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Un edificio di Kiev colpito da un attacco russo la notte del 13 ottobre (Ansa)

La tregua energetica tra Ucraina e Russia voluta dal presidente americano, Donald Trump, ancora non decolla.

All’indomani del rifiuto del Cremlino, Volodymyr Zelensky, ha espresso la sua frustrazione su X: «L’Ucraina non ha effettuato attacchi contro le raffinerie di petrolio russe o il settore energetico in generale nei due giorni successivi all’annuncio del cessate il fuoco energetico. Ma la Russia non ha dato ascolto al presidente americano».

Ha quindi accusato Mosca di aver attaccato «gli impianti energetici e le infrastrutture critiche». Anche se il leader ucraino si è detto pronto «a incontrare gli inviati Usa nei prossimi giorni».

Al quadro già complicato, ieri si è aggiunto il sospetto che Washington stesse sospendendo la trasmissione di dati di intelligence nei confronti dell’Ucraina.

A sciogliere il dubbio è stato Trump: «Condividiamo l’intelligence con l’Ucraina. Stiamo lavorando per mettere fine alla guerra». L’interrogativo era sorto soprattutto a causa del mancato preavviso su un attacco missilistico russo condotto contro la Capitale ucraina.

Lunedì notte le sirene antiaeree sono infatti scattate solo dopo cinque esplosioni. A confermare il mancato alert è stato lo stesso Zelensky: «Cinque missili hanno colpito le infrastrutture civili. Purtroppo, non abbiamo ricevuto alcun preavviso dai nostri partner riguardo a questo attacco».

Se il leader di Kiev è stato vago sulle cause, il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha cercato di fare chiarezza. Garantendo la continua collaborazione con Washington in materia, ha spiegato: «È vero che nell’attacco di lunedì notte c’è stato un ritardo, ma ciò è dovuto al particolare tipo di armamento utilizzato dalla parte russa».

In serata è arrivata la rivelazione di Politico, secondo cui un funzionario avrebbe ammesso il mancato avvertimento, dando la colpa al maltempo.

Sulla Capitale ucraina sono invece certe le tensioni tra Zelensky e il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko. Il primo ritiene che Kiev sia la regione meno preparata ad affrontare l’inverno. E ha avviato consultazioni sulle «misure di sicurezza e gestione». Piccata la replica del sindaco, che ha definito le accuse «infondate». A suo dire il governo mira a «distruggere l’autonomia locale».

La Russia sta comunque mettendo a dura prova Kiev. Le forze russe hanno preso di mira l’impresa Print Pulp Mill, nella Capitale. L’azienda produce missili e droni a lungo raggio.

A essere colpite sono state anche Kharkiv, dove si contano almeno tre morti e undici feriti, e la regione di Leopoli. In queste aree, i raid hanno preso di mira edifici residenziali di più piani. Il ministero della Difesa russo ha rivendicato anche un attacco contro una nave che trasportava aiuti militari e merci verso la città ucraina di Mykolaiv.

Nel frattempo, gli alleati europei, oltre a temere possibili «attacchi ibridi letali», come annunciato dal ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, guardano con preoccupazione all’escalation nel Mar Nero.

A distanza di una settimana, altre due navi sono state colpite in prossimità delle acque territoriali bulgare. I membri dell’equipaggio della Chelsea-3, colpita da tre droni, sono stati tratti in salvo, mentre sono ancora disperse undici persone che si trovavano a bordo del cargo Hs Dignity, che risulta affondato.

Il primo ministro bulgaro, Rumen Radev, oltre ad aver sentito telefonicamente il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha convocato l’ambasciatrice russa in Bulgaria, Eleonora Mitrofanova.

A intervenire in merito anche il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: «Il Mar Nero è diventato un altro fronte di escalation della guerra russa in Ucraina. Tutto questo è inaccettabile».

Con parole simili si è espresso anche il presidente del Consiglio europeo, António Costa, che ha inoltre aggiunto che la questione sarà affrontata «nel Consiglio europeo questa settimana». In un contesto nel quale l’Unione europea ha aperto altri due cluster dei negoziati per l’adesione dell’Ucraina.

Peraltro, Reuters ha rivelato che anche Zelensky parteciperà alle riunioni previste giovedì e venerdì. E il leader ucraino vuole approfittarne per incontrare il premier belga, Bart De Wever, e discutere degli asset russi.

L’Ucraina intanto ostenta sicurezza. Il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, ha evidenziato i progressi a livello militare e diplomatico: «In meno di due anni siamo passati da “nessuna carta” (frase detta da Trump a Zelensky il 28 febbraio 2025 nello Studio ovale, ndr) a “non giocate le vostre carte”».

In particolare, ha sottolineato che «l’Ucraina è l’avanguardia della difesa europea». E, in termini di progressi, Kiev avrebbe utilizzato per la prima volta il missile balistico tattico Fp-7, sviluppato dall’azienda ucraina Fire Point.

Lo Stato maggiore ucraino ha intanto annunciato di aver colpito una base russa deputata alla riparazione dei sistemi Iskander-M nell’oblast di Kursk. Secondo la Tass, nella notte è stata colpita anche una scuola nella regione russa di Kaluga, mentre a Belgorod si contano tre vittime e 16 feriti a seguito di due attacchi ucraini.

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