A Miami si sta cercando di superare la fase di stallo in cui sono piombate le trattative sulla fine della guerra in Ucraina. È nel resort del genero di Donald Trump, Jared Kushner, che ha preso ieri il via il ciclo di colloqui tra i funzionari americani e ucraini, in cui i primi hanno presentato «nuove idee e proposte» secondo le anticipazioni di Axios.
I mediatori statunitensi, Kushner e l’inviato speciale Steve Witkoff, hanno accolto la squadra negoziale ucraina rappresentata dal capo di gabinetto del presidente Zelensky, Kyrylo Budanov. L’invito della Casa Bianca è stato inoltre esteso ai consiglieri per la sicurezza nazionale dei Paesi del gruppo E3, ovvero Francia, Germania e Regno Unito e ai rappresentanti della Nato e dell’Ue. Stando a quanto riferito dal Kyiv Independent, per Bruxelles partecipa Bjoern Seibert, capo di gabinetto di Ursula von der Leyen.
I colloqui di Miami e la proposta di tregua
Prima dell’inizio dei colloqui, che proseguiranno anche oggi, sono state diffuse alcune indiscrezioni da Axios sui punti chiave del faccia a faccia. La principale proposta sul tavolo riguarda un cessate il fuoco parziale per le infrastrutture energetiche e i cargo di cereali. Le discussioni riguarderebbero anche le garanzie di sicurezza per l’Ucraina e un piano di prosperità nel dopoguerra.
Sebbene a Kiev domini un certo scetticismo sulla possibilità che Mosca accetti la tregua, una fonte ucraina ha rivelato al giornalista Barak Ravid che il Cremlino potrebbe ammorbidirsi visto il bisogno di un allentamento delle sanzioni. A confermare questa versione è anche il Kyiv Independent: fonti americane e ucraine informate sul contenuto dei negoziati hanno rivelato che la Russia sarebbe disposta a prendere in considerazione l’iniziativa, subordinando la tregua proprio all’allentamento delle sanzioni. Non è ancora chiaro quali misure restrittive Mosca vorrebbe far revocare, ma secondo un funzionario europeo potrebbe trattarsi dei fondi russi congelati.
Trump annuncia forniture di diesel russo
Nella serata italiana, il presidente americano Donald Trump ha annunciato un’intesa con Vladimir Putin – in seguito a una telefonata tra i due – per forniture di diesel russo al mercato americano e mondiale, sostenendo che l’accordo contribuirà a far scendere rapidamente i prezzi. «Ho appena concluso una discussione di grande successo con il presidente russo Putin, durante la quale è stato concordato che la Russia fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di diesel al mercato americano e globale, altre 500.000 tonnellate nel mese di novembre e 1 milione di tonnellate subito dopo», ha scritto il presidente americano su Truth. Trump ha aggiunto che, in base alle condizioni delle raffinerie russe di diesel, Mosca consegnerà successivamente altri 3 milioni di tonnellate «entro un breve periodo».
E ancora: «Tra il nostro controllo totale dello Stretto di Hormuz e questo grande annuncio sull’energia russa, i prezzi del diesel per gli americani e, in effetti, per il mondo scenderanno a ritmi record». Il presidente ha indicato come «massima priorità» la riduzione dei prezzi per gli americani.
Raid russi sulle infrastrutture energetiche ucraine
E mentre si discute della tregua sul settore energetico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che l’ultima ondata di raid russi ha avuto gravi ripercussioni sulle «reti energetiche e sulle infrastrutture di trasmissione dell’elettricità». L’Ucraina ha invece preso di mira a Kaluga un altro data center del Google russo Yandex. Dopo l’attacco «diversi moduli del data center sono completamente fuori uso», ha sottolineato la società.
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