- Un progetto anti influenza adeguato avrebbe evitato migliaia di morti. Il ministro disse che contro il Covid non serviva. Ma un documento del ministero lo smentisce
- Tra le mosse indicate dagli esperti ministeriali per affrontare le emergenze c’è la «lotta alle fake news» E compare la specifica pro migranti: «Bisogna prevenire la creazione di stereotipi su razze e gruppi sociali»
Lo speciale contiene due articoli
All’inizio di dicembre, Roberto Speranza ha concesso un’intervista a Porta a porta accettando – per la prima e unica volta – di parlare dell’ormai famigerato piano pandemico, cioè il documento che avrebbe dovuto guidare la risposta italiana al Covid. Come noto, l’Italia non aveva un piano aggiornato: l’unico di cui eravamo in possesso era fermo al 2006 e, in ogni caso, non è mai stato utilizzato perché – come ha confessato a questo giornale un dirigente del ministero della Salute – «nessuno ci ha pensato». Sull’argomento, in tv, Speranza si è mostrato piuttosto sicuro. Con il sorriso stampato sulle labbra ha sostenuto una tesi un po’ strampalata: a suo dire, il piano pandemico non c’entrava nulla con il Covid. Anche se il documento fosse stato aggiornato, ha detto il ministro, non ci sarebbe servito a nulla.
Nelle scorse settimane, numerosi e autorevoli esperti hanno provveduto a spiegare che, al contrario, avere un piano aggiornato e applicarlo avrebbe consentito di evitare migliaia di morti, 10.000 o forse più. E già questo basterebbe per consigliare al ministro di dimettersi.
Ma ora c’è un elemento in più. Da un paio di giorni, infatti, ha cominciato a circolare un nuovo testo intitolato Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu) 2021-2023 che porta l’intestazione della Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Già ieri ne abbiamo dato conto, ma occorre aggiungere qualche riflessione non secondaria.
1 Questo nuovo «piano» in realtà non è un piano. Intanto è una bozza che necessita ancora di essere approvata e di passare al vaglio delle Regioni. Ciò significa che, prima dell’approvazione, passeranno ancora diversi mesi. Contando che ci è stato detto da Ue e Oms di aggiornare il piano pandemico nel 2009, nel 2013 e nel 2017, capite che il ritardo è enorme.
2 Alla nuova bozza mancano diversi aspetti che potremmo definire operativi. Un piano, infatti, per essere efficace deve fornire indicazioni precise ed essere testato tramite simulazioni. Questo testo, invece, contiene molto spesso indicazioni generiche difficili da tradurre in pratica.
3 In ogni caso, il nodo centrale è il seguente: se il piano pandemico non c’entra nulla con il Covid, come disse Speranza, per quale motivo ci viene presentato un nuovo piano proprio adesso? Se davvero questa roba è inutile come mai – dopo settimane di polemiche a livello internazionale magicamente appare la nuova bozza di un testo fermo da anni (l’ultima versione è stata prodotta, e poi dimenticata, nell’aprile 2019)?
4 Risulta evidente, scorrendo il nuovo «piano», il tentativo del ministero e dei vari tecnici di salvare la faccia. A pagina 9, ad esempio, è scritto (scusa non richiesta) che il Covid «è un virus completamente diverso da quello dell’influenza anche se il suo comportamento in termini di dinamica epidemica, potenzialità pandemiche, e conseguenze cliniche nei casi gravi ricorda quello delle influenze pandemiche». Ottimo. Ma, di nuovo, se un piano pandemico anti influenzale non serve contro il Covid, per quale motivo la nuova bozza (dedicata alla «preparazione e risposta a una pandemia influenzale») si occupa del Covid? È curioso, non trovate?
5 Dopo che a pagina 9 ci viene detto che Covid e influenza sono due cose diverse (tesi di Speranza), a pagina 10 il discorso cambia. Troviamo infatti questa frase: «Rimane la consapevolezza che molte delle misure prevedibili in una pianificazione pandemica influenzale sarebbero incluse in una più ampia pianificazione per un patogeno X simile a Sars-CoV-2 per cui è sicuramente necessaria, al termine della pandemia in corso, una programmazione in base anche a documenti di indirizzo internazionali che saranno resi disponibili nei prossimi mesi e che tenga conto di quanto già programmato reattivamente». Capito? Covid e influenza sono diversi, ma le misure utili contro l’influenza servono anche contro le pandemie simili al Covid. Dunque, per l’ennesima volta, le bugie del ministro vengono al pettine, e a farle crollare sono proprio i tecnici del ministero.
6 Ultima riflessione. Questo nuovo «piano» è stato elaborato tenendo conto delle indicazioni dell’Oms relative ad altre, precedenti pandemie (ulteriore smentita). Ma, si dice, è stato scritto anche tenendo conto della risposta italiana al Covid. Ecco: quali studi esistono riguardo a tale risposta? Che ci risulti, uno soltanto: il documento dell’Oms curato da Francesco Zambon e poi subito ritirato. Ma se è stato ritirato, come ha fatto il ministero a tenerne conto? E se non ha tenuto conto di quello, su che diamine ha basato le nuove valutazioni? Prima o poi qualcuno dovrebbe degnarsi di spiegarlo.
Nel frattempo, a epidemia ancora in corso, un piano vero ancora non c’è.
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