Dopo il tetto ai prezzi di gasolio e benzina presso le stazioni di servizio, Eni interviene anche sulle bollette di luce e gas. Dal 1° ottobre al 24 ottobre Plenitude manterrà invariati i prezzi della materia prima facendosi carico dei recenti aumenti dei costi di approvvigionamento.
Il beneficio agli utenti avverrà tramite l’offerta «Fixa time 24 smart», disponibile appunto dal 1°al 24 ottobre, che prevede uno sconto del 30% sui corrispettivi luce e gas, rispetto alla principale offerta a prezzo fisso della società, con un prezzo bloccato per due anni. Questo sconto vale circa 100 euro all’anno sul contratto gas e altrettanto per quello luce, per un totale di circa 200 euro per i clienti che scegliessero entrambe le forniture. Si tratta di una proposta che si posiziona tra le più convenienti sul mercato, sottolinea Eni e non intende fermarsi qui.
Plenitude ha detto che valuterà «eventuali successive misure a supporto dei consumatori in funzione dell’evoluzione degli scenari di mercato». Eni è il quinto maggior gruppo per quota di vendita nel mercato libero dell’elettricità e secondo in quello libero del gas.
L’iniziativa che si aggiunge a quella sui prezzi dei carburanti, non è passata inosservata all’Antitrust dove tuttavia al momento, secondo fonti vicine all’Authority, non c’è nulla sul tavolo.
Energia, Enel e A2A sfidano Plenitude con offerte a prezzo bloccato
Sul fronte delle offerte si fa sentire anche Enel sottolineando che la propria offerta Digital luce, della durata di due anni presente sul sito da aprile scorso, «è la più bassa sul mercato nazionale tra gli operatori primari. È più bassa di circa il 50% rispetto al prezzo di mercato all’ingrosso. Prevede per la famiglia media (2MWh l’anno) uno sconto di 200 euro l’anno, solo per la componente di energia elettrica, rispetto al prezzo all’ingrosso». Enel è al primo posto nella classifica dei gruppi che operano nell’elettricità e terza nel mercato del gas.
Anche A2A ha sottolineato che sin dal 2023 «ha messo a disposizione dei consumatori domestici un’offerta basata sul proprio portafoglio di impianti da fonti rinnovabili che consente di fissare il prezzo di tale energia per dieci anni».
Arera aumenta la bolletta: per i vulnerabili elettricità più cara del 37,3%
In serata a rabbuiare lo scenario sono arrivate le comunicazioni di Arera. L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, fa sapere che nel quarto trimestre di quest’anno, le categorie vulnerabili (tre milioni di utenti) che sono serviti in maggior tutela, quindi non sono nel libero mercato, pagheranno l’elettricità il 37,3% in più rispetto al trimestre precedente. L’aumento è dovuto all’incremento dei costi di acquisto dell’energia elettrica. Secondo le associazioni dei consumatori, la maggiore spesa in un anno sarà di 236 euro, «una vera e propria mazzata».
Mercato libero contro maggior tutela: «Offerte sotto i 110 euro/MWh»
A fronte di questi rincari, Elettricità Futura commenta che il mercato libero è più conveniente: «sono disponibili offerte anche poco sotto i 110 euro/MWh contro i 226 euro stabiliti dall’Authority per la Maggior Tutela».
Benzina, Q8 aderisce al price cap: il tetto coinvolge il 52% della rete
Intanto si allarga il fronte delle compagnie petrolifere che applicano il price cap su esempio di Eni. Dopo Ip, anche Q8 ha deciso di aderire all’invito del Governo. L’intervento partirà dal 1° ottobre e sarà inizialmente valido per trenta giorni. La scelta di Q8 che conta circa 2900 stazioni di servizio, rappresenta un passaggio significativo nel quadro nazionale. Sommando le reti dei principali operatori che hanno annunciato l’adesione, la quota dei distributori potenzialmente interessati dal calmieramento arriva a circa il 52% della rete italiana.
Si tratta però di una copertura potenziale attualmente poiché mentre i distributori Eni hanno applicato il tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, subito su tutta la rete, Ip ha comunicato che avrebbe proceduto con gradualità. Ieri alle 16 quasi il 14% degli impianti presentava per la benzina un prezzo inferiore ai 2 euro il litro mentre per il gasolio, circa il 13% applicava un prezzo inferiore ai 2,20 euro il litro. Dall’azienda si apprende che ieri, erano 1.500 gli impianti su 4.500 che praticavano il price cap. Un dato che però viene aggiornato continuamente.
Price cap, Urso: «Il 45% dei punti vendita ha aderito»
«Siamo a un livello del 45% dei punti vendita del nostro Paese che sono circa 22.000, una rete piuttosto importante», ha detto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso a proposito dell’adesione complessiva al price cap.
Q8 al momento non ha indicato un unico valore massimo valido su tutto il territorio nazionale. Il gruppo dell’emirato del Kuwait ha annunciato un tetto modulare, con modalità che terranno conto delle diverse condizioni della propria rete e delle caratteristiche dei singoli mercati locali.
Benzina e gasolio, anche Nova Coop fissa il tetto a 1,99 e 2,19 euro
C’è poi il punto interrogativo su quello che faranno le altre compagnie e i piccoli operatori indipendenti. Ieri si è mossa Nova Coop che ha allineato i prezzi praticati presso la propria rete di stazioni di servizio Enercoop, dislocate principalmente nell’Italia settentrionale e centrale, fissando il prezzo limite della benzina a 1,99 euro il litro e quello del gasolio a 2,19 euro (12 centesimi al litro in meno rispetto ai prezzi medi regionali ieri).
La premier Giorgia Meloni ha ringraziato il Kuwait e il gruppo Q8 per la decisione, sottolineando il contributo dell’azienda al contenimento dei costi in una fase segnata dalle tensioni internazionali.
Intanto dal mercato internazionale arriva qualche segnale di respiro. Dopo aver superato quota 105 dollari al barile, il petrolio ha invertito la rotta: il Brent è sceso intorno ai 103-104 dollari, mentre il Wti è tornato sotto i 91 dollari.
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