Non so se la frase attribuita a Maria Antonietta sia vera (rivolta ai francesi affamati, l’ultima regina dell’ancien régime avrebbe detto: «Se non hanno pane, che mangino brioche»). Probabilmente si tratta di un falso storico, nato dalla malevola interpretazione di un brano contenuto nelle Confessioni di Jean-Jacques Rousseau. Però le parole di Dan Jorgensen, commissario Ue all’Energia, non sono un’invenzione.
In una lettera inviata a 27 ministri europei, l’uomo che dovrebbe preoccuparsi di assicurare le fonti per alimentare l’economia del vecchio continente, a proposito dell’aumento dei prezzi dei combustibili scrive che è necessario consumare meno.
«La Commissione invita gli Stati membri ad adottare misure per ridurre la domanda di gas ed energia». In pratica, Jorgensen dice che solo «la riduzione della domanda può rappresentare uno strumento efficace per contribuire a contenere i prezzi».
Ovvero, la ricetta del commissario dell’Unione di fronte alle richieste di trasportatori e automobilisti, preoccupati per il rincaro dei prezzi alla pompa, e a quelle dei consumatori, allarmati per gli aumenti delle bollette, si risolve in uno «state a casa e spegnete luce e riscaldamento».
Certo, non era necessario che si scomodasse uno dei massimi rappresentanti dell’Europa per suggerire una simile soluzione al problema. Un pensionato che fatica ad arrivare alla fine del mese o un pendolare costretto a usare la vettura per raggiungere il posto di lavoro da soli avrebbero potuto dire la stessa cosa.
Se fare il pieno costa troppo e tener acceso il condizionatore o il riscaldamento rischia di tradursi in un salasso, l’unico modo per pagare di meno è consumare di meno.
Tuttavia, il ragionamento del commissario Ue non tiene conto di un dato di fatto: ci sono persone che non hanno alternative. Il commesso viaggiatore, ma anche l’impiegato la cui azienda non è sotto casa e che non ha neppure a portata di mano dei mezzi pubblici, devono usare l’auto.
Non lo fanno per diletto, ma per necessità. E così pure gli autotrasportatori o i taxisti. E a questi lavoratori che cosa diciamo? Consumate meno gasolio? Il ragionamento si può estendere anche ai pensionati, i quali vivono già al minimo, tenendo d’occhio che il termostato non ecceda mai.
Ma se devono ridurre i consumi di gas o di energia elettrica non hanno altre soluzioni che spegnere il riscaldamento e non usare il forno e gli elettrodomestici.
Ma l’invito a lasciare in garage l’auto e indossare la maglia di lana al fine di risparmiare sulle bollette, oltre a non essere una strategia particolarmente geniale contro i rincari, somiglia molto alla frase attribuita a Maria Antonietta.
Di questo passo immaginiamo che di fronte all’inevitabile aumento dei listini dei generi alimentari, qualche collega di Jorgensen suggerirà agli europei di mangiare di meno. Cresce il costo delle farine? Riducete l’acquisto di pane. Zucchine e pomodori pesano sul costo della spesa? Sostituiteli con rape e patate, ammesso che queste non rincarino.
Come si fa a sostenere tesi così fesse? Qualcuno pensa forse che gli italiani si divertano a consumare la benzina?
Credo che nessuno faccia il giro dell’isolato per passare il tempo. Ma questa è la ricetta illustrata anche dal Corriere della Sera. Di fronte all’aumento del prezzo di benzina e gasolio, ma anche del gas, il quotidiano suggerisce una soluzione cinese, ovvero più auto elettriche e meno consumi di fonti fossili.
Peccato, non soltanto che i cambiamenti non si possano fare in pochi giorni, ma che la Repubblica popolare sia una dittatura, dove è sufficiente decidere di obbligare i consumatori a comprare veicoli a batteria per abbattere i consumi di combustibili derivati dal petrolio.
A Pechino, Xi Jinping ordina e i cinesi si adeguano, anche perché nessuno è più autorizzato a comprare auto a motore termico. È questa la soluzione che si vuole introdurre in Europa? Già siamo costretti a subire le scelte di Bruxelles (la riduzione delle raffinerie e dunque della produzione di prodotti petroliferi destinati all’automotive è un’inevitabile conseguenza del Green deal), di questo passo ci ritroveremo con un grande timoniere.
Peccato che a noi toccherebbe Ursula von der Leyen, la contessa Maria Antonietta Serbelloni-Mazzanti viendallaSassonia.
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