Euro digitale
iStock

La Banca centrale europea porta la moneta pubblica nel mercato degli asset tokenizzati.

Cos’è il sistema Pontes e a chi si rivolge

Dal 21 settembre è operativo Pontes, il nuovo sistema europeo che consente di regolare transazioni all’ingrosso su strumenti finanziari registrati su infrastrutture Dlt (Distributed Ledger Technology, sistemi digitali basati su registri condivisi, distribuiti e sincronizzati tra più computer – nodi – in una rete, senza il bisogno di un’autorità regolamentata) utilizzando moneta della banca centrale.

Non si tratta quindi dell’euro digitale destinato ai cittadini, ma di un’infrastruttura pensata per banche, intermediari e operatori di mercato.

Pontes risponde a uno dei problemi centrali della finanza tokenizzata. Titoli e altri strumenti finanziari possono essere emessi, negoziati e trasferiti su registri distribuiti, ma il pagamento finale deve poter avvenire in una forma di moneta sicura.

Come funziona il regolamento sulle piattaforme DLT

La soluzione collega le piattaforme Dlt di mercato ai servizi Target dell’Eurosistema (infrastrutture del mercato finanziario gestite dalle banche centrali per regolare pagamenti, titoli e garanzie), permettendo il regolamento in moneta della banca centrale e mantenendo anche nell’universo blockchain il ruolo dell’euro come attività di regolamento priva del rischio di credito di un emittente privato.

La Bce punta così a evitare che i mercati tokenizzati procedano su infrastrutture separate o dipendano esclusivamente da forme private di moneta digitale.

La tokenizzazione, secondo Francoforte, può ridurre tempi e passaggi operativi integrando emissione, negoziazione, regolamento e custodia e consentendo una maggiore automazione attraverso gli smart contract.

Dai test del 2024 all’implementazione

Pontes nasce dal lavoro sperimentale condotto dall’Eurosistema nel 2024, quando 64 partecipanti di mercato hanno preso parte a oltre 50 test ed esperimenti sul regolamento di operazioni Dlt in moneta di banca centrale.

La fase operativa parte con un gruppo già collegato che comprende, tra gli altri, Deutsche Bank, Santander, Société Générale, Banca europea per gli investimenti e KfW, oltre a operatori infrastrutturali come Clearstream. Funzionalità e orari saranno ampliati progressivamente, con la piena implementazione prevista entro il 2028.

La stessa Bce ha annunciato anche i preparativi per investire una piccola quota dei propri fondi in titoli tokenizzati denominati in euro. In una prima fase l’attenzione sarà rivolta a obbligazioni emesse da governi dell’area euro, enti pubblici, agenzie e istituzioni sovranazionali europee.

Le operazioni saranno regolate attraverso Pontes. L’obiettivo è acquisire esperienza diretta lungo l’intero ciclo di investimento, dalla negoziazione al settlement (il completamento di una transazione finanziaria) fino alla gestione di portafoglio.

Impatto sul mercato europeo ed Euro digitale retail

Per gli intermediari europei il cambiamento è rilevante. Pontes crea infatti un’infrastruttura pubblica sulla quale potranno svilupparsi emissioni obbligazionarie tokenizzate, operazioni di mercato e nuovi servizi finanziari senza rinunciare al regolamento in moneta della banca centrale.

Il tema diventa quindi anche competitivo: l’Eurosistema vuole ridurre il rischio di frammentazione e favorire la costruzione di un mercato digitale europeo più integrato.

Resta separato il dossier dell’euro digitale retail. La Bce ha selezionato 36 prestatori di servizi di pagamento per un progetto pilota che dovrebbe partire nella seconda metà del 2027 e durare dodici mesi.

Francoforte punta a essere pronta per una possibile prima emissione nel 2029.

Da non perdere

Il record del diesel mette le ali allo spread
I nostri soldi

Il record del diesel mette le ali allo spread

L’attacco all’oleodotto saudita fa schizzare i prezzi di gas e petrolio. La paura dei mercati di un rialzo dei tassi fa volare il differenziale tra Btp e Bund a 90 punti. Sale l’attesa per i dati sul deficit: sotto il 3% l’uscita dalla procedura d’infrazione potrebbe essere anticipata