Azzerate le multe per i no vax e chi ha pagato verrà rimborsato
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
La manovra si tinge d’azzurro. Su spinta di Fi, governo al lavoro per il taglio Ires alle imprese che investono. Verso la flat tax a 35.000 euro per i dipendenti. Ok al Milleproroghe: contiene pure quella dell’obbligo polizze.

Il Consiglio dei ministri ha approvato e alcune modifiche alla manovra e il decreto Milleproroghe introducendo una serie di misure chiave destinate a incidere su cittadini, lavoratori e imprese. Il pacchetto di misure è stato definito nel corso di un vertice di maggioranza a cui hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Al termine dell’incontro, Palazzo Chigi ha sottolineato il clima di «collaborazione» tra i leader e la volontà di concentrare le risorse su tre grandi priorità: imprese, famiglie e sanità.

Il Milleproroghe, fedele alla sua natura di provvedimento omnibus, interviene su molteplici fronti, cercando di bilanciare le esigenze del mondo produttivo, la tutela del personale sanitario e la necessità di ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie. I prossimi giorni saranno decisivi per il via libera definitivo.

La novità più importante riguarda lo stop alle multe per i no vax e rimborsi per chi ha già pagato. Una novità importante che chiude definitivamente conti con l’emergenza Covid. Il nuovo testo introduce delle novità importante sulla formulazione originaria che si limitava a stabilire la proroga per un altro anno delle sanzioni. Secondo la norma, attualmente al vaglio del Mef le multe già notificate, pari a 100 euro, saranno annullate e chi le ha pagate riceverà un rimborso. Inoltre, i giudizi pendenti saranno estinti con compensazione delle spese legali.

Importante novità anche sul fronte del lavoro. Viene prorogata al 31 dicembre 2025 la possibilità per le imprese di stipulare contratti a termine per oltre 12 mesi, utilizzando causali tecniche, organizzative o produttive più «ampie». Questa deroga, introdotta inizialmente con il Jobs Act del 2015, doveva scadere a fine 2024. La proroga arriva in un contesto positivo per il mercato del lavoro italiano, che ha recentemente registrato un record di occupati, con 24 milioni di persone impiegate, prevalentemente con contratti a tempo indeterminato.

Sul fronte sanitario, il Milleproroghe amplia lo scudo penale per i medici. La norma, introdotta durante la pandemia, continuerà a tutelare i medici in caso di colpa lieve e per errori commessi in situazioni di difficoltà operativa, come la carenza di personale. Resta comunque garantito ai pazienti il diritto di avviare cause civili per il risarcimento dei danni subiti.

Le imprese ottengono un nuovo rinvio per l’obbligo di stipulare polizze di assicurazione anti-catastrofi. La scadenza, inizialmente fissata al 31 dicembre 2024, viene posticipata al 31 marzo 2025, una misura che risponde alle richieste delle aziende, da tempo critiche nei confronti di questo nuovo onere.

Il Milleproroghe proroga anche il Fondo di garanzia per le Pmi, con le stesse modalità operative, per tutto il 2025. Le imprese turistiche beneficeranno inoltre della proroga di contributi a fondo perduto e del credito d’imposta, insieme alla semplificazione delle procedure autorizzative per la realizzazione di impianti per le rinnovabili rinnovabili. Previsto anche un inasprimento delle regole sui trasferimenti di denaro contante in entrata e in uscita dal territorio nazionale. Saranno aumentate le sanzioni, rafforzati i sequestri e le autorità avranno il potere di trattenere il denaro se emergono indizi di possibili attività criminali.

Resta ancora in bilico la decisione sull’aumento delle sanzioni per le violazioni al Codice della strada, legate all’adeguamento all’inflazione. L’aumento avrebbe dovuto essere approvato all’inizio di dicembre, ma non è stato ancora formalizzato.

Oltre al decreto Milleproroghe il consiglio dei ministri ha approvato una serie di misure fiscali da inserire nella manovra. La più importante riguarda l’Ires premiale (accontentata soprattutto Forza Italia) con una riduzione dell’aliquota dal 24% al 20% per le imprese che reinvestono gli utili in azienda e assumono personale. Il costo stimato della misura è di 400 milioni di euro, che saranno reperiti attraverso un contributo delle banche e delle assicurazioni. Ampliata a 35.000 euro la flat tax per il reddito da lavoro dipendente.

Viceversa il taglio dell’Irpef per i redditi del ceto medio sarà affrontato solo dopo aver consolidato i conti pubblici.

Tuttavia già adesso, una misura a favore dei lavoratori della sanità prevede la tassazione agevolata al 5% per gli straordinari effettuati da infermieri e medici specializzandi.

Con questo insieme di iniziative il governo, pur tenendo conto dell’esiguità delle risorse a disposizione, cerca di bilanciare le esigenze del mondo produttivo, la tutela del personale sanitario e la necessità di ridurre la pressione fiscale. L’avvio dei lavori sugli emendamenti alla manovra in commissione alla Camera è previsto per oggi. L’arrivo in Aula è fissato per il 16, ma non si esclude uno slittamento al 18.

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