Mps chiude un semestre oltre le attese, alza gli obiettivi per l’anno, promettendo una cedola robusta per restare al passo con Mediobanca, di cui critica l’atteggiamento «difensivo» ed «erratico» che ha portato prima a rinviare e poi ad anticipare l’assemblea per Banca Generali. In ogni caso questa altalena non inciderà sui tempi dell’Ops che il gruppo senese ha lanciato sulla banca d’affari. La conclusione è prevista per l’8 settembre e, da quanto risulta, non ci saranno ostacoli. Filtra infatti l’indiscrezione secondo cui i tempi dell’inchiesta aperta sul piazzamento del 15% di Mps effettuato a novembre dal Tesoro sarebbero compatibili con la scadenza dell’Ops.
Insomma, non saranno i giudici a fermare l’assalto a Mediobanca. Il semestre dell’istituto senese si chiude con un utile di 892 milioni di euro, in calo del 23% sullo stesso periodo del 2024, quando la banca aveva goduto di 457 milioni di benefici fiscali, ma in crescita del 21,4% su base omogenea, grazie a un secondo trimestre in accelerazione, che ha registrato utili saliti del 15,7% sul primo trimestre, a 479 milioni, ben oltre i 349 milioni attesi dagli analisti. L’ad Luigi Lovaglio ha parlato di «risultati spettacolari» che «dimostrano la nostra capacità tangibile di realizzare crescita, elevata redditività e chiarezza strategica», abbinati a una forte posizione patrimoniale, testimoniata dal superamento in scioltezza dello stress test. «Abbiamo costruito una fortezza» con un «robusto bilancio capace di proteggere Mps e creare opportunità nei decenni a venire», ha proseguito. I conti hanno permesso al Monte di alzare a oltre 1,5 miliardi l’obiettivo di utile pre-tasse 2025 mentre Lovaglio si è detto «fiducioso» di poter distribuire ai soci già quest’anno il 100% dell’utile così da eguagliare Mediobanca sui dividendi, allineandosi nel 2026 anche alla scelta di Piazzetta Cuccia di pagare l’acconto. Un mix di fattori che è piaciuto alla Borsa (+5% a 7,85 euro).
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