Piazza Affari continua a correre più dell’Europa. Il Ftse Mib si conferma tra i listini più brillanti, sostenuto soprattutto da banche, assicurazioni, energia e grandi gruppi industriali. A rafforzare il quadro contribuiscono anche il ritorno degli investitori stranieri sui Btp e la discesa dello spread, mentre il mercato mostra una preferenza sempre più evidente per i titoli «value», capaci di trasformare gli utili in dividendi e remunerazione degli azionisti.

Come le banche trainano la Piazza Affari

Il motore principale resta il settore finanziario. Da inizio anno Unicredit guadagna il 18,71% e Intesa Sanpaolo il 16,16%, mentre su dodici mesi Banco Bpm segna +40,40% e Unipol +59,35%. Numeri ancora più significativi emergono allargando l’orizzonte temporale.

«Il divario di performance è impressionante se allarghiamo lo sguardo agli ultimi tre anni», spiega Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf. «A fronte di un ottimo +119,98% registrato dall’Etf sul Ftse Mib, i pesi massimi del credito esibiscono numeri da record, con Unicredit e Banco Bpm vicine a quadruplicare il proprio valore (+290,13% e +283,14%). Questo conferma come il listino sia stato trainato dal ritorno a una forte redditività delle banche, che hanno nettamente sovraperformato l’indice».

A favorire il comparto sono stati il miglioramento dei bilanci, margini ancora elevati e il risiko bancario, che continua ad alimentare aspettative su fusioni e acquisizioni. «Il mercato sta premiando soprattutto le aziende capaci di trasformare la redditività in dividendi concreti e operazioni strategiche», osserva Gaziano, «mentre si è fatto molto più selettivo nei confronti di chi vive solo su proiezioni di crescita costantemente da aggiornare».

I titoli di Stato riducono lo spread

Un altro sostegno arriva dai titoli di Stato. Il ritorno degli investitori esteri sui Btp, segnalato dalla Banca d’Italia, ha contribuito alla riduzione dello spread con i Bund tedeschi. Un premio per il rischio più basso significa anche condizioni di finanziamento più favorevoli per imprese e sistema Paese.

L’Etf Amundi Ftse Mib, che replica il principale indice milanese, registra così un progresso del 22,91% da inizio anno.

La selettività degli investimenti in Borsa

Ma la forza del listino non elimina la selettività degli investitori. Il caso Stmicroelectronics ne è l’esempio più evidente. Nonostante una performance da inizio anno del +114,42%, il titolo ha subito un brusco calo dopo l’ultima trimestrale.

I risultati hanno superato le attese, con utile operativo a 187 milioni di dollari e ricavi in crescita del 26% a 3,49 miliardi, ma le previsioni hanno deluso: Stm prevede nel trimestre successivo ricavi per 3,7 miliardi, appena sotto i 3,72 miliardi attesi.

I mercati penalizzano chi delude le attese

«Una differenza di soli 20 milioni di dollari su un volume d’affari trimestrale di quasi 4 miliardi è bastata per scatenare le vendite», sottolinea ancora Gaziano.

È il paradosso di questa fase di mercato: mentre Piazza Affari beneficia della concretezza di banche e titoli ad alto dividendo, le società valutate soprattutto sulla crescita futura devono continuare a superare aspettative già molto elevate.

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