Mentre in Italia si discute ancora se difendere i confini sia «razzismo», a Calais e Dunkerque aumentano gli agenti antisommossa, gli elicotteri e le telecamere. Non è un provvedimento di un governo di estrema destra, ma il risultato della collaborazione tra i governi progressisti di Gran Bretagna e Francia.
Londra e Parigi rafforzano i controlli sulla Manica
Ieri, Emmanuel Macron e Andy Burnham, rispettivamente il presidente francese e il primo ministro britannico, hanno ribadito la collaborazione tra i due Paesi su Ucraina, Iran, economia e, in particolare, sul contrasto all’immigrazione clandestina, alle traversate di immigrati irregolari nella Manica verso il Regno Unito. Su quest’ultimo ambito, si è stabilito un ampliamento dell’unità di intelligence e giudiziaria da 18 a 30 agenti per smantellare le reti di trafficanti di esseri umani; una nuova unità specialistica di 75 agenti nel Nord della Francia che porta il totale a circa 1.050 unità; l’invio di un’ulteriore unità di 45 ufficiali francesi operativi a ovest di Calais per bloccare i cosiddetti nuovi «mega-gommoni».
Si tratta di imbarcazioni di 15 metri e con una capienza fino a 230 persone, impiegate dalle organizzazioni criminali dall’inizio di agosto, in un quadro di maggiori difficoltà nel reperire i barchini e nell’organizzare più traversate. Negli ultimi mesi, infatti, il governo britannico ha inasprito i controlli al confine fino a registrare il numero più basso di arrivi di piccole imbarcazioni dal 2020.
«I trafficanti adattano costantemente le loro tattiche e il Regno Unito e la Francia devono reagire prontamente e rimanere un passo avanti», ha spiegato Burnham. «Questo lavoro sta dando i suoi frutti», ha spiegato il ministro degli Interni Shabana Mahmood, «sono stati sventati oltre 48.000 tentativi di attraversamento, il numero di attraversamenti con piccole imbarcazioni è diminuito e i rimpatri hanno raggiunto livelli record».
«Ma non ci adagiamo sugli allori e continueremo a essere implacabili» ha concluso. I numeri sorridono al governo: dall’inizio dell’anno fino ai primi di settembre, 16.513 immigrati hanno raggiunto le coste britanniche. È il numero più basso dal 2019, in calo del 43% rispetto allo scorso anno e del 18% rispetto al 2024. L’attenzione alle piccole imbarcazioni non è casuale: nel 2025 hanno costituito l’89% degli arrivi irregolari rilevati sulle coste britanniche.
L’accordo triennale e i 662 milioni di sterline
I risultati vengono da lontano. Infatti, i provvedimenti annunciati ieri rappresentano un ampliamento di un accordo triennale firmato lo scorso aprile, sempre dai due governi progressisti di Regno Unito e Francia, dai due ministri degli Interni Mahmood e Laurent Nuñez.
Gli sforzi concordati sono stati reciproci: un finanziamento britannico di 662 milioni di sterline fino al 2029; l’invio di almeno 50 agenti di polizia addestrati in tattiche antisommossa e nel controllo delle folle ostili; l’impiego, da parte francese, di droni, due elicotteri e un sistema di telecamere; il completamento, entro la fine dell’anno, del centro di detenzione a Dunkerque, una struttura già annunciata nel 2023 per contenere 140 immigrati e oltre 200 agenti e preparare i rimpatri, in primis in Eritrea, Afghanistan, Iran, Sudan, Somalia, Etiopia, Iraq, Siria, Vietnam e Yemen. Inoltre, se non si assisterà a una significativa riduzione degli sbarchi entro un anno, il Regno Unito potrà ritirare o riorientare una cifra tra le 100 e le 160 milioni di sterline. Si tratta di una clausola inedita nei rapporti tra i due Paesi per garantire l’efficacia delle restrizioni.
La lezione dei numeri contro l’immigrazione clandestina
Proprio i risultati e il realismo sono i due assi che orientano la collaborazione tra Regno Unito e Francia. La lezione è secca: quando i numeri smettono di essere sostenibili, perfino due governi progressisti schierano uomini e mezzi ai confini. Forse un giorno anche i nostri salotti perverranno alla stessa conclusione.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >