Cinque anni fa era stato lui a finire nel mirino. Questa volta, secondo il gip che ieri l’ha privato della libertà, avrebbe deciso di regolare i conti armato di machete. Una vendetta consumata in pieno giorno, nel cuore della Chinatown di Prato, davanti al ristorante Food Center.
L’aggressione davanti al ristorante
Il pomeriggio del 28 settembre un cinese di 42 anni, originario della provincia del Fujian, avrebbe raggiunto un connazionale di 37 anni e cominciato a colpirlo ripetutamente con la lama, mirando alla testa e continuando a infierire anche quando l’uomo era ormai a terra. A salvarlo sarebbe stata soprattutto la sua disperata difesa, con cui è riuscito a contenere alcuni fendenti.
Ma la storia tra i due non era cominciata quel pomeriggio. Nel 2021 i ruoli erano invertiti: era stato il trentasettenne a sparare contro l’uomo che oggi è accusato di aver tentato di ucciderlo. Cinque anni dopo, quelle vecchie ruggini sarebbero tornate a galla. E questa volta è spuntato un machete.
I colpi alla testa e la difesa della vittima
L’accusa è di tentato omicidio. La vittima sarebbe stata raggiunta da colpi alla testa e in altre parti del corpo, riuscendo fortunatamente a contenere alcuni fendenti. Una strenua difesa che di fatto gli ha salvato la vita.
Anche perché una volta finito a terra, l’aggressore avrebbe continuato a colpirlo con testate al volto. Sul luogo dell’aggressione a quel punto sarebbe sopraggiunto un terzo cittadino cinese, sempre originario del Fujian, armato di una roncola con cui aveva iniziato a minacciare i passanti per evitare qualsiasi intervento in soccorso della vittima.
La scena ripresa dalle telecamere
Una scena dell’orrore ripresa quasi interamente da un filmato che è stato prontamente acquisito dagli investigatori per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti.
La vittima finì in ospedale con lesioni da arma da taglio alla testa e alle braccia. Solo la sua difesa e il pronto intervento dei carabinieri ha scongiurato conseguenze più gravi.
L’arresto e le armi sequestrate
Il quarantaduenne è stato arrestato in flagranza dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Prato, con la collaborazione dei militari della Stazione di Jolo e il supporto di un’unità cinofila antidroga.
Il machete è stato sequestrato, così come la roncola, recuperata non lontano dal luogo dell’aggressione. Le due armi sono finite tra i reperti dell’inchiesta, che ora sta cercando di accertare il movente.
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