di Daniela Santanchè, che avrebbe posto limitazioni troppo blande sulle cosiddette locazioni turistiche che danno diritto a pagare le imposte con la cedolare secca». Bocca è tornato alla carica anche nelle ultime settimane, chiedendo al governo di chiudere la telenovela sugli affitti e rinnovando elogi al modello New York su Airbnb. Ora il ministro Santanchè ha annunciato di voler comunque intervenire sul mercato degli affitti brevi. «È un settore che ha bisogno di regolamentazione tenendo presente che per noi la proprietà è sacra, quindi non criminalizzeremo, ma regoleremo».

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