Ma ha senso continuare a finanziare l’Ucraina quando non passa mese senza che non si scopra che qualcuno del governo di Kiev si è fregato i soldi? Chiunque abbia avuto a che fare con quel Paese prima della guerra è a conoscenza della profonda corruzione dell’apparato statale e a quanto pare la brutta abitudine di incassare tangenti sulle forniture pubbliche non si è interrotta con l’invasione da parte della Russia.
Dalle stecche sulle derrate destinate alle truppe impegnate al fronte alla cresta sugli ordinativi di munizioni o sugli acquisti di sistemi tecnologici per il controllo di velivoli senza pilota, in questi anni abbiamo letto di tutto. E purtroppo a finire indagati o agli arresti non sono uomini di secondo piano, ma alcuni dei più stretti collaboratori dello stesso Volodymyr Zelensky.
L’elenco è lungo e molti hanno ricoperto incarichi nel governo. Un anno dopo l’invasione russa saltò il vice ministro delle infrastrutture, Vasyl Lozynskyi, per aver gonfiato i prezzi per l’acquisto di generatori di corrente. Poi fu la volta del numero due del ministero della Difesa, Vyacheslav Shapovalov, quindi il vicedirettore dell’amministrazione presidenziale, Kyrilo Tymoshenko.
Uno stillicidio che è proseguito con lo stesso ministro della Difesa, Oleksii Reznikov, poi con quello delle politiche agrarie, Mykola Solskyi, quindi il viceministro dell’Energia Oleksandr Kheilo e successivamente con il vice primo ministro Oleksiy Chernyshov. Ma il colpo grosso fu quando venne stato arrestato Andriy Yermak, già potente capo dell’Ufficio presidenziale, ovvero una delle persone più vicine a Zelensky, cui è seguito quello dell’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko e del ministro in carica Svitlana Hrynchuk, accusati per lo scandalo che aveva già travolto il ministro della Giustizia per una tangente da 100 milioni di dollari.
In totale sono centinaia i funzionari coinvolti, molti dei quali già rinviati a giudizio e decine già condannati. L’ultimo scandalo è di ieri, con Zelensky costretto a cacciare il vice capo del suo ufficio, Iryna Mudra. Secondo la Nabu, ossia l’ufficio anticorruzione, esisterebbe un’organizzazione criminale che coinvolgerebbe un alto funzionario della presidenza, ma di cui farebbero parte diversi parlamentari ed esponenti della banca statale. Un sistema che avrebbe consentito di riciclare milioni di dollari.
Considerando che l’Europa da quattro anni si sta svenando per sostenere la guerra in Ucraina e il nostro Paese ha contribuito con cifre che si avvicinano molto a quelle di una manovra finanziaria, viene spontaneo chiedersi se abbia senso continuare a pompare denaro in una macchina statale dove alcuni degli esponenti più in vista del governo si fregano i soldi.
Capisco che Kiev è stata aggredita e che a Putin non si può consentire di passarla liscia dopo aver fatto centinaia di migliaia di morti (qualcuno dice milioni) fra gli ucraini e i suoi stessi soldati. Ma credo sia giusto interrogarsi e stabilire fino a quanto si possa sopportare che parte della dirigenza del Paese aggredito si faccia beffe dei suoi stessi militari, i quali rischiano la vita in battaglia mentre altri nelle retrovie si danno o si preparano alla bella vita.
Si può insistere a fare finta di nulla di fronte al gravissimo problema della corruzione della classe dirigente di Kiev? In questi anni, per effetto della guerra, non soltanto abbiamo dirottato enormi risorse verso l’Ucraina, ma abbiamo pagato bollette energetiche più care, rinunciando alle forniture di gas e petrolio russo. Di più: sapete perché quest’estate il prezzo della benzina è tornato a salire?
Perché i droni di Kiev colpiscono le raffinerie russe e i servizi segreti di Zelensky le portacontainer che dirottano il greggio verso l’India e altri Paesi che fino ad oggi si sono prestati a fare affari con Mosca.
Dunque, per effetto di tutto ciò, la diminuzione dell’offerta di petrolio sul mercato ha fatto rincarare il listino. Così noi continuiamo a pagare in tutti i sensi il prezzo di una guerra che non abbiamo voluto e a cui non partecipiamo. Ma fino a quando potremo accettare tutto ciò? Cioè: possiamo continuare a sostenere economicamente una guerra mentre politici e speculatori ucraini si arricchiscono?
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