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Giorgia Meloni (Ansa)

Anziani, ambiente, pubblico impiego. Il Consiglio dei ministri di ieri, oltre ad affrontare i temi puramente economici, in particolare lo scostamento di bilancio, ha sfornato provvedimenti di immediato impatto sulla vita dei cittadini. Particolarmente soddisfatta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per un provvedimento a favore degli anziani: «Il governo», scrive sui social la Meloni dopo la conclusione del cdm, «ha approvato il primo Piano nazionale per la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana, con uno stanziamento di oltre 1,5 miliardi di euro.

Una scelta concreta, costruita per aiutare in particolare i nostri anziani più fragili, cioè chi ha più di 70 anni e purtroppo non è più autosufficiente. Attualmente una persona non autosufficiente over 70 è costretta a girare tra mille uffici, fare mille pratiche per richiedere e ottenere l’assistenza sociosanitaria di cui ha bisogno.

Noi rivoluzioniamo questo schema e diamo vita a un sistema completamente nuovo, così chi ha bisogno di assistenza potrà rivolgersi a un solo ufficio: i punti unici di accesso, che dal primo gennaio 2027 saranno progressivamente aperti e attivati nelle Case di comunità, cioè nelle nuove strutture che abbiamo aperto e stiamo aprendo grazie al Pnrr. «Lì, aggiunge il premier in un video, l’anziano riceverà una valutazione completa da parte di un’equipe fatta di operatori sanitari e sociali e, se necessario, riceverà un piano di assistenza personalizzato».

«Questo progetto indicherà le cure e l’assistenza di cui quella persona ha bisogno e il percorso che dovrà seguire, con una particolare attenzione all’assistenza domiciliare, perché è soprattutto a casa che una persona si sente più a suo agio e spesso si sente più protetta. È un sistema che semplificherà la vita ai nostri anziani più fragili, delle loro famiglie e dei loro caregiver».

«Un solo ufficio, un’assistenza su misura per ogni persona, servizi potenziati con maggiore personale, uno Stato che accompagna passo dopo passo chi ha più bisogno. È una piccola ma grande rivoluzione che tocca 3,5 milioni di persone e che ha un obiettivo di fondo: costruire una nazione più semplice, più moderna, più capace di prendersi cura dei nostri anziani e dire con un gesto concreto grazie nonni».

Bonus casa al 65% e 200 milioni per la Terra dei fuochi

Tocca al viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, illustrare i contenuti del decreto che riguarda le materie di sua competenza: «Il passaggio del bonus casa al 65%», sottolinea, «è un risultato importante e dà concretezza al lavoro portato avanti in questi mesi. Già lo scorso anno mi ero impegnata per far salire la detrazione dal 36% al 50% e oggi compiamo un ulteriore passo avanti. Ringrazio il ministro Giorgetti per aver raccolto e portato avanti questa proposta. È una misura che aiuta le famiglie a ridurre consumi e bollette, sostiene imprese e lavoro e rende più efficiente il patrimonio edilizio».

Ma l’aumento della detrazione Irpef per le ristrutturazioni edilizie non è l’unica novità: «Un capitolo a cui tengo particolarmente», aggiunge Gava, «è quello della Terra dei fuochi: 200 milioni di euro, il più alto stanziamento mai destinato alla per la bonifica di quest’area. Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto».

Contratti degli enti locali: aumenti medi di 152 euro al mese

Due buone notizie sono quelle annunciate dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo: «Abbiamo approvato», spiega, «due ipotesi di contratto relativi alla tornata 2025/2027. Mi riferisco al comparto funzioni locali e al comparto sicurezza e Difesa. Quando parlo di comparto parlo di tutti i dipendenti inclusi i dirigenti. Questi due contratti, che sono giunti al termine del loro percorso, confermano gli impegni assunti dal governo. Quello delle funzioni locali interessa 403.617 unità di personale con degli incrementi complessivi medi di 152 euro al mese».

«È un contratto che interviene a soli otto mesi dalla firma di quello precedente, quindi sostanzialmente nel giro di un anno il personale degli enti locali ha potuto fruire di due rinnovi contrattuali. Aggiungo che per il personale delle amministrazioni locali abbiamo istituito un fondo con una dotazione di 50 milioni per il 2027 e di 100 milioni per il 2028, la cui finalità è quella di ridurre il gap che abbiamo accumulato nel passato tra le medie retributive del personale pubblico delle amministrazioni centrali e quello degli enti locali».

«È un contratto che introduce anche una normativa importante in riferimento all’Intelligenza artificiale: sono disciplinati nel contratto l’uso dell’Ia, le garanzie per il personale e tutta la formazione necessaria a un utilizzo responsabile da parte del nostro personale».

Sicurezza e Difesa, aumenti netti annui fino a 2.600 euro

«Per quanto riguarda invece il comparto sicurezza e Difesa», aggiunge Zangrillo, «parliamo di 430.000 persone, anche in questo caso, a circa un anno e mezzo dalla precedente tornata 2022/24, chiudiamo adesso la tornata 2025/27. Si tratta di una tornata importante perché ci consente, sommata a quella precedente, di riconoscere degli aumenti netti annui per le persone che si occupano della nostra sicurezza e Difesa, di 2.600 euro».

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