Cari bimbi, oggi facciamo il gay pride. Idea folle in una materna bolognese
Ansa
  • A Casalecchio di Reno le maestre di un centro estivo per piccolissimi inscenano un omaggio alla sfilata Lgbt usando gli alunni senza neanche informare i genitori. Troppo pure per la rossa Emilia: il caso in Parlamento.
  • Insulti e volantini blasfemi sui pro life in preghiera. Da 20 anni dicono rosari contro l’aborto davanti all’ospedale di Rovereto. Martedì sono stati circondati. «Sembrava una minaccia».


Lo speciale contiene due articoli.

Con le scuole chiuse e i genitori ancora inchiodati al lavoro, la nuova frontiera delle colonizzazioni ideologiche si sposta nei centri estivi. E sì perché invece di limitarsi a offrire ai bambini svago e spensieratezza dopo le fatiche dell’anno scolastico, c’è qualcuno sempre pronto, anche durante i mesi più caldi, a rieducare i figli degli altri, allineandoli ai nuovi dogmi del pensiero unico, ovvero le «famiglie arcobaleno» con «due papà» o «due mamme».

Tutto questo succede a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, dove venerdì 6 luglio, in un campo estivo per i bambini delle scuole materne, è stata organizzata una giornata per «festeggiare insieme il gay pride», come recita uno dei cartelloni dipinti dagli stessi bambini e ripreso dal Resto del Carlino. Sabato 7, infatti, per le strade del capoluogo emiliano avrebbe sfilato il Bologna pride 2018, il lungo torpedone animato da sigle e rivendicazioni della sedicente comunità Lgbtqi (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali). Le educatrici della cooperativa Dolce, che gestisce il servizio rivolto ai bambini fino ai 6 anni, hanno pensato bene, senza consultare né informare i genitori, di salutare questo evento con delle iniziative a tema, che si sono poi svolte alla vigilia del Pride.

Il cartellone composto per «festeggiare il gay pride» riportava inoltre una scritta che descriveva alcune attività: «Oggi ci siamo dipinti la faccia con i colori dell’arcobaleno… viva l’amore». Secondo quanto riferisce l’edizione locale di Repubblica, sul retro della composizione proseguiva così il racconto della giornata: «Abbiamo letto Buongiorno postino e Piccolo uovo perché esistono tanti tipi di famiglie», il tutto accompagnato dalle immagini dei bambini con la facce colorate che ascoltano l’educatrice e disegnano.

Le due suddette letture affrontano il tema della famiglie omogenitoriali, in particolare la seconda che racconta di un piccolo uovo che non vuole nascere perché non sa dove andrà a finire. Parte allora per un viaggio che lo porterà a conoscere i più diversi tipi di famiglia. Due mamme gatte con il loro cucciolo, due pinguini maschi insieme ai loro due piccoli e così via. Insomma, non solo una narrazione ideologicamente tagliata, che dà per scontata l’assenza di una delle due figure genitoriali senza spiegarne il perché, ma anche antiscientifica.

Davvero troppo perché non scoppiasse un putiferio perfino nella progressista terra emiliana. Molti genitori non hanno gradito e si sono rivolti al consigliere comunale Andrea Tonelli che ha sollevato il caso. Dal canto suo il sindaco di Casalecchio, Massimo Bosso, ha chiesto spiegazioni alla cooperativa. «Se le cose sono andate davvero così», ha detto il primo cittadino, «mi sembra che sia stata un’attività inappropriata: non ha alcun senso parlare di questi argomenti a dei bambini di due anni».

A quanto pare la cooperativa dovrebbe convocare le educatrici nei prossimi giorni, intanto il presidente, Pietro Segata, pensa che «in questo caso le educatrici abbiano interpretato male il loro ruolo, mettendo un po’ troppa enfasi sulla diversità».

Nel frattempo la vicenda è arrivata fino in Parlamento con un’interrogazione del deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami ai ministri dell’Istruzione e della Famiglia, perché, ha spiegato l’onorevole azzurro alla Verità, «in Emilia stiamo assistendo a una vera e propria deriva gender dovuta alla connivenza tra le amministrazioni locali e la comunità Lgbt, che sostiene e promuove una visione della sessualità e della famiglia di una minoranza organizzata». Anche il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni (Lega) ha voluto dire la sua parlando di uso dei bambini per «scopi politici» e auspicando un passo indietro dell’educatrice.

Nel Bolognese si tratta solo dell’ultimo tentativo di rieducare i bambini a una nuova visione antropologica. Lo scorso anno alcune scolaresche della provincia sono state portate allo spettacolo Fa’afafine, incentrato su un bambino che si sente maschio o femmina a seconda delle giornate, mentre nei comuni dell’Unione Reno Galliera si tenne il festival di letture gender, sempre rivolto ai bambini e intitolato «Uscire dal guscio».

E proprio la scorsa settimana alla Camera dei deputati sono stati presentati gli esposti alle procure delle diverse Corti dei conti locali, depositati dall’associazione Difesa dei valori di Filippo Fiani (realtà vicina al Family day), con i quali si chiede di indagare come queste associazioni e iniziative possano ottenere così tanti sostegni dalle pubbliche amministrazioni.


Marco Guerra


Da non perdere

Sinistra in pressing per la legge sul gaycidio
Famiglia e Pro Vita

Sinistra in pressing per la legge sul gaycidio

L’opposizione cavalca la tragedia del ragazzo di 24 anni che sarebbe stato ucciso dal padre per l’orientamento sessuale. Alessandro Zan e la galassia Lgbt danno la colpa a destra e Roberto Vannacci: «Alimentano l’omofobia». Aggravanti già presenti per le discriminazioni.

«Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»
Famiglia e Pro Vita

«Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»

Oltre 270 dottori di varie Regioni italiane hanno scritto una lettera aperta alla «Verità»: «Il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente inaccettabile. Una legge sul tema non serve. Italiani, sosteneteci firmando la nostra petizione online».