L’esperto di Gamma capital markets: «Possibili guadagni anche scegliendo prodotti con rischi contenuti». I titoli offrono un regime fiscale vantaggioso con l’opportunità di compensare eventuali minusvalenze.

L’industria finanziaria negli anni è venuta incontro alle esigenze degli investitori non solo per quello che riguarda le asset class su cui investire, ma anche per quelli che sono i profili rischio rendimento dei vari strumenti.

«I certificati, per gli investitori più smaliziati, sono strumenti che stanno destando sempre maggiore interesse, anche grazie alla vasta gamma di opzioni offerte», dice alla Verità Pierpaolo Scandurra, direttore generale del sito Certificatiederivati.it.

Quali sono i vantaggi che, oggi, possono offrire gli investimenti in certificati ai risparmiatori e ai consulenti? «Io amo sempre pensare che i vantaggi dell’utilizzo di qualsiasi strumento finanziario debbano essere uguali sia per i consulenti sia per i risparmiatori», dice Bernardo Calini, consulente finanziario di Gamma capital markets, «Oggi c’è fame di rendimenti: non ci si rassegna al fatto che i tassi di interesse siano a zero e queste soluzioni di investimento, con possibili cedole sostanziose, allettano sia il risparmiatore sia il consulente. Bisogna però educare entrambi a una percezione del rischio diversa», sottolinea. «Infatti, i certificati hanno un’asimmetria rischio rendimento. Mentre per gli strumenti finanziari tradizionali esiste, normalmente, una proporzione tra rischio e rendimento, ossia più è alto il rischio più è alto il rendimento e viceversa, nel caso dei certificati mi ha da sempre incuriosito la possibilità di avere rendimenti interessanti con un rischio, tutto sommato, contenuto o ridotto».

Uno dei vantaggi dei certificati è infatti che sono da considerarsi a tutti gli effetti dei redditi diversi e, in quanto tali, sottostanno all’applicazione della tassazione del 26% sul capital gain, con possibilità di compensazione delle minusvalenze maturate in precedenza. Il che gli permette di essere fiscalmente vantaggiosi.

Dove puntare dunque? «Si segnalano strumenti come l’Autocallable twin win su titoli americani, che permettono di guadagnare in termini assoluti dalla variazione dei titoli sottostanti o un Equity protection cap, che replica l’indice azionario europeo al rialzo e protegge interamente il capitale dai ribassi», spiega Scandurra, «Particolarmente apprezzata dagli investitori l’opportunità di incassare cedole durante il percorso di investimento: in questa categoria di prodotti spiccano i Phoenix memory su titoli italiani o esteri, con premi mensili tra lo 0,50% e l’1%», spiega. «La denominazione maxi coupon si addice invece alla tipologia di prodotti che pagano delle maxi cedole iniziali, utili per coloro che hanno minusvalenze in scadenza nell’anno corrente. Una delle ultime novità di ingegneria finanziaria è invece il Phoenix memory booster, ovvero un certificato che, nel caso i sottostanti siano al di sopra del livello per il rimborso anticipato, oltre a pagare la cedola rende un bonus del 5% aggiuntivo. Infine, il Target cedola, appartenente alla categoria dei protetti, prevede il pagamento di un coupon su base annuale e una protezione totale del capitale».

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