- Avviato in Consiglio dei ministri il percorso per Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Smentiti contrasti tra Lega e M5s. Il ministro Erika Stefani: «Opportunità anche per le Regioni del Sud, con un solo impegno: far bene».
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Lo speciale contiene due articoli
L’autonomia è più vicina. Ieri, in consiglio dei ministri, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Erika Stefani, della Lega, ha illustrato la bozza d’intesa con le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Le novità sono state esposte dal premier, Giuseppe Conte, dal vicepremier Matteo Salvini e dal ministro Stefani.
«È stato compiuto», ha detto Conte, «un passaggio molto importante dal punto di vista politico. Abbiamo avviato il percorso dell’autonomia in tre regioni: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Si tratta di un iter che richiede del tempo ma finora non siamo rimasti con le mani in mano, perché il ministro Stefani già da tempo ha avviato un’istruttoria con i colleghi dei vari dicasteri. Oggi abbiamo delineato un percorso cronologico: intorno alla metà di gennaio completeremo l’istruttoria sulle varie materie. Ci sarà poi una fase finale nella quale ci saranno le valutazioni sul piano tecnico-giuridico ma anche politico. Vogliamo ritrovarci», ha proseguito Conte, «già per il 15 febbraio nelle condizioni di incontrare i presidenti delle Regioni interessate e nel caso sottoscrivere e avviare questo percorso che porterà all’intesa. Poi servirà una legge dello Stato».
Conte ha smentito le voci di contrasti tra Lega e M5s sull’argomento: «C’è assoluta unanimità», ha sottolineato il premier, «da parte di tutte le forze di governo, vogliamo realizzare questo impegno che è nel contratto di governo. Faremo in modo che non sia solo un arricchimento delle regioni del Nord interessate», ha chiarito Conte, «ma anche di quelle del Sud, valuteremo con molta attenzione la questione dell’articolo 116 della Costituzione nel rispetto dei principi di sussidiarietà e perequazione. Io sono il garante della coesione nazionale».
«Un’altra scadenza rispettata. Cinque mesi», ha sottolineato il vicepremier, Matteo Salvini, «di lavoro tecnico, il primo passaggio oggi (ieri, ndr) in consiglio dei ministri. Ci siamo impegnati entro il 15 gennaio a concludere il lavoro tecnico, con diversi ministeri la partita è già chiusa. Il 15 febbraio avremo la proposta dello Stato. Mi auguro che entro l’inverno l’iter sia completato, e che aderiscano a questo percorso anche i governatori delle regioni del Sud, penso per esempio alla Puglia che aveva manifestato interesse, ma anche all’Abruzzo e alla Basilicata: molti sono alla finestra a vedere se facciamo sul serio quando si accorgeranno che è così si aggregheranno e per me da segretario e da ministro sarà un giorno bellissimo. Vogliamo unire l’Italia nel rispetto delle diversità», ha aggiunto Salvini, «è una cosa che stiamo portando a compimento in questi primi sei mesi entusiasmanti di governo».
È toccato alla grande protagonista di questa delicata partita, il ministro Erika Stefani, commentare, con comprensibile soddisfazione, l’avvio del percorso che porterà all’autonomia: «Le Regioni che hanno fatto richiesta di maggiore autonomia», ha precisato la Stefani, «non sono solo Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, ma anche Piemonte, Liguria, Toscana Umbria e Marche. Inoltre, il Piemonte proprio questa settimana mi ha portato il dossier che apre la fase della trattativa. Si tratta di una opportunità per tutte le Regioni italiane, nessuna esclusa. L’autonomia per le Regioni vuol dire che in queste materie avranno onori e oneri: potranno legiferare e amministrare valorizzando il proprio territorio, ma allo stesso tempo avranno la responsabilità delle loro azioni: dovranno fare bene», ha aggiunto la Stefani, «altrimenti il presidente, la giunta e i consiglieri se ne dovranno andare a casa».
«Un ulteriore e importante passo avanti», ha commentato il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, «e una data certa: il 15 febbraio il governo ci presenterà la sua proposta finale per raggiungere l’obiettivo del”autonomia. Valutiamo positivamente l’impegno dell’esecutivo che anche oggi ha confermato come il percorso che porterà la Lombardia a centrare l’obiettivo dell’autonomia prosegua spedito».
«Mai regalo di Natale più bello», ha esultato il presidente del Veneto, Luca Zaia, «i veneti avrebbero potuto trovare sotto l’albero. Per la prima vola nella storia della Repubblica entra nel consiglio dei ministri il progetto per l’autonomia del Veneto, viene analizzato e addirittura viene annunciata dal premier, dal vicepremier Salvini e dal ministro degli affari regionali Stefani una road map per l’intesa sull’autonomia da qui al 15 febbraio, indicata come data ultima per la firma».
Carlo Tarallo
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