Blitz sul capo dei rischi della Cassa: distaccato per un anno in Open fiber
Dario Scannapieco (Ansa)
Cdp delibera 4,5 miliardi di attività. Fuori Alessandra Ferone, al suo posto Francesca Scaglia. Mugugni nel cda.

Ultimo consiglio di amministrazione per Cassa depositi e prestiti. Aperto in mattinata si è chiuso intorno alle 14 con l’obiettivo di deliberare, in vista della chiusura dell’anno una ventina di operazioni per un totale di 4,5 miliardi di euro. Il cda ha inoltre dato il via alla Politica del Settore Agricolo, dell’Industria Alimentare, del Legno e della Carta che definisce i criteri per orientare le decisioni di finanziamento e investimento di Cdp in questi settori in un’ottica di responsabilità non solo economica ma anche sociale e ambientale. «In linea con il ruolo di Cdp», si legge in una nota, «a favore dell’economia del Paese, il cda ha approvato nuove operazioni che comprendono finanziamenti per l’internazionalizzazione e per l’export e interventi volti ad agevolare l’accesso al credito delle imprese italiane». Fra i destinatari delle operazioni ci sono aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, eccellenze del Made in Italy, che puntano a nuovi programmi di investimento con impatti positivi sulle filiere strategiche e in una pluralità di settori produttivi. In attuazione del piano strategico 2022-2024, Cdp è quindi sempre più impegnata ad accompagnare le pubbliche amministrazioni anche nella transizione digitale, contribuendo ai piani di mobilità sostenibile sul territorio e favorendo l’adozione da parte degli Enti delle tecnologie più avanzate. Il cda ha, inoltre, approvato la nuova politica del settore agricolo, dell’industria alimentare, del legno e della carta, elaborata attraverso un processo di analisi delle tematiche Esg rilevanti per tali settori, anche grazie al confronto con esperti del settore e rappresentanti della società civile.

Tutto regolare, insomma, e in linea con gli ultimi cda della cassa.

Più movimentata invece la discussione a latere. Ieri è infatti stata formalizzata l’uscita, o meglio il distacco per un anno, di Alessandra Ferone, volto storico di viale Goito, dove dal 2019 ricopre l’incarico di capo del settore rischi. La Ferone andrà a ricoprire analogo ruolo in Open fiber. Probabilmente per dare il messaggio al mercato che la componente pubblica è intenzionata a rivedere gli equilibri finanziari. Una sorta di intervento modello Saipem, dove la manager tra l’altro ha già ricoperto ruoli in consiglio. Al suo posto entra, Francesca Scaglia, attuale capo del comparto rischi a Banco Desio, proveniente a sua volta da Unicredit dove aveva lavorato al fianco di Alessandro Decio. Altamente specializzata e a quanto risulta alla Verità con bollino di Palazzo Chigi. È stata però la scelta di spostare la Ferone a creare dibattito. Contrario alla decisione sarebbe stato il consigliere Francesco Di Ciommo, il solo a essere stato indicato dall’attuale governo e legato a un rapporto di stima con Gaetano Caputi, capo di gabinetto della presidenza del Consiglio. Di Ciommo, dalla sua nomina riveste anche il ruolo di membro del comitato rischi di Cdp, assieme al presidente Giorgio Righetti direttore generale dell’Acri. Ambiente nel quale la Ferone ha costruito rapporti solidi, quale elemento di garanzia per la continuità delle attività e il controllo dei rischi. Va ricordato che Acri rappresenta le fondazioni che a loro volta sono azionisti di peso della Cassa. Evidentemente il distacco di un anno in Open fiber non era stato condiviso con la controparte di minoranza. Vedremo come saprà inserirsi il nuovo capo della direzione rischi.

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