Cittadinanza negata, imam insulta il sindaco
Marco Schiesaro e Schek Nur

Ancora viene messo alla gogna il sindaco di Cadoneghe, Marco Schiesaro, per aver sospeso dieci giorni fa il giuramento di cittadinanza di una donna marocchina, in quanto non parla l’italiano. Una signora con permesso di soggiorno di lungo periodo rilasciato nel 2008, eppure in tutto questo tempo non ha imparato la nostra lingua. «Inaccettabile», aveva detto Schiesaro, «la signora aveva bisogno dell’interprete per capire che cosa dicevo. Addirittura si era proposto il figlio, di parlare al posto suo. Ma si giura sulla Costituzione, è un atto solenne!».

Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo ha ulteriormente precisato: «Non è una questione di origine o di provenienza, ma di rispetto delle regole e del significato della cittadinanza». Eppure, dopo le critiche, anche di colleghi come il sindaco dem di Padova, Sergio Giordani, che ha biasimato l’operato di Schiesaro «è giovane, per cui forse ha fatto un piccolo errore», violenta è arrivata la reazione di un esponente della comunità islamica. L’imam Ali Scek Nur, medico citopatologo originario di Mogadiscio, da anni a Padova, ha attaccato il primo cittadino di Cadoneghe con abbondanza di insulti e di minacce.

L’ha fatto attraverso un reel pubblicato sui social, quasi otto minuti di violenza ancora più inaudita perché a parlare è un imam, una guida religiosa. Scek Nur ha esordito con preghiere e invocazione di pace, per poi passare all’attacco come fanno i bravi musulmani. Afferma che è vero, la Costituzione italiana dice che il cittadino deve sapere parlare la lingua italiana «però esiste il libero arbitrio. Questo è un caso singolare, che ci segnala la pericolosità e la gravità della situazione attuale, del degrado dei politici incompetenti e dei cittadini ignoranti».

L’imam, più volte ospite alla Zanzara condotto su Radio24 da Giuseppe Cruciani, dove si fa notare per il linguaggio sguaiato e le ingiurie (ha dato del «terrorista» a Mario Giordano), nel video riadatta a proprio uso e consumo una frase attribuita a Martin Luther King: «Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, ma l’indifferenza dei buoni. Noi non dobbiamo stare zitti davanti a questo tipo di ingiustizie […] Questa signora non è sposata con un integralista islamico, è sposata con un italiano. Non so se è cristiano o se anche lui ha abbracciato la religione islamica (è un marocchino naturalizzato, ndr), bastava che il sindaco facesse giurare».

E chissenefrega della legge, vero signor imam? Vuoi diventare cittadino italiano ma non ti degni di imparare almeno la nostra lingua. Passano i minuti e cresce la furia verbale di Scek Nur. «Non provo rabbia, provo sdegno. Voglio sapere questo sindaco padano come ha la coscienza. È orgoglioso? Ha ricevuto lo spazio della prima pagina. Che miserabile!», il somalo è ormai schiumante.

Prosegue nel suo farneticare: «La vera integrazione è favorire gli incontri, favorire l’inclusione. L’Italia ha due piedi nel baratro, e gli immigrati possono essere i futuri patrioti». La conclusione è tutto un insulto a Schiesaro: «Questo signore che ha applicato la legge poteva benissimo avvalersi dell’interprete legalizzato o del marito stesso […] dobbiamo indignarci, dobbiamo essere uniti, dobbiamo smascherare i perfidi, gli approfittatori […] togliere la speranza a qualcuno è una vigliaccheria colossale. Questo sindaco padano è un pezzo di merda. Non si può uccidere la speranza di una persona. Questa signora velata ha una famiglia, per lei era un sogno avere la cittadinanza italiana, aveva tutti i diritti di averla».

L’apoteosi finale contiene anche una minaccia. «Questa canaglia, che si vergogni. Non ho mai augurato il male, ma desidero per questo signore quanto è successo a Davide, che sorga nella sua stessa casa la rogna per il male che ha fatto a questa piccola famiglia». Sicuramente, l’imam fa riferimento alla condanna divina proferita da Natan, a causa del peccato di adulterio del re Davide con Betsabea, moglie di Uria: «La spada non si allontanerà mai dalla tua casa». Da quel momento, la famiglia del re fu colpita da lutti, violenze, lotte di successione. Dopo aver sperato che dolori e disgrazie colpiscano il sindaco, l’imam conclude il sermone con un ipocrita «Pace e bene». Sconcertato è Marco Schiesaro. «Parole inutilmente cattive nei miei confronti e dannose per un confronto serio. Se la signora aveva un sogno studiava l’italiano». Alla Verità ha raccontato di aver avuto ieri un incontro sgradevole con Scek Nur a Radio Veneto 24 dove entrambi erano stati invitati a commentare quel reel.

«Non contento, l’imam ha detto che si vergogna di me, poi mi ha chiesto scusa e voleva che facessimo una foto insieme, stringendoci la mano», forse per paura di una querela per quanto detto sui social. «Ho detto no, lei è un capo religioso e deve stare attento alle parole. Parla di rispetto e insulta, lancia invettive che hanno una risonanza enorme. Quel video poteva essere visto da un integralista che magari reagiva…», e il sindaco lascia in sospeso la frase. Ma la minaccia a un uomo delle istituzioni lascia indifferenti.

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto esprimendo «solidarietà e il pieno appoggio» a Schiesaro «bersaglio degli insulti vergognosi del fanatico Scek Nur, purtroppo non nuovo alle cronache per le sue posizioni estremiste». Ha poi aggiunto: «Non ci può essere nessuno spazio in Italia per violenti come questo “signore” e per chi usa la sua religione per cancellare le nostre leggi, i nostri diritti e le nostre libertà».

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