Dopo i colloqui fra il capo della Cia, John Ratcliffe, e i vertici dell’intelligence russa, il New York Times ritiene che l’emissario americano abbia «esortato i russi a trattare» per chiudere la guerra con l’Ucraina. Ma ieri il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ribadito: «La Russia è pronta ad ascoltare possibili nuove proposte per la soluzione del conflitto, nel frattempo, continuiamo a lavorare sul campo».
I russi, pur patendo le incursioni di droni ucraini e le perdite in battaglia, non mollano sulla lenta offensiva in atto in vari settori, probabilmente incoraggiati dalla debacle americana nel Golfo Persico. Indiscrezioni del Washington Post dicono infatti che lo stesso presidente russo Vladimir Putin «vede gli Stati Uniti indeboliti dal conflitto con l’Iran e ciò potrebbe fargli intensificare la pressione in Europa».
Kherson sotto assedio: Kiev ordina l’evacuazione
Vero è che perfino una delle prime riconquiste ucraine d’inizio guerra, la città di Kherson, sarebbe di nuovo in pericolo. Separata dalle prime linee russe solo dal fiume Dnipro, Kherson era stata occupata dalle truppe di Mosca da marzo a novembre 2022, poi venne rioccupata dalle truppe ucraine dopo che i russi decisero di rischierarsi a Est del fiume su ordine dell’allora ministro della Difesa, generale Sergei Shoigu.
La vicinanza al fronte ha sempre esposto la città e i suoi 60.000 attuali abitanti ai continui attacchi di droni, artiglieria e missili tattici russi, ma ora i raid sono così intensi che le autorità invitano i residenti a una generale evacuazione.
Il governatore di Kherson, Oleksandr Prokudin, ha esortato «in particolare le famiglie con bambini e gli anziani a evacuare la città dove la situazione è estremamente difficile». Spiega: «Il nemico sta intensificando gli attacchi contro le infrastrutture della regione.
Droni e missili, Mosca e Kiev alzano il livello degli attacchi
Mercoledì le forze russe hanno attaccato con bombe plananti la centrale di teleriscaldamento di Kherson, che ha subito danni gravissimi. La città può restare senza elettricità né riscaldamento non per ore o giorni, ma per un lungo periodo».
Poco dopo l’appello, ecco a Kherson l’ennesima vittima, un uomo di 61 anni che nel distretto di Korabelnyi è stato ucciso da un drone russo. Una Kherson evacuata sarebbe uno smacco per il governo di Kiev, che nel novembre 2022 ne celebrava la riconquista come simbolo di riscossa.
Lo stesso esercito ucraino ammette l’aumento della pressione russa in varie zone come nell’area di Lyman. Un ufficiale della Guardia di frontiera ucraina, Andriy Demchenko, ha riferito: «Abbiamo registrato un aumento dell’attività nemica nella direzione di Lyman, poiché sono aumentati i tentativi di assalto del nemico nella fascia difensiva della brigata Pomsta».
Crosetto arruola Fedorov: l’Italia punta sui droni ucraini
Gli ucraini, tuttavia, assestano ulteriori colpi coi droni a lungo raggio, confermando un’esperienza tale da spingere il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, a nominare consulente l’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, rimosso da Volodymyr Zelensky e ormai suo sfidante.
In particolare, Fedorov sarà «advisor per l’Innovazione della difesa». E incontrandolo di persona, Crosetto ha commentato: «Con lui c’è stata un’occasione di approfondimento, in particolare, sul tema dei droni, dei sistemi unmanned e della difesa aerea».
Dalla Germania arriva invece la notizia che Berlino è ricattata dagli hacker Rhysida. Secondo Der Spiegel, i cybercriminali hanno chiesto 30 bitcoin, minacciando di rendere noti i dati sensibili sottratti due settimane fa nel caso in cui non ricevessero la cifra.
La guerra colpisce le raffinerie russe e mette sotto pressione l’energia
Ieri è stata colpita la raffineria di petrolio Slavneft-yanos a Yaroslavl, che ha una capacità di lavorazione di 15 milioni di tonnellate di greggio l’anno. L’intelligence ucraina ha sostenuto ieri che «è stata fermata l’attività della raffineria di Kstovo, nella regione di Nizhny Novgorod, raggiunta da droni pochi giorni prima.
Mosca e Kiev si sfidano a colpi di raid mentre l’inverno si avvicina
Il presidente ucraino Zelensky, ha dichiarato che i danni alla fabbrica di combustibili per razzi di Kamensky hanno ridotto la capacità missilistica russa.
L’agenzia Bloomberg, insieme alla società di consulenza Ea analytics, parla di almeno «21 attacchi a raffinerie russe in agosto», con stime secondo cui la raffinazione russa in questo mese sarebbe scesa a una media di 3,8 milioni di barili al giorno, livello più basso degli ultimi 20 anni, rispetto ai 5,3-5,5 milioni di solito lavorati nei mesi estivi.
Zelensky ha anche riferito che un drone ucraino ha raggiunto la base aerea russa di Engels, nella regione di Saratov, «colpendo al suolo un bombardiere Tupolev Tu-95MS».
Droni ucraini hanno colpito la centrale termoelettrica di Shchastya, nel Lugansk, causando blackout nel territorio annesso da Mosca. I russi a loro volta hanno bersagliato con droni e missili varie parti dell’Ucraina.
A Kiev è stato colpito un magazzino logistico della catena Nova poshta, evidente ritorsione per i raid ucraini sui punti Wildberries e Ozon.
A Khortytsia, nella regione di Zaporizhzhia, colpita quattro volte una delle maggiori distillerie di vodka dell’Ucraina. Ne è nato un incendio durato tre ore che ha distrutto circa 3-4 milioni di bottiglie.
In compenso, il ministero dell’Energia ucraino ha annunciato di aver «costituito riserve di gas necessarie per affrontare lo scenario di base per l’inverno 2026-2027, pari a 14,6 miliardi di metri cubi».
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