C’è un tesoro che gli italiani custodiscono con cura, ma che spesso non sanno come mettere a frutto. È il risparmio. Una delle grandi passioni nazionali, accompagnata però da una conoscenza ancora insufficiente degli strumenti per proteggerlo e farlo crescere. Il risultato è un paradosso: si accumula denaro, ma non sempre si sa come utilizzarlo per costruire il proprio futuro.
A fotografare questa realtà è l’Edufin Index, l’Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani curato da Fondazione Alleanza Assicurazioni e Sda Bocconi. Il verdetto è poco rassicurante: soltanto quattro italiani su dieci superano l’esame dell’educazione finanziaria.
A raccontare quanto sia ancora profondo il divario tra risparmio e consapevolezza è Giancarlo Fancel, country manager e ceo di Generali Italia, intervenuto alla presentazione della quinta edizione dell’Osservatorio. «L’educazione finanziaria pesa tantissimo», osserva Fancel.
I numeri aiutano a capire le ragioni. Sui conti correnti bancari sono fermi 1.100 miliardi, mentre gli iscritti alla previdenza complementare sono appena 10 milioni: meno del 40% della forza lavoro. Due cifre che raccontano una difficoltà concreta: trasformare la capacità di risparmiare in una strategia consapevole per affrontare gli anni che verranno.
«Si parla molto di spese e di consumi, ed è assolutamente corretto, ma non si parla mai di risparmio», sottolinea Fancel. Come se mettere da parte denaro fosse un gesto sufficiente, senza bisogno di interrogarsi su obiettivi, rischi e prospettive. Eppure, tra lasciare i soldi sul conto corrente e organizzare il proprio futuro finanziario passa una differenza sostanziale.
Perché avere una buona educazione finanziaria è fondamentale
La consapevolezza, del resto, non è un lusso riservato agli esperti di Borsa o a chi dispone di patrimoni importanti. È uno strumento che riguarda tutti: chi deve costruire una pensione integrativa, chi vuole proteggere la famiglia, chi deve programmare le spese e chi desidera trasmettere ai figli non soltanto un patrimonio, ma anche la capacità di gestirlo.
«La consapevolezza finanziaria è un vero e proprio moltiplicatore di opportunità: è l’elemento chiave per gestire il proprio futuro, sia in termini di previdenza, sia per aiutare le generazioni successive nell’ambito delle famiglie e delle imprese», spiega il manager. Da qui anche il ruolo delle compagnie assicurative, chiamate non soltanto a offrire prodotti, ma a contribuire a colmare il divario di conoscenze.
«Come Alleanza, insieme alla nostra rete, vogliamo rendere l’educazione finanziaria sempre più concreta e accessibile, portandola nei territori, nelle scuole e nella vita quotidiana delle persone. Dal 2020 abbiamo coinvolto 550.000 cittadini in oltre 10.000 eventi», ha detto Marco Oddone, ceo di Alleanza Assicurazioni.
L’Edufin Index rappresenta, in questa prospettiva, una testimonianza dell’impegno di Alleanza e del Gruppo Generali in Italia. La questione diventa ancora più urgente se si guarda alla demografia. L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo: la vita media sfiora gli 85 anni. Una conquista che porta nuove responsabilità.
Vivere più a lungo significa dover pianificare con maggiore attenzione le risorse economiche, la previdenza e le coperture necessarie ad affrontare gli imprevisti. Non basta aggiungere anni alla vita: occorre cercare di garantire anche salute e qualità della vita.
Fancel richiama un dato particolarmente eloquente: secondo le cifre da lui citate, viviamo in piena salute fino a circa 58 anni, mentre il percorso successivo verso gli 85 può essere accompagnato da difficoltà. È qui che educazione finanziaria e longevity si incontrano.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >