Strumenti per le attività domestiche e la gestione della casa
Gli strumenti per alcune delle attività che rientrano nell'economia domestica (iStock)

Molti vorrebbero fosse insegnata la materia che si studiava a scuola e che oggi servirebbe molto alle nuove generazioni, magari aggiornata con conoscenze finanziarie di base. Permetterebbe di vivere meglio e combatterebbe il consumismo.

Chi ha la fortuna di poter essere accanto a qualche ottantenne arzilla avrà probabilmente sentito quella nonna raccontare di quando, alle scuole medie, frequentava i corsi di economia domestica. Care femministe abbassate pure gli scudi, oggi servirebbe, e molto, anche ai maschietti e non si tratta di tornare indietro a usanze barbare, bensì di saper gestire al meglio i quattrini e le risorse famigliari che con troppo inglesismo chiamiamo budget.

Potremmo dire che l’economia domestica è una materia scolastica che insegna a organizzare al meglio la vita di tutti i giorni imparando con metodo a cucinare, fare il bucato, pulire la casa ma soprattutto a non sprecare denaro. Riuscendo anche a combattere un ancora imperante consumismo.

Soltanto che negli anni Settanta scomparve dai programmi scolastici e oggi è presente soltanto in alcuni Paesi del nord Europa, dove è obbligatoria.

Cosa dovrebbe insegnare

Quanto all’alimentazione, insegna a distinguere che cosa sia un carboidrato da una fibra, dove si trovano le vitamine, come si prepara una cena sfruttando magari l’acqua degli spinaci bolliti per ottenere un ottimo risotto dal giorno dopo; se e quando certi alimenti possono essere congelati, oppure che cosa acquistare in quantità maggiore e come conservare le materie prime come gli alimenti.

Scoprendo che per fare il bucato, stirare e pulire gli ambienti in modo sicuro ed ecologico non serve il guru di turno su Youtube e neppure la connessione internet, oppure che l’aceto bianco è un disinfettante naturale utile in mille occasioni.

Con risultati incredibili, come comprendere in un mese che le mono-porzioni pronte sullo scaffale del supermercato totalizzano il costo della bolletta dell’energia elettrica. E che l’orlo dei pantaloni, l’attaccatura di un bottone come una tenda si possono fare magicamente in casa sfruttando quanto si ha a disposizione riducendo drasticamente gli acquisti online o il ricorso a laboratori cinesi ormai omnipresenti nelle nostre città.

Dove, peraltro, gli operai sfruttano proprio la manualità e la saggezza acquisite stando accanto alle nonne.

Se un tempo economia domestica era una materia che aveva lo scopo di preparare le giovani donne ai ruoli di mogli, madri e casalinghe, oggi potrebbe costituire un metodo per ricreare la capacità di ragionamento e sviluppare la manualità a tutto vantaggio delle proprie finanze.

E proprio su questo ultimo tema non sarebbe male integrare gli argomenti con fondamenti di gestione dei risparmi e delle procedure bancarie, magari spiegando la differenza tra un mutuo e un prestito.

Nella nordica Finlandia, che ha la popolazione della Lombardia in un territorio grande due volte quello dell’Italia, economia domestica è ancora tra le materie obbligatorie indipendentemente dal genere dello studente, mediante la quale si impara anche a come ridurre il consumo di acqua, come stirare una camicia e un paio di pantaloni, fino a riconoscere gli effetti delle più comuni allergie alimentari e ai prodotti chimici che si possono acquistare liberamente ma che possono risultare tossici o pericolosi. E anche come effettuare in autonomia piccole riparazioni e manutenzioni.

Salute, finanza e ambiente

Salute, finanza e ambiente sono quindi i tre pilastri attorno ai quali si potrebbe ricostruire un programma di studio con esercitazioni pratiche che crei persone in grado di provvedere ai fabbisogni primari ancora prima di scegliere l’orientamento scolastico delle superiori.

E pare che i risultati ottenuti anche in Svezia parlino chiaro: a 12 anni un adolescente sa come prepararsi il pranzo, lavare la biancheria e organizzare la spesa.

Insomma non si scoprirebbe soltanto con la convivenza o con il matrimonio che in casa è necessario collaborare per vivere meglio e risparmiare denaro.

Non si tratta di tornare a trovare in qualche cassetto ditali, losanghe infila-ago e misteriose uova in legno da rammendo; basterebbe conoscere a quale temperatura è opportuno stirare una camicia di lino e a quale una di cotone.

La differenza sta nel numero di capi bruciati e negli euro lasciati a chi lo sa ancora fare.

Nel frattempo, se la nostra Scuola pubblica pare poco sensibile a realizzare tali iniziative in tempi brevi, se avete una nonna a portata di pianerottolo potete sempre scambiare compagnia per conoscenza. Farà bene a entrambi.

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