Rischi inutili per un facile obiettivo. Cosa non torna del dossier Lipsia

Secondo i servizi segreti tedeschi, il drone esplosivo (ma fermo) trovato all’aeroporto di Lipsia è russo e avrebbe dovuto colpire un aereo ucraino. Ma su fatti e tempi della ricostruzione ufficiale c’è più di un sospetto.

La reazione di Berlino e le accuse a Mosca

La Germania, a ogni modo, ha chiuso il consolato russo di Bonn e il centro culturale Casa russa di Berlino, dopo che l’intelligence ha indicato alcuni agenti di Mosca come gli autori del presunto tentato attacco del 4 agosto.

A dare notizia della ritorsione è stato il ministro degli Esteri, Johann Wadephul, il quale ha ribadito che un drone carico di esplosivo era stato trovato vicino a un aereo cargo ucraino, dove è stato disinnescato con successo.

Gli investigatori hanno poi parlato di somiglianze tecniche tra il dispositivo e le apparecchiature associate a precedenti operazioni ibride russe. Ricordiamo che con il termine «operazioni ibride» si intendono quelle effettuate con mezzi che non sono soltanto militari, come appunto i droni commerciali modificati per offendere.

Berlino è andata oltre, con il ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, che ha descritto l’incidente come parte di un più ampio schema di attività ibride russe in Europa che comprende sabotaggio, disinformazione, minacce e altre forme di destabilizzazione.

Dal Cremlino hanno risposto respingendo le accuse della Germania, definendo la reazione di Berlino un’escalation e affermando che risponderà alle misure antirusse. Intanto l’Unione europea e la Nato hanno espresso solidarietà alla Germania per l’incidente, sottolineando la preoccupazione dei governi occidentali.

I sospetti sulle azioni dell’Ucraina

Sull’opinione pubblica questi fatti scatenano un forte senso d’insicurezza, tuttavia non è la prima volta che a creare ad arte questi episodi sia, invece, proprio l’Ucraina. Lo fece con il sabotaggio del gasdotto nel Mare del Nord, lo ha rifatto con il drone caduto in Polonia e, guarda caso, anche stavolta la prova del misfatto è stata rinvenuta accanto a un aeroplano ucraino della compagnia Antonov Airlines.

Dossier Lipsia: tutte le incongruenze

Ma sono molti, in generale, i punti che non tornano: perché mai Mosca avrebbe dovuto usare un drone per colpire un velivolo ucraino in un aeroporto occidentale? Non solo, secondo una prima ricostruzione, il drone sarebbe stato notato come un oggetto non identificato, urtato da un velivolo mentre questo decollava, provocando l’immediato rientro dell’aereo ma ad Hannover.

Secondo un’altra versione, il drone è stato invece rinvenuto in un’area cargo vicino a una pista. Infine, un secondo drone sarebbe stato distrutto dopo una collisione con un aereo nei pressi dell’aeroporto.

Non si capisce poi perché la Russia avrebbe dovuto correre così tanti rischi per un obiettivo così lento, ingombrante e quindi facile da colpire.

La versione ufficiale e la replica di Putin

Secondo il ministro Dobrindt, il dispositivo mostrava «un alto livello di competenza tecnica», ma Mosca avrebbe agito mediante «agenti di basso livello che agiscono per conto di entità statali russe». Alludendo a un possibile riconoscimento degli agenti coinvolti per minare il sostegno dei tedeschi all’Ucraina.

Un’altra teoria che zoppica e che crea altri interrogativi, dato che la versione ufficiale è solo teorica e non è stata supportata da elementi concreti mostrati all’opinione pubblica.

Nello stesso momento il presidente russo, Vladimir Putin, ha accusato il governo tedesco di puntare il dito contro Mosca per distogliere l’attenzione dai problemi interni e per portare a casa nuovi contratti nel settore Difesa.

Gli interessi geopolitici in gioco

C’è dell’altro: questi episodi capitano sempre in momenti precisi: quando le forze ucraine stanno arretrando sul campo e quando nell’ipotesi di nuovi negoziati spunta la definizione di «inevitabili concessioni territoriali» che Kiev dovrebbe accettare.

Ricordiamo anche che questa guerra è stata sfruttata sul piano economico poiché ha permesso alle nazioni europee di svecchiare gli arsenali che erano obsoleti, di stipulare accordi industriali e portare a termine iniziative internazionali nel comparto Difesa.

L’ipotesi sostenuta da Bruxelles, inoltre, è che le crescenti minacce militari di Mosca in Europa servano per indebolire il sostegno della Nato a Kiev.

Non sarà, invece, che essendo la Germania partner strategico dell’Ucraina, Kiev voglia accelerare sul piano della cooperazione con Berlino?

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