Scuola e trasporti agitano il governo. Salta la stretta su navi, treni e aerei
  • Slitta il Cdm dopo la lite sul lasciapassare esteso ai mezzi a lunga percorrenza. La Lega bracca Mario Draghi, che frena: inasprimenti solo se aumentano i ricoveri. M5s scettico sulle iniezioni obbligatorie agli alunni.
  • Dal 16 agosto alle persone vaccinate verrà risparmiata la quarantena. Mentre già dal 2 i turisti che hanno avuto la doppio dose potranno entrare nel Paese senza limitazioni.

Lo speciale contiene due articoli.

Dopo l’incontro di ieri mattina con il leader della Lega, Matteo Salvini, il premier Mario Draghi ha deciso di rinviare alla prossima settimana l’eventuale inasprimento delle norme sull’obbligo del green pass. Due i fronti sui quali nella maggioranza che sostiene Draghi si registrano posizioni diverse: l’obbligo per i circa 200.000 docenti italiani che non si sono ancora vaccinati e l’estensione del green pass, a partire dal prossimo 6 agosto, anche per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza, come aerei, navi e treni. Per i mezzi di trasporto pubblico, invece, l’obbligo della certificazione sembra scongiurato definitivamente, anche per la difficoltà estrema di organizzare i controlli. Il cdm che avrebbe dovuto varare le due norme era previsto per oggi, ma è stato rinviato (forse) a domani per consentire approfondimenti, e anche perché Draghi vuole a tutti i costi chiudere il fronte della riforma della giustizia, argomento al quale sta dedicando riunioni su riunioni.

Partiamo dai mezzi di trasporto a lunga percorrenza: l’idea del Comitato tecnico scientifico è quella di introdurre l’obbligo del green pass anche su aerei, navi e treni, per limitare la circolazione del virus. Salvini ha spiegato a Draghi, nel corso del colloquio definito «proficuo e cordiale» da Palazzo Chigi, che ciò provocherebbe il caos. Milioni di italiani hanno già prenotato le vacanze, con relativi mezzi di trasporto per raggiungere le mete turistiche. La stretta comporterebbe difficoltà insormontabili per tantissime famiglie, nelle quali magari non tutti sonno in possesso del certificato. Non poter partire vorrebbe dire non poter raggiungere il luogo di villeggiatura prenotato. Il buon senso, dunque, almeno per il momento, sembra prevalere: prima di discutere dell’eventuale estensione dell’obbligo del green pass ai mezzi di trasporto a lunga percorrenza, verranno analizzati i dati e verificate puntigliosamente le ricadute di una decisione del genere sulle vacanze di agosto. L’opinione che La Verità registra da diverse fonti di governo è che se proprio sarà necessario introdurre nuove restrizioni, lo si farà solo e soltanto in presenza di una impennata dei ricoveri, ipotesi (per fortuna) al momento più che remota, e comunque non prima della fine di agosto. «Se la situazione si complica», argomenta Salvini al termine del colloquio con Draghi, «bisogna ricorrere ai ripari, ma complicare la vita a 30 milioni di italiani, milioni di operatori economici, mamme e papà con bambini di 12 o 13 anni no. Le terapie intensive sono vuote al 98 per cento, 40 milioni di italiani sono già vaccinati, quindi la situazione è assolutamente sotto controllo». Per quel che riguarda il trasporto pubblico locale, tocca al sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri chiarire: «Credo che il green pass», sottolinea a Sky Tg24, «non sarà necessario nel trasporto locale e la ragione è che il numero delle vaccinazioni è tale che se raggiungiamo, e credo che lo raggiungeremo, il 70-80% della popolazione vaccinata, i rischi saranno veramente minimi».

Passiamo a un altro argomento «caldo», ovvero quello della scuola. L’obiettivo, condiviso da tutti, è di far ripartire le scuole a settembre in presenza e in sicurezza. Come arrivare a raggiungerlo? L’obbligo vaccinale per il personale scolastico è una delle opzioni in campo: sono favorevoli, ad esempio, il sottosegretario alla salute Andrea Costa e lo stesso Sileri. Si trincerano dietro un «valuteremo» il ministro della Salute, Roberto Speranza, e quello dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «L’85% degli insegnanti su base nazionale», dice Bianchi a Radio 1, «è vaccinato, ci sono delle differenze regionali ma contiamo di raggiungere l’85-90% in tutto il Paese. La scuola è il mondo che ha risposto meglio». L’obbligo, quindi, a detta di Bianchi, potrebbe non servire: «Nei prossimi giorni», aggiunge il ministro, «il governo prenderà evidenza se servirà un ulteriore passaggio per un bisogno di omogeneizzazione in tutto il Paese».

Contrarissimo Salvini. Perplessa anche la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia, del M5s: «Quello che è importante sottolineare in questo momento», dice a Orizzonte scuola tv, «è che non si può subordinare la riapertura delle scuole all’obbligo vaccinale. Quello dei vaccini rappresenta un tassello, importantissimo, ma all’interno di un puzzle più ampio. Stiamo lavorando in coordinamento con gli altri ministeri, gli enti locali le prefetture per garantire tutte le misure di sicurezza, il distanziamento, misure idonee sul fronte dei trasporti». Per quel che riguarda gli studenti, l’obbligo sembra una ipotesi remota. «Riguardo l’obbligo di vaccinazione per gli studenti», dice a Sky Tg24 il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, «il punto è che noi aderiamo alle richieste del Cts, e il Cts, nel parere del 12 luglio, ha chiaramente affermato di cercare di perseguire l’obiettivo del 60% degli studenti vaccinati tra i 12 e i 19 anni, perché questo servirà a gestire al meglio la situazione. Poi parlare di obbligo per i minori», aggiunge Giannelli, «è chiaramente inopportuno, perché comunque si sta parlando di una fascia d’età del tutto differente: sono utenti di un servizio, e c’è un diritto costituzionale all’istruzione».


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