Durante la conferenza stampa di ieri, il premier ha detto che l’appello di Sergio Mattarella sulle concessioni balneari non rimarrà inascoltato. «Ho letto con grande attenzione la lettera del presidente Mattarella», ha detto ieri rispondendo alla domanda sul tema. Come ha spiegato Giorgia Meloni, il governo «ha fatto la mappatura delle coste per valutare la scarsità del bene. È stato fatto un lavoro serio e ora l’obiettivo del governo è una norma di riordino che ci consenta di mettere ordine alla giungla di interventi e pronunciamenti e di un confronto con la Commissione europea con il duplice obiettivo di scongiurare la procedura di infrazione e dare certezza agli operatori», ha ricordato, «Questo è il lavoro che stiamo facendo per dare certezza sia agli operatori che agli enti che devono applicare le norme e sarà l’oggetto del lavoro delle prossime settimane».
Del resto, proprio sul tema dei balneari la Commissione europea «analizzerà attentamente» il disegno di legge sulla concorrenza adottato dall’Italia «nella prospettiva del settore degli ambulanti così come in quella delle concessioni balneari» e «porterà avanti il dialogo bilaterale su questi due temi con le autorità italiane». A parlare è stato ieri un portavoce della Commissione Ue, ricordando che Bruxelles «sta monitorando la situazione del settore degli ambulanti in Italia e su questo tema è già stata in contatto con le autorità nazionali». Il portavoce, nel commentare il ddl Concorrenza, ha fatto inoltre sapere che in questo caso si sta parlando di una risorsa «scarsa» come le spiagge e per questo «tutte le parti interessate alla fornitura di servizi, sia nel presente che nel futuro, devono avere la possibilità di competere» per averne accesso». Per tutti questi motivi, «gli Stati membri», continua ancora la Commissione, «hanno l’obbligo di assicurare che autorizzazioni in numero limitato siano assegnate per un periodo di tempo circoscritto e attraverso una procedura di selezione pubblica».
Fonti vicine all’ex premier Mario Draghi ricordano che «il Pnrr indica, tra le riforme strutturali, il riavvio del meccanismo di approvazione annuale della legge di promozione della concorrenza (in Italia interrotto nel 2017, anno cui risale l’ultima legge sulla concorrenza). La decisione di intervenire sulle concessioni balneari fu presa dal Consiglio dei ministri successivamente, dopo la pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato e in considerazione della concreta possibilità di una conclusione sfavorevole della procedura europea di infrazione», continuano. «Esisteva, tra l’altro, il concreto rischio che le concessioni affidate senza gara, in assenza di un intervento legislativo che le stabilizzasse temporaneamente, finissero per essere disapplicate dai giudici anche penali, cosa che peraltro in alcuni casi era già accaduta». Per questo motivo, «il governo Draghi reputò necessario intervenire non solo per migliorare la qualità dei servizi e per valorizzare i beni demaniali, ma anche per dare certezze al settore».
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