sugar tax
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Meno zucchero, senza rinunciare al gusto. Il mercato delle bibite analcoliche oggi è diverso da quello di 15 anni fa: le ricette sono state alleggerite, le versioni «zero» si sono moltiplicate e sugli scaffali è cresciuta la scelta. Dietro c’è un lavoro sui prodotti che ha accompagnato nuove abitudini di consumo e una maggiore attenzione alla quantità di zuccheri.

Meno zucchero e più alternative: come è cambiato il mercato

Il dato che riassume meglio questa tendenza arriva da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori del settore, che oggi accende i riflettori sulla inopportunità della sugar tax alla luce sia delle nuove tendenze e sia della lunga sospensione della stessa (a ulteriore dimostrazione della sua inutilità).

«Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse» è il focus del confronto con governo e parlamentari anche in considerazione di un calendario politico che già odora di manovra finanziaria.

Tra il 2008 e il 2025, secondo elaborazioni dell’associazione su dati GlobalData, la quantità complessiva di zuccheri immessa in consumo dalle aziende del comparto si è ridotta del 44%.

Questo dato non significa che ogni lattina contenga oggi il 44% di zucchero in meno, significa invece che dentro un numero ci sono più fattori: ricette riformulate, sviluppo di prodotti senza zucchero o a ridotto contenuto calorico e una domanda che si è spostata verso queste alternative. Più che la storia di una singola bibita, è la fotografia di un mercato che ha cambiato composizione.

Zuccheri, salute e nuove abitudini di consumo

Il tema incrocia inevitabilmente quello della salute. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di mantenere gli zuccheri liberi sotto il 10% dell’apporto energetico quotidiano e indica come ulteriore obiettivo una riduzione sotto il 5%. Una bibita resta una parte della dieta, nella quale contano quantità, frequenza dei consumi e stile di vita. Ma rispetto al passato chi vuole limitare gli zuccheri dispone oggi di molte più possibilità di scelta.

Anche i consumi restituiscono lo stesso quadro. I dati GlobalData riportati da Assobibe indicano che in Italia le bevande analcoliche zuccherate sono passate da poco più di 3 miliardi di litri nel 2015 a circa 2,23 miliardi nel 2024: un calo del 26%. Parallelamente hanno guadagnato spazio le versioni «zero» e a ridotto contenuto calorico.

La riformulazione delle bibite

Oltre questi numeri, c’è la parte meno visibile del lavoro industriale. Ridurre lo zucchero non significa soltanto toglierne qualche grammo: cambia l’equilibrio tra dolcezza, acidità, aromi e consistenza e, nei prodotti più conosciuti, anche piccole variazioni possono essere percepite.

Per questo la riformulazione procede spesso per gradi. In altri casi le aziende hanno mantenuto la ricetta classica e le hanno affiancato una versione alternativa.

Sugar tax, governo e imprese: il confronto sulla tassa

Il tema è entrato anche nel rapporto con le istituzioni. A luglio Assobibe e ministero della Salute hanno rinnovato per due anni il protocollo d’intesa che comprende, tra gli obiettivi, la riduzione degli zuccheri e la promozione di consumi più consapevoli. Anche su questo aspetto parlerà il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.

È con questi numeri sul tavolo e questo nuovo scenario che oggi si confronterà appunto la categoria con esponenti del governo e parlamentari di maggioranza e opposizione: che cosa dev’essere della Sugar tax?

Il convegno si terrà alle 11.15 presso Palazzo Firenze, nella Sala Serianni (Piazza di Firenze 17, Roma), alla presenza di Giangiacomo Pierini (presidente Assobibe), Alessandro Fontana (direttore Centro studi Confindustria), dei parlamentari Marco Osnato (Fdi), Massimo Garavaglia (Lega), Silvia Fregolent (Italia viva), Raffaele Nevi (Forza Italia), Daniele Manca (Pd) e Mario Turco (M5s). Conclusioni affidate al sottosegretario alla Salute, Gemmato, all’omologo del Mef, Sandra Savino, e al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Modera il giornalista Gianluigi Paragone.

L’impatto fiscale sulla filiera e sul consumatore

C’è un rilevante aspetto fiscale che si riversa sulla filiera produttiva e sul consumatore e che impatta su quel nuovo comportamento che il mercato ha già registrato: rendere disponibili prodotti con meno zucchero, senza cancellare le ricette tradizionali, significa offrire al consumatore strumenti in più per orientare le proprie scelte.

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