Valditara: «Patria, civiltà e regole: non è razzismo chiedere integrazione»

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è intervenuto dal palco del Remigration Summit in corso a Milano, rivendicando «Un sano patriottismo» e criticando l’uso di linguaggio neutro, schwa e asterischi, definiti «Un’offesa alla dignità degli uomini e delle donne».

«Oggi è il giorno dell’orgoglio di una patria, la nostra patria», ha esordito il ministro, richiamando il valore della patria come «sacro dovere» da difendere, in linea con i principi della Costituzione italiana.

Nel suo intervento, Valditara ha distinto tra «sano patriottismo» e «aggressivo nazionalismo», sottolineando la volontà di collocare il tema dell’identità nazionale in una dimensione legata alla storia, alle radici e alla convivenza civile.

Sul tema dell’immigrazione, ha affermato che la civiltà italiana ed europea ha sempre saputo accogliere chi desidera costruirsi «Onestamente» un futuro, ma a condizione del rispetto delle leggi e delle regole condivise: «Non è razzismo» sostenere che l’integrazione «non è una banale inclusione» e non può significare accettare chiunque a prescindere.

Il ministro ha poi respinto ogni accusa di discriminazione: «La discriminazione e l’odio non ci appartengono». E ha aggiunto un passaggio polemico: «Non ci sono solo i fascisti, ci sono certamente anche i comunisti, i loro epigoni e i loro discendenti».

Nella parte finale del discorso, Valditara ha affrontato anche il tema linguistico, criticando «asterischi, schwa e generi neutri», ritenuti contrari a una civiltà che — secondo il ministro — riconosce la pari dignità tra uomo e donna.

L’intervento ha ribadito una linea centrata su difesa della patria, radici culturali, integrazione fondata su regole e rifiuto di quelle che il ministro definisce derive ideologiche.

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