«L’Europa sta morendo. Basta guardare cosa sta succedendo in Francia, in Italia e in tutti questi altri Paesi. Stanno attraversando un periodo terribile». Donald Trump incassa la sconfitta dei repubblicani alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, ma rivendica i risultati della sua amministrazione contrapponendoli alla situazione in Europa.
In particolare, cita Roma e Parigi come esempi di Paesi dove le cose, secondo lui, vanno veramente male: «Francamente», aggiunge nel corso di un’intervista telefonica a Fox News, sempre riferendosi a Francia e Italia, «potrebbero persino non sopravvivere. E noi stiamo prosperando e vogliamo che le cose restino così».
Contento lui, verrebbe da dire, contenti tutti. La cifra delle prime dichiarazioni del tycoon dopo la batosta elettorale è negare pure l’evidenza: «Abbiamo vissuto i due anni più straordinari nella storia della presidenza», dice Trump, «in termini di economia e di tutto ciò che abbiamo realizzato. Guardate il confine, era un colabrodo e nel giro di due mesi è stato completamente chiuso».
Non è la prima volta che l’inquilino della Casa Bianca paragona la situazione negli States a quella di Italia e Francia. Già il 19 ottobre scorso, parlando delle proteste di piazza, Trump era stato netto: «Come in Francia anche in Italia le proteste hanno a che fare con l’immigrazione. Francia e Italia sono Paesi peggiori di quello che erano».
Sui social della Casa Bianca appare l’immagine del tycoon, un pochino accigliato, con la scritta: «Trump è ancora il tuo presidente».
Poi ieri, dopo molte ore di silenzio sui social, esulta su Truth per un nuovo massimo toccato dalla borsa, in realtà, secondo gli analisti, causato proprio dai risultati elettorali: «Il mercato azionario ha appena raggiunto un altro massimo storico, 91 record in un periodo di tempo molto breve, meno di due anni», scrive il tycoon, «i vostri piani pensionistici stanno andando alle stelle. Tutto sta raggiungendo nuovi record!».
In serata, Trump riceve i giornalisti alla Casa Bianca. Prima mostra i progressi nella realizzazione della nuova sala da ballo, poi torna sulle elezioni.
Si dice d’accordo con JD Vance sul fatto che la guerra in Iran abbia penalizzato i suoi candidati: «È in gran parte vero», afferma, «perché la guerra ha fatto aumentare il prezzo della benzina, ma non avevamo scelta. Lo rifarei. L’Iran non può avere l’arma nucleare».
Il rischio di un impeachment ora che i democratici hanno la maggioranza alla Camera e al Senato? «Se mi mettessero sotto impeachment», osserva Trump, «il partito democratico ne sarebbe distrutto. Il nostro Paese oggi ha più successo che mai. Penso che probabilmente andrò d’accordo con i democratici, a meno che non vogliano essere distruttivi».
Subito dopo le elezioni, Trump aveva sottolineato di avere comunque il diritto di veto. Su Truth aveva pubblicato la fotografia di un cappellino rosso con una scritta bianca, «Veto», poi aveva detto alla Cbs: «Ho il potere supremo: si chiama veto. Il potere di veto è uno dei poteri più forti in mano a un presidente. Mi manderanno provvedimenti folli e io metterò il veto. Dopo un paio di mesi di veti chiameranno e diranno: “Come facciamo a portare a termine queste cose?”. E lavoreremo insieme». Al tempo stesso, però, Trump dovrà ottenere il consenso dei democratici per approvare nuove misure legislative, a cominciare da quelle fiscali e di bilancio.
«Con il mio nome sulla scheda avremmo vinto», sostiene, «avete visto la gente: migliaia e migliaia di persone a ogni comizio. Se fossi stato io sulla scheda avremmo vinto, ma non siamo riusciti a trasferire quell’affetto ai candidati».
Che farà ora Trump con l’Iran? È questa la domanda che risuona nelle cancellerie europee e di tutto il mondo, alle prese con gli effetti del conflitto sui prezzi dei carburanti e quindi, di conseguenza, di tantissimi prodotti.
E ora si rischia pure di essere coinvolti direttamente: «Se l’America utilizzerà le sue basi in Europa, comprese quelle in Italia e in Germania, i missili iraniani saranno lanciati verso l’Europa», dichiara a Euronews Ahmad Bakhshayesh Ardestani, membro della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano.
Secondo quanto riferito, i media statali di Teheran hanno avvertito che un eventuale nuovo scontro con gli Stati Uniti potrebbe estendersi fino a colpire «il cuore dell’Europa», dopo che sabato Mojtaba Khamenei ha dato ordini per una risposta «senza restrizioni geografiche» a qualsiasi minaccia nemica.
«Nei due conflitti precedenti non lo abbiamo fatto, ma questa volta non lasceremo che il sostegno fornito dall’Europa all’America per un attacco contro l’Iran resti senza conseguenze», ha aggiunto Ardestani.
Che succederà ora? «La guerra finirà quando voglio io», dice Trump. Chi si candiderà nel 2028? «Forse non si candiderà nessuno. Non so chi si candiderà», risponde Trump, «forse Vance non correrà, non lo so».
In serata sui social della Casa Bianca appare una nuova frase; «Fede. Libertà. Libertà. I principi sui quali è stata fondata questa nazione e per difendere i quali generazioni di patrioti hanno combattuto. Non smetteremo mai di lottare per preservarli».
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