Oggi il rush finale al Senato dopo l’approvazione delle commissioni. Ecco cosa prevede il testo: deroghe per le maestre non laureate, tornano i voucher e sparisce lo split payment (ma solo per i professionisti). Arrivano le multe per chi delocalizza e restano i bonus fiscali alle assunzioni.

Lo speciale contiene quattro articoli

Il decreto Dignità, che è sbarcato in seconda lettura al Senato e che oggi alle 11 arriva in Aula, era stato approvato dalla Camera lo scorso 2 agosto alle 11 di sera. In assemblea a Montecitorio il provvedimento ha incassato 312 sì, 190 no e 1 astenuto. «Abbiamo vinto il primo round, ce l’abbiamo fatta, e senza la fiducia», aveva commento il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. «Ora c’è il Senato, lì i tempi sono più ridotti». Il premier Giuseppe Conte invece ha parlato di «un primo importante passo in avanti per la lotta al precariato, il contrasto all’azzardo e la semplificazione fiscale». Da venerdì le commissioni Finanze e Lavoro di Palazzo Madama hanno lavorato senza sosta, nominando come relatori Enrico Montani della Lega e Susy Matrisciano dei 5 stelle. «L’obiettivo è chiudere martedì (domani 7 agosto, ndr)», aveva detto sabato sera il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli interpellato dai giornalisti prima dell’avvio della seduta delle commissioni Finanze e Lavoro sui circa 700 emendamenti al decreto. Senza fiducia? «Assolutamente sì, anche perché al Senato la fiducia non ha nessun senso perché non si guadagna tempo». Con il decreto «diamo una spallata al precariato dei record e diamo ossigeno a imprese e professionisti con meno burocrazia». Ma sono in tanti a credere che la fiducia sarà necessaria visti i tempi stretti.

Ecco le principali misure del nuovo testo del decreto.

  • Bonus per assunzioni stabili:prorogato per il biennio 2019-20 il bonus assunzioni al 50% dei contributi fino gli under 35 (non solo per gli under 30 come previsto dalle vecchie norme). Lo sconto vale per tre anni, tetto massimo 3.000 euro. Dovrebbe favorire 62.000 nuove assunzioni nel biennio.
  • Più assunti nei centri per l’impiego: le Regioni dovranno dedicare una quota delle loro nuove assunzioni a rafforzare gli organici dei centri per l’impiego.
  • Contratti a termine più brevi e costi, tornano le causali: massimo 24 mesi per il tempo determinato, dopo i primi 12 scattano le causali, senza di esse il contratto diventa automaticamente stabile. Ogni rinnovo a partire dal secondo ha un costo contributivo aggiuntivo dello 0,5%, escluso il lavoro domestico. Ridotte da cinque a quattro le proroghe. La stretta vale anche per i contratti a termine in somministrazione, esclusi i portuali.
  • Regime transitorio fino al 31 ottobre: la stretta non si adotterà subito ai contratti in corso, ma scatterà da novembre. Fino al 31 ottobre rinnovi e proroghe di contratti in corso potranno essere firmati secondo le vecchie regole.
  • Sale indennità di licenziamento, anche in conciliazione: in caso di licenziamento illegittimo le indennità passano da un minimo di sei a un massimo di 36 mensilità. Aumenta l’indennità anche in sede di conciliazione (3-27 mesi).
  • Voucher fino a dieci giorni per turismo, agricoltura ed enti locali: esteso a piccoli alberghi e strutture ricettive del turismo fino a otto dipendenti (non più cinque) l’utilizzo dei nuovi voucher, di durata massima dieci giorni, anziché tre. Come già previsto potranno essere utilizzati come forma di pagamento per il lavoro di pensionati, disoccupati, studenti fino a 25 anni e percettori di forme di sostegno al reddito. Semplificato l’utilizzo per l’agricoltura.
  • Multe a chi delocalizza: sanzioni da due a quattro volte i benefici per le aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti. Meccanismo di recapture per l’iperammortamento in caso di delocalizzazione o cessione degli investimenti. Scatta la revoca anche per gli aiuti legati a impatti occupazionali davanti a un taglio del 50% dei posti di lavoro.
  • Gioco “nuoce alla salute” e obbligo tessera sanitaria: logo «no slot» per chi elimina le macchinette, tessera sanitaria obbligatoria per giocare, come per le sigarette, e scritta, anche sui Gratta e vinci, «il gioco nuoce alla salute». Tra le novità anche un maggiore aumento del Preu per finanziare il bonus assunzioni. Inasprite le sanzioni per chi viola il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo, che dal 2019 anche per le sponsorizzazioni: previste multe del 10% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, da un minimo di 50.000 euro. Salvi i contratti in essere per non più di un anno.
  • Modifica su temi fiscali: stop al trattenimento diretto dell’Iva da parte dello Stato per i professionisti. Il calo del gettito è coperto sempre dal rincaro del Preu sui giochi e da fondi Mise e Mef. Rinviate le scadenze dello spesometro. Entra nel decreto anche il rinvio dell’obbligo di fattura elettronica per i benzinai al 1° gennaio.
  • Stop società sportive dilettantistiche a scopo di lucro:abolita la disciplina voluta dall’ex ministro Luca Lotti con l’ultima legge di bilancio che consentiva di esercitare lo sport dilettantistico anche a scopo di lucro.
  • Scuola regolare con maestre diplomate:Le maestre con diploma magistrale ante 2001-2002 potranno comunque insegnare, a dispetto dello stop arrivato dal Consiglio di Stato. La norma originaria viene modificata prevedendo la proroga dei contratti fino al 30 giugno 2019 (con la trasformazione però a tempo determinato anche dei contratti stabili) e un concorso straordinario. Eliminato il limite di 36 mesi per i precari.
  • Compensazione crediti-debiti: Con un emendamento a firma Simone Baldelli (Forza Italia), è stata concessa a imprese e professionisti la possibilità anche nel 2018 di compensare le cartelle esattoriali con i crediti fiscali con la pubblica amministrazione.

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