L’Ue fa abbassare il ditino a Macron
Emmanuel Macron (Ansa)
La procedura di infrazione colpisce anche Parigi. Si tratta dell’ennesima bordata rifilata al capo di Stato francese con il vizietto di dare lezioni a destra e a manca.

Tra i sette Paesi per i quali la Commissione Ue ha aperto una procedura per deficit eccessivo c’è l’Italia e c’è anche la Francia. Chissà se dopo quest’altra botta i francesi riusciranno a piegare il dito indice che di solito tengono alzato. Mi sono costruito una convinzione, che negli intellettuali e nei politici francesi, quando sono di un certo livello, ma anche no, si crea una degenerazione ortopedica per cui gli si rizza il dito indice della mano destra e non riescono a piegarlo che nelle ore notturne e in solitudine. E non bastano le batoste, le figuracce che collezionano in maniera spropositata, le politiche estere sbagliate e quant’altro. No, il ditino rimane sempre alzato; dicono che quello di Macron resti dritto anche la notte, tant’è che varie volte, facendosi la barba, se lo è ficcato in un occhio. A parte le questioni ortopediche, la tenacia con la quale questi francesi impartiscono lezioni a tutti, da molto tempo, ma soprattutto con Macron presidente, rasenta l’irragionevole. Macron mi ricorda certi personaggi che frequentavo nel bar della mia giovinezza che tornavano da una scazzottata con il viso pieno di lividi e di ematomi e, nonostante l’evidenza, cioè che le avevano prese di santa ragione, dicevano: «Ne ho prese tante, ma ne ho anche date». Ci sono questi soggetti all’interno dell’umanità che, anche di fronte alla più evidente manifestazione della loro stupidità, proseguono dritti per la propria strada, d’altra parte, se no, non sarebbero stupidi.

Riepilogando, prendiamo qualche chicca macroniana, anzi, meglio dire macronesca, macroniana è troppo elevato. In occasione delle elezioni politiche del 2022 in Italia membri autorevoli del governo francese, con l’evidente avvallo di Macron, sostennero che bisognava vigilare sull’Italia perché con l’avvento della destra si poteva mettere in pericolo addirittura l’Europa, come se gli italiani fossero una massa di scemi che votano così, a cazzo. S’è visto il pericolo delle destre evocate in Italia che effetti ha avuto in Francia. La Le Pen ha duplicato i voti del partito di Macron, egli ha dovuto indire le elezioni e, con altissima probabilità, lui resterà presidente ma avrà una maggioranza di destra e si instaurerà quel regime che in Francia si chiama della coabitazione. Presidente di sinistra Parlamento a destra e, se tanto mi dà tanto, per Macron saranno dolori acuti, pervasivi e continuativi. E meno male che c’era il pericolo del fascismo in Italia. Quando si dice non capire una mazza. Poi si è esibito nella proposta di inviare truppe di terra francesi in Ucraina così, da solo, senza coordinamento con nessuno, un po’ come fece il suo predecessore Sarkozy combinando quel casino in Libia che dura ancora. Menomale che con la botta che ha preso Macron si è ricreduto. Non soddisfatto ci ha dato lezioni anche sull’immigrazione che, in Francia, è gestita peggio che in Italia. Basta vedere come trattano i migranti a Ventimiglia e a Claviere dove i migranti vengono bloccati con maniere molto rudi e violente – come documentato da molti filmati – e respinti in Italia dai gendarmi francesi. E poi Macron dà lezioncine sulla solidarietà europea. In Europa, nonostante che sia conciato ormai come quello del bar, gonfiato da destra e da sinistra come un pallone, continua a considerarsi un leader e, ancor di più, uno statista internazionale (del resto è in compagnia di quell’altro genio mancato di Scholz, che in due non ne fanno uno) e si atteggia come un Mitterrand o come un De Gaulle. Qui l’Europa dovrebbe aprire un procedimento di infrazione per usurpazione imitativa di veri leader europei dei quali Macron non è neanche l’ombra.

In tutto questo l’Italia, paradossalmente, può trarne dei vantaggi. Essendo che si sta decidendo sul nuovo presidente della Commissione europea, ed essendo la Meloni uscita delle elezioni europee certamente rafforzata, al contrario di Macron che ne è uscito distrutto, può certamente far valere la propria voce in modo più forte di prima e questo potrebbe essere un fattore molto interessante nella scelta del presidente della Commissione. È proprio il caso di dire non tutti i mali vengono per nuocere perché, se è vero che siamo in compagnia della Francia tra i sanzionati per il deficit eccessivo, è anche vero che Macron in Francia, nel suo Paese, va con un potere dimezzato. Queste cose non le sappiamo solo in Italia, le sanno in tutta Europa e, a parte di duo Macron-Scholz, gli altri non potranno non tenere conto di questa nuova posizione depotenziata del presidente francese e, quindi, della Francia in generale.

Da non perdere

Occhio: l’Ue è peggio di Trump
Europa a pezzi

Occhio: l’Ue è peggio di Trump

Dopo lo scontro, piovono prediche e suggerimenti al premier perché rompa con gli Usa: una follia economica e politica. Il cui vero obiettivo è far tornare l’Italia sotto il controllo di Bruxelles, e di quello sì c’è da aver paura.…

L’Europa brucia l’IA sull’altare del green
Europa a pezzi

L’Europa brucia l’IA sull’altare del green

Poco più di un anno dopo aver lanciato in pompa magna il piano per fare dell’Europa un continente dell’Intelligenza artificiale, l’Unione europea ne ha già ridimensionato il pilastro infrastrutturale. Le gare d’appalto per la costruzione di data center che dovrebbero…

L’ennesima fregatura rifilataci dai 5 stelle
Europa a pezzi

L’ennesima fregatura rifilataci dai 5 stelle

«Che il Pnrr non contenesse fondi gratis è un fatto noto, almeno lontano dai livelli più modesti di qualche propaganda politica. I suoi costi però cominciano ora ad assumere una forma definita». A scrivere la frase che avete appena letto…