Sbarcati 183 profughi in un giorno
Lampedusa allo stremo. Sale il numero di positivi al Covid sulla nave lazzaretto Moby Zazà a Porto Empedocle. Dal 1° gennaio a oggi gli ingressi sono cresciuti del 151%.

La raffica di sbarchi, mini sbarchi e salvataggi delle Ong conferma che il Mediterraneo è di nuovo la rotta preferita degli scafisti trafficanti di esseri umani. La scorsa notte la Ocean Viking di Sos Mediterranée ha tirato a bordo 16 immigrati che erano su una barca in vetroresina a 40 miglia nautiche a Sud di Lampedusa, seguendo le istruzioni del Centro di coordinamento di salvataggio maltese. Ora sono 180 gli immigrati a bordo dell’unità navale che ancora non ha un porto di sbarco. Ma è facilmente intuibile dove punterà. Nelle isole delle Pelagie, arcipelago più meridionale d’Italia, sono approdati in 116, giunti a più riprese con le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Il velivolo di Sea Watch, l’ormai famoso Seabird, aveva avvistato cinque imbarcazioni segnalate come «in difficoltà», alle quali poi se ne sono aggiunte altre.

E, così, le presenze nell’hotspot di Lampedusa, attrezzato per accogliere una novantina di persone, ha toccato una quota superiore a 200. La macchina di trasferimenti prevede lo spostamento a Porto Empedocle di una ottantina di immigrati. Ma la situazione resta difficile da gestire. La Mare Jonio della Mediterranea Saving Humans, invece, è arrivata ieri mattina alle 8 al porto di Augusta con a bordo 43 immigrati che erano su un barchino.

E salgono a 30 i contagiati individuati a bordo della nave lazzaretto Moby Zazà in rada a Porto Empedocle, sulla quale si trovano circa 200 immigrati. L’altro giorno è stata evacuata una donna incinta risultata tra i positivi al Covid-19 ed è stata trasferita all’ospedale Cervello di Palermo. Ai primi 28 segnalati a bordo, si sono aggiunti un caso certo e un altro dubbio che, però, viene trattato come positivo. I contagiati sono stati isolati sul ponte 7 che, di fatto, è diventata una mini «zona rossa» del traghetto.

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, nel corso dell’audizione davanti al comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, ha provato a minimizzare: «Voglio rassicurare che tutte le persone ospitate a bordo sono state sottoposte alle procedure previste dalle linee guida sul sistema di isolamento protetto». Ma la preoccupazione resta.

C’è poi tutta una serie di sbarchi, avvenuti tra le 8 del 30 giugno e le 8 del 1° luglio, con navi da diporto o gommoni che sono stati sequestrati. A Lampedusa ne sono arrivati 14, per un totale di 152 immigrati che sono riusciti a mettere piede sul suolo italiano. A Pantelleria le autorità hanno rintracciato cinque immigrati che erano già a terra. L’imbarcazione non è stata ancora rinvenuta. Mini sbarco anche a Marettimo (Trapani). Nove tunisini, tutti maggiorenni, sono giunti sull’isola a bordo di un gommone, in una zona zona denominata La Conca. Riprendono anche gli sbarchi in Sardegna: una motovedetta della Guardia di finanza ha intercettato nelle vicinanze di Sant’Antioco una barca con a bordo 17 persone provenienti dall’Algeria. Tra i passeggeri anche una bambina di cinque anni non accompagnata. Sono stati trasferiti al centro d’accoglienza di Monastir, dove sconteranno un periodo di quarantena. Il totale è di 183 immigrati arrivati sulle coste italiane in un solo giorno. Confrontando i dati con quelli dell’anno scorso si ottiene una variazione percentuale preoccupante: dal 1° gennaio 2020 a oggi sono arrivati in Italia 6.995 immigrati. Gli sbarcati nello stesso periodo del 2019 erano 2.784. Risultato: +151,26%. «Parlano i dati, sbarchi triplicati», tuona il leader del Carroccio Matteo Salvini, «Con il buonismo stanno rovinando l’Italia».

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