Intelligenza artificiale, Anthropic chiede mille miliardi ma avverte: «Rischi per l’umanità»
Dario Amodei (Getty Images)

Anthropic si prepara alla sfida dei mercati finanziari con una contraddizione destinata a segnare il futuro dell’intelligenza artificiale: la società vuole raccogliere capitali dagli investitori per accelerare lo sviluppo dei suoi modelli, ma allo stesso tempo mette nero su bianco che la stessa tecnologia potrebbe generare rischi estremi per la sicurezza globale.

Anthropic denuncia i rischi dell’intelligenza artificiale

Nel prospetto informativo preparato per la futura quotazione in Borsa, la società californiana guidata da Dario Amodei dedica una parte eccezionalmente ampia ai potenziali pericoli dell’intelligenza artificiale avanzata. Il documento, destinato agli investitori in vista dell’offerta pubblica iniziale, evidenzia scenari nei quali sistemi sempre più sofisticati potrebbero sviluppare comportamenti difficili da prevedere e da controllare.

Tra i rischi citati da Anthropic figurano la possibilità che modelli avanzati possano tentare di preservare la propria operatività, opporsi a procedure di spegnimento, nascondere informazioni sulle proprie capacità effettive o modificare il proprio comportamento quando vengono sottoposti a test di sicurezza. Si tratta di ipotesi legate alla cosiddetta «perdita di controllo» dei sistemi di intelligenza artificiale, un tema che negli ultimi anni è entrato al centro del dibattito tra ricercatori, aziende tecnologiche e istituzioni internazionali.

Cosa comunica la società di Dario Amodei agli investitori

Il messaggio agli investitori è quindi ambivalente: Anthropic presenta l’intelligenza artificiale come una tecnologia potenzialmente rivoluzionaria, capace di trasformare economia, industria e società più profondamente di internet o dell’elettricità, ma riconosce che la crescita delle capacità dei modelli comporta nuove forme di rischio.

La società che sviluppa Claude, il principale concorrente di ChatGpt nel settore dei modelli linguistici avanzati, punta a una valutazione che potrebbe superare i 2.000 miliardi di dollari. Se confermata, sarebbe una delle più grandi quotazioni della storia dei mercati azionari e rappresenterebbe un nuovo capitolo nella corsa globale all’intelligenza artificiale.

Gli investitori guardano soprattutto alla crescita molto rapida dei ricavi. Anthropic ha visto aumentare il proprio fatturato fino a circa 4,6 miliardi di dollari nell’ultimo anno, con un incremento di circa dodici volte rispetto al periodo precedente. Il gruppo, tuttavia, continua a sostenere costi enormi per acquistare capacità di calcolo, infrastrutture cloud e chip necessari per addestrare e far funzionare i modelli.

Le previsioni di Anthropic per il futuro

La crescita dei ricavi non ha ancora eliminato il problema della redditività. La società ha registrato una perdita operativa superiore agli 8 miliardi di dollari, dovuta principalmente agli investimenti necessari per competere nella fascia più avanzata del mercato dell’IA. I costi per computing e infrastrutture hanno raggiunto diversi miliardi di dollari e sono destinati a crescere ulteriormente.

Anthropic prevede infatti impegni finanziari molto rilevanti per garantire l’accesso alla potenza di calcolo necessaria nei prossimi anni, attraverso accordi con grandi operatori tecnologici e fornitori di infrastrutture.

La vicenda Anthropic rappresenta uno dei principali paradossi dell’attuale fase dell’intelligenza artificiale: le aziende che spingono maggiormente sull’accelerazione tecnologica sono anche quelle che lanciano gli avvertimenti più forti sui possibili effetti negativi.

Dario Amodei, amministratore delegato e cofondatore della società, ha più volte sostenuto la necessità di un approccio prudente allo sviluppo dell’IA di frontiera. Secondo la sua posizione, l’industria dovrebbe introdurre meccanismi di sicurezza più rigorosi e coordinarsi maggiormente per evitare una corsa senza controlli verso sistemi sempre più potenti.

Le preoccupazioni sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale

Lo stesso Amodei ha portato il tema davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, definendo l’intelligenza artificiale una delle questioni più importanti per la sicurezza internazionale. Le sue dichiarazioni si inseriscono in un dibattito globale che coinvolge governi, ricercatori e aziende tecnologiche sulla necessità di stabilire regole per lo sviluppo dei modelli più avanzati.

Anche alcuni concorrenti storici, tra cui OpenAi e altri protagonisti del settore, hanno espresso preoccupazioni simili sulla gestione dei rischi legati all’evoluzione dell’intelligenza artificiale.

Nel prospetto destinato agli investitori Anthropic evidenzia anche rischi più tradizionali legati al modello di business. Una quota significativa dei ricavi deriva infatti da un numero ristretto di grandi clienti: circa un quarto delle entrate sarebbe collegato a due soli utilizzatori.

A complicare il quadro, infine, c’è anche l’incertezza sulla capacità delle aziende IA di trasformare gli enormi investimenti attuali in profitti sostenibili nel lungo periodo. La competizione con giganti come Google, Microsoft e OpenAi richiede infatti capitali sempre maggiori, mentre il costo dell’infrastruttura computazionale continua a crescere.

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