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Christine Lagarde (Ansa)

Neutrale un corno: Christine Lagarde annuncia che lascerà la presidenza della Banca centrale europea il prossimo febbraio, otto mesi prima della scadenza naturale del mandato, e dichiara pubblicamente la sua intenzione di intervenire in prima persona nella campagna elettorale francese, in vista delle presidenziali del prossimo 18 aprile.

L’ipotesi di un addio anticipato della Lagarde, destinata alla presidenza del World economic forum, era circolata nei mesi scorsi: la decisione della ex ministra dell’Economia transalpina del governo di Nicolas Sarkozy, ma dalle posizioni ultraeuropeiste vicine a quelle di Emmanuel Macron, consentirà all’inquilino dell’Eliseo di incidere sulla scelta del prossimo presidente della Bce, che lo vedrà ancora in carica: corsa contro il tempo, quindi, pur di non far toccare palla a Marine Le Pen, favoritissima per le presidenziali.

La corsa alla successione di Lagarde: Knot, Hernández de Cos e Nagel in lizza

I nomi in corsa sono quelli dell’olandese Klaas Knot (sostenuto dai Paesi più «rigidi») e dello spagnolo Pablo Hernández de Cos (considerato esponente di una linea più «morbida»), e il tedesco Joachim Nagel, attuale presidente della Bundesbank («falco» pure lui).

Tornando alla Lagarde, è lei stessa, come detto, a spiegare di voler avere le mani libere per intervenire nel dibattito politico francese: «Non c’è mai un buon momento per lasciare», spiega la Lagarde, «ma i presidenti della Bce non sono rieleggibili e il mio mandato sarebbe comunque scaduto a ottobre».

«Il motivo per cui anticipo la conclusione del mio mandato, lasciando a febbraio 2027, è, come ho detto ai colleghi, al personale e ai governatori, che voglio avere la libertà di parola, la libertà di espressione e la libertà di impegnarmi su questioni che non riguardano la politica monetaria».

«In questo momento, rispetto a molte parti del mondo, non soltanto dell’Europa, penso che la mia voce possa essere d’aiuto, che la mia azione possa essere d’aiuto, in relazione a principi che mi stanno a cuore. Uno di questi principi è che non penso di poter restare neutrale».

Lagarde rompe la neutralità: «Non penso di poter restare neutrale»

«Non penso», aggiunge la Lagarde, «di poter essere a mio agio in questa neutralità in questo momento. Mi interessa la verità e vedo che molto spesso viene danneggiata, contraddetta da rappresentazioni distorte».

«Dalle posizioni che ho ricoperto negli ultimi vent’anni e più della mia vita, in campo economico e finanziario, sulla scena internazionale come direttrice generale del Fondo monetario internazionale e come presidente della Bce, ci sono cose che posso dire. Che poi le persone ascoltino oppure no è un’altra questione. Ma sento di dover dire queste cose e non posso farlo nella mia posizione attuale».

La presidente della Bce pronta a scendere in campo contro Marine Le Pen

Considerato che questa affermazione della Lagarde arriva in risposta a una domanda sulle elezioni in Francia, ecco che possiamo aspettarci un suo ruolo da protagonista nella campagna elettorale, naturalmente (altra ottima notizia per lei) contro la Le Pen.

Una discesa in campo in prima persona della quasi ex presidente della Bce appare una eventualità remota, lei stessa lo ha smentito recentemente, dopo aver nicchiato in passato a domanda precisa, ma tutto è possibile.

Del resto, è evidente che il tema del rapporto con l’Europa è al centro della campagna elettorale francese, e la Lagarde – è il sogno degli opposizioni della euroscettica Marine Le Pen – potrebbe contribuire alla propaganda del fronte ultra-europeista, anche se, come ben sappiamo in Italia, gli ex presidenti della Bce quando si misurano con la politica provocano più danni che vantaggi.

Arriva inevitabile il commento ossequioso di Macron, che esprime la sua «profonda gratitudine a Christine Lagarde per il suo impegno a favore dell’Europa e per l’azione risoluta che ha condotto alla guida della Banca centrale europea al servizio della stabilità dell’area dell’euro e della prosperità della nostra Unione in un periodo segnato da numerose crisi».

«Il suo percorso», aggiunge Macron, «ci ricorda che la stabilità non è mai scontata: si costruisce attraverso un’azione risoluta, il senso dell’interesse generale e la fiducia nel nostro futuro comune. La transizione alla guida della Bce deve ora essere preparata in modo ordinato ed equilibrato insieme ai nostri partner europei».

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