La Francia affronta una fase economica complessa, tra le tensioni sul debito pubblico e la crisi dei suoi grandi campioni industriali. Nonostante le difficoltà, gli Etf legati al principale indice parigino restano leggermente positivi da inizio anno. Un dato che nasconde però una forte divergenza tra settori: mentre lusso e tecnologia soffrono, energia e banche sostengono il listino.

Cosa sta succedendo sul mercato degli investimenti di lusso

Sul fronte macroeconomico pesa il deterioramento dei conti pubblici. Il debito francese ha raggiunto livelli molto elevati rispetto al Pil e lo stallo politico rende più difficile l’attuazione delle riforme. I rendimenti degli Oat decennali sono tornati sotto pressione, ampliando il differenziale rispetto ai titoli tedeschi e aumentando il costo di finanziamento dello Stato.

La ricerca di nuove entrate fiscali rischia inoltre di coinvolgere le società quotate. L’ipotesi di aumentare fino al 12,2% la tassazione sugli utili dei gestori di infrastrutture autostradali e aeroportuali, come Vinci, Eiffage e Adp, evidenzia come il rischio normativo sia diventato un fattore centrale per gli investitori. Il settore più colpito è quello del lusso, per anni considerato il motore della Borsa francese e definito il «Nasdaq europeo».

Il rallentamento dei consumi cinesi e la frenata della domanda globale hanno però messo in crisi il modello di crescita dei grandi marchi. Lvmh perde il 37,46% da inizio anno e il 40,56% su tre anni. Ancora più pesante il calo di EssilorLuxottica, che da gennaio ha lasciato sul terreno il 45,44%.

Come si sta muovendo il mercato

«Il mercato azionario perdona raramente le società che vivono soltanto di aspettative», spiega Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf. «Nel caso degli occhiali connessi, la corsa dei prezzi aveva incorporato scenari futuri eccessivamente ottimistici, ignorando del tutto la concorrenza sempre più agguerrita quando si parla di digitale, le valutazioni fondamentali e l’impatto sui margini operativi».

A pesare su EssilorLuxottica contribuiscono anche le tensioni interne legate alla successione nell’azionariato e al confronto tra Leonardo Maria Del Vecchio e il management della società.

A sostenere il mercato francese sono invece i titoli della vecchia economia. TotalEnergies beneficia del rialzo del petrolio e cresce del 47,22% da inizio anno. Le banche traggono vantaggio dai tassi ancora elevati: Bnp Paribas sale del 25,70%, mentre Société générale registra un rialzo del 243,47% negli ultimi tre anni. L’Amundi Cac 40 Ucits Etf, che replica il principale indice francese, segna così un +1,79% da inizio anno, ma il risultato complessivo cela una realtà molto meno uniforme.

«Quando quasi tutto il rendimento di un listino dipende dal forte rimbalzo di banche e titoli energetici, mentre i suoi campioni storici crollano, l’indice appare più solido di quanto sia realmente», osserva Salvatore Gaziano. «Il vero campanello d’allarme per le imprese non arriva solo dai mercati asiatici, ma dal mercato obbligazionario domestico: l’aumento del costo del debito francese e la ricerca di nuove tasse statali rischiano di penalizzare l’intera economia reale».

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