Gli americani hanno compiuto il primo attacco all’Iran da un mese, distruggendo due postazioni lanciamissili nell’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz, e uccidendo tre militari di Teheran. Il comando americano Centcom, tramite il portavoce Tim Hawkins, ha così motivato il raid: «Sono stati osservati pasdaran intenti a preparare il lancio di razzi carichi di mine marine».
Accade pochi giorni dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato lo Stretto bonificato dalle mine iraniane. Le truppe pasdaran hanno reagito al raid lanciando missili e droni su basi in Giordania che ospitano truppe americane, ossia quelle di Aqaba e Muwaffaq Salti. Le truppe di Amman, armate di missili Patriot, hanno dichiarato di aver abbattuto «otto missili iraniani», mentre fonti del governo Usa a Fox News hanno detto che «non sono stati segnalati impatti significativi e quasi tutti i missili sono stati intercettati». Ma secondo Teheran, «l’operazione congiunta di missili e droni ha causato gravi danni». Gli Emirati Arabi Uniti hanno abbattuto un drone iraniano avvistato sulle loro acque territoriali.
Trump minaccia nuovi attacchi
Sull’onda delle schermaglie, che hanno spinto il prezzo del petrolio sopra i 90 dollari al barile, il presidente statunitense Donald Trump, ha annunciato: «Colpiremo duramente» l’Iran. E ha lanciato una nuova provocazione pubblicando una videosimulazione in IA che immagina un bombardamento Usa sull’isola di Kharg, sede dei terminal petroliferi da cui passa la maggioranza delle esportazioni iraniane di petrolio.
Esplosioni e fiamme divorano le strutture petrolifere colpite dai missili americani e il presidente scrive: «L’isola di Kharg fatta saltare in mille pezzi». Trump dovrebbe sapere che ciò sconvolgerebbe ancor di più il mercato del greggio. Ha rincarato la dose con un nuovo post su Truth: «L’Iran è uno Stato fallito. È morto! Non ha una marina, non ha un’aeronautica, non ha una valuta, non paga i propri soldati né la polizia, l’inflazione è al 300% e la sua leadership è nel caos più totale». Il suo vicepresidente JD Vance ha spiegato come il video di Trump sia un monito agli iraniani: «Il presidente sta dicendo: guardate, state sparando contro il naviglio commerciale. Vi comportate come un Paese terrorista. Dovete smetterla, o ci saranno conseguenze».
La risposta di Teheran
Gli iraniani hanno sostenuto che una petroliera s’è incendiata per l’urto con due mine, ma gli Stati Uniti hanno smentito. Tuttavia la Guardia costiera iraniana ha sequestrato un cargo il cui equipaggio avrebbe inquinato il Golfo persico scaricando in mare carburante. Dal vertice Sco di Bishkek, in Kirghizistan, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un colloquio col premier indiano Narendra Modi, ha rivendicato l’impegno di Teheran per un accordo con gli Usa poiché «il conflitto non è nel nostro interesse», ma Trump ha ribattuto: «L’Iran vuole un accordo, ma non è affidabile».
Missili, Huthi e la minaccia regionale
Teheran resta pronta a tutto e per il consigliere pasdaran Mohammad Reza Naqdi: «Abbiamo ancora il 90% dei nostri missili. Il nostro arsenale missilistico viene rifornito con nuovi modelli e la produzione sta superando il consumo». La rete saudita Al arabiya ha rivelato che fra giugno e luglio l’Iran ha inviato in Yemen 75 nuovi consiglieri per rafforzare truppe e intelligence degli Huthi. In particolare, il 13 luglio è atterrato a Hodeidah, su un aereo della Mahan air, un gruppo di 25 militari iraniani, tra cui Mohammad Jalal Firuznia, ex ambasciatore iraniano in Yemen. I consiglieri iraniani aiuteranno gli Huthi nelle operazioni navali e nello sviluppo di missili e droni.
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