fondi ue biennale
Palazzo Ca Giustinian, sede della Biennale di Venezia (iStock)

«Contro un atto d’arroganza senza precedenti, l’Italia faccia squadra. La Biennale va difesa, non punita». Al presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, la decisione della Commissione europea di «raccomandare la revoca del contributo da 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia per la riapertura del Padiglione della Federazione russa» non va proprio giù. Per l’esponente leghista, la scelta della Commissione è «inaccettabile perché la cultura non si censura e gli artisti non sono soldati». In sostanza, «qui non si tratta soltanto di salvare un finanziamento, ma di difendere un principio: quello della libertà, che deve essere garantita senza se e senza ma».

È stata la vicepresidente della Commissione Ue, Henna Virkkunen, dopo aver accusato la Biennale di aver violato il regolamento che ha imposto le sanzioni europee a Mosca, a raccomandare ufficialmente all’Eacea (l’agenzia europea per la cultura e l’educazione) di revocare il finanziamento previsto di 2 milioni di euro per progetti legati al cinema. Tutto perché il presidente della mostra d’arte moderna, Pietrangelo Buttafuoco, lo scorso marzo ha deciso di riaprire il padiglione russo, chiuso dal 2022 a seguito dell’invasione dell’Ucraina ma che Mosca possiede nei Giardini della Biennale sin dal 1914. Su X due giorni fa la commissaria finlandese ha scritto: «La cultura in Europa, finanziata con il denaro dei contribuenti, dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna». Colpita dalla richiesta della commissaria la stessa Biennale, che aveva risposto nei termini stabiliti a tutti i punti della lettera ricevuta dall’Eacea sul tema, e che era in attesa di una nota tecnica formale per valutare ogni eventuale passo successivo con l’idea di far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti. Inoltre l’istituzione culturale tra le più prestigiose al mondo, sottolineava che «proseguono i programmi interessati, che sono solo in maniera marginale co-finanziati dal contributo in questione».

Intanto è stato fissato per domattina a Ca’ Giustiniani la riunione del Consiglio di amministrazione con al primo punto proprio il caso Russia con il contributo che l’Ue vuole tagliare. Zaia ha espresso pieno sostegno al presidente Buttafuoco e ha chiesto al governo di difendere la Fondazione, leggendo la decisione di Bruxelles come una ritorsione politica nei confronti di un’istituzione culturale. «Mi chiedo se tanto zelo e tanto attivismo europeo sia stato applicato anche in altre occasioni, extra cultura, per altri Paesi, perché immagino che in Europa non se ne stiano tutti a casa buoni, non trattano più col mercato russo, non si faccia più niente. Colpire la Biennale significa colpire uno spazio di dialogo e fare uno sgambetto a chi prova ancora a costruire ponti contro la logica dello scontro permanente».

Su questa linea, il capogruppo al Senato del M5s Luca Pirondini: «Lo stop ai finanziamenti è un’intimidazione politica che un Paese come l’Italia non può e non deve accettare. Questa decisione forse piacerà ai Calenda di turno, ma umilia una delle istituzioni culturali più prestigiose del nostro Paese e del mondo». Pur mantenendo una linea di ferma condanna nei confronti della Russia, il leader di Azione, Carlo Calenda critica invece l’intervento dell’Ue sul piano del principio: «La cultura non dovrebbe essere trasformata in uno strumento di pressione politica e la revoca dei finanziamenti rischia di aprire un precedente problematico nei rapporti tra le istituzioni culturali e l’Ue». Al contrario, Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento Ue, ritiene quella della Commissione europea «una decisione giusta e una figuraccia internazionale che il nostro Paese avrebbe potuto evitare e evitarci».

Intanto, ai Giardini e all’Arsenale, questa Esposizione internazionale sta registrando numeri record: a poco più di due mesi dall’inaugurazione, gli ingressi segnano un incremento di circa il 20% rispetto all’ultima edizione.

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