Vladimir Putin al Forum economico orientale di Vladivostok
Vladimir Putin al Forum economico orientale di Vladivostok (Ansa)

A margine del Forum economico orientale di Vladivostok, dove Mosca e Pechino hanno rinsaldato la loro sinergia, il presidente russo Vladimir Putin ha parlato di una pace possibile con l’Ucraina, facendo capire di voler continuare a puntare su dialoghi diretti con Kiev, ma con la mediazione statunitense.

«C’è la possibilità di colloqui costruttivi – ha detto il leader del Cremlino – la Russia e l’Ucraina dovrebbero essere le prime a raggiungere un accordo. Paesi, come Stati Uniti e Cina, promuovono la risoluzione del problema con mezzi pacifici».

Lo «zar» ha ricordato che «contatti con Kiev proseguono attraverso i servizi segreti», il che ribadisce la funzione diplomatica dell’intelligence, confermata anche la settimana scorsa dalla visita a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe. Che le frasi di Putin possano esser conseguenza, anche, di quella missione, è possibile. Il leader russo, pur precisando che per colloqui fruttiferi l’Ucraina dovrebbe abbandonare il «terrorismo di Stato» dei raid di droni che mettono a repentaglio il traffico aereo civile sulla Russia, ha lodato lo sforzo americano che stride con l’intransigenza dell’Unione europea: «La Russia è favorevole al pieno ripristino delle relazioni con gli Stati Uniti. E il presidente Donald Trump, per quanto capisco, sento e vedo, è orientato verso un lavoro positivo e costruttivo». Sull’andamento del conflitto, poi, il presidente russo ha sostenuto che Mosca «non ha bisogno di una ulteriore mobilitazione» perché «l’Ucraina perde fra 8.000 e 12.000 uomini al mese», il che, al di là dell’attendibilità delle cifre, è concettualmente confermato dal risaputo problema della carenza di personale militare e della renitenza.

Witkoff e Kushner presto a Kiev

Intanto, gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, potrebbero recarsi in Ucraina «nei prossimi giorni». Lo ha annunciato il presidente ucraino, precisando che sono già state individuate date provvisorie per la visita a Kiev e che la parte ucraina si sta preparando agli incontri. Per i due inviati si tratterebbe della prima visita in Ucraina, dopo diversi viaggi a Mosca per incontrare Putin e altri alti funzionari russi. Witkoff e Kushner dovrebbero inoltre recarsi nuovamente a Mosca.

L’Europa accelera sulle armi per Kiev

Nel frattempo, governi europei seguitano a tenere alta l’allerta contro Mosca in vari modi, per esempio con l’allarme dell’intelligence danese su «piani di sabotaggio russi alle industrie». Il premier britannico Andy Burnham e il presidente francese Emmanuel Macron hanno avuto ieri un colloquio in cui hanno concordato l’accelerazione delle procedure per aprire in Ucraina linee di produzione su licenza del missile da crociera aviolanciato anglo-francese Storm Shadow, che Parigi classifica con la sigla Scalp. Ordigno con gittata di 500 km già usato in piccolo numero dall’aviazione di Kiev, che lo sgancia dai bombardieri tattici Sukhoi Su-24, e che se fosse disponibile in maggior numero aumenterebbe la capacità d’attacco ucraina. Sulla cronica deficienza di missili intercettori per le difese aeree, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha lamentato che «un ristretto numero di Paesi europei dispone di intercettori disponibili nei loro arsenali», esortandoli in sostanza a cederli.

Ma a Kiev hanno anche altre ansie, dopo gli scandali di corruzione, come la clamorosa sparatoria, con tanto di feriti, avvenuta mercoledì fra agenti delle due distinte agenzie d’intelligence del paese, lo Sbu governativo e il Gur militare, episodio definito «vergognoso» dal presidente Volodymyr Zelensky e che ha visto gli opposti 007 affrontarsi a causa dell’arresto, da parte dello Sbu, di un combattente russo anti-Cremlino, Stepan Kaplunov, arruolato per l’Ucraina a cura del Gur. Intanto nell’Artico, alle isole Svalbard, le autorità della Norvegia hanno sequestrato la nave civile russa professor Molchanov, sulla base di una richiesta della compagnia ucraina Naftogaz relativa al risarcimento da 4,22 miliardi di dollari che, stando a una sentenza del 2023 del tribunale dell’Aia, la Russia dovrebbe all’azienda per l’occupazione della Crimea dei relativi impianti della penisola.

Raid incrociati e tensioni sul campo

La cronaca bellica fa segnare il solito stillicidio di incursioni. Droni ucraini hanno colpito nel porto di Sochi la nave appoggio russa Nefrit, utilizzata per la gestione dei giacimenti marini di petrolio e gas. L’esercito ucraino segnala inoltre di aver ucciso in combattimento nel settore di Lyman «un mercenario filorusso dallo Zimbabwe e uno dalla Colombia», a conferma di una tendenza consolidata. A loro volta i russi hanno centrato con un drone Geran-4 un centro logistico della società Fire Point a Vishnevoe, presso Kiev. La stessa azienda che fabbrica vari droni, nonché il missile da crociera FP-5 Flamingo. Sul terreno, inoltre, le truppe di Mosca avanzano ancora, avendo conquistato ieri tre villaggi nella regione di Kharkiv, ovvero Vasilevka, Blagovatnoye e Dolzhanka, e uno, Izhevka, nel Donetsk. Intanto, il comando Nato di Brunssum ha dichiarato che sta sorvegliando attentamente le mosse dei sottomarini nucleari russi nell’Artico: «Possono essere invisibili sotto le onde. Ma non per noi. Li vediamo, seguiamo attentamente gli sviluppi e li prendiamo seriamente».

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