«In Italia vanno seguite le nostre leggi e le nostre regole, ma soprattutto vanno rispettati e onorati i simboli che rappresentano i valori più profondi su cui si fonda la nostra democrazia». Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi su X annunciando che è stato identificato il cittadino straniero, già noto alle forze dell’ordine, che a Firenze, il 30 agosto, dopo averla staccata dal muro, ha gettato a terra e offeso la bandiera tricolore.
Firenze, straniero strappa e calpesta il Tricolore: identificato ed espulso
L’uomo, venticinquenne di origine marocchina, irregolare sul territorio, è stato condotto in un Cpr dove verrà trattenuto per essere rimpatriato nel suo Paese d’origine.
Il responsabile del Viminale ha postato anche il video che ritrae quel gesto di disprezzo nei confronti della bandiera italiana, consumato nel cuore di Firenze a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella: la scena, ripresa dai passanti attoniti, mostrava uno straniero a petto nudo arrampicarsi sulla facciata di un edificio su cui era esposto il Tricolore, afferrarlo, scagliarlo a terra con spregio per poi calpestarlo e sputarvi sopra.
Dal Tricolore alla statua di Ercole: il comportamento dello straniero finisce nel mirino del Viminale
Poco dopo l’atto di vilipendio al Tricolore, l’irregolare era stato nuovamente immortalato in un video in cui saliva sulla celebre statua di Ercole che lotta con il leone, opera bronzea di Romano Romanelli situata in piazza Ognissanti, strusciandosi su di essa in preda a una chiara alterazione psicofisica.
Firenze, maggioranza compatta: «Tolleranza zero per chi vilipende la bandiera»
Unanime condanna era stata subito espressa dai partiti di maggioranza, da cui era arrivata anche la richiesta di espulsione immediata in caso di posizione irregolare e di revoca del permesso di soggiorno per chi si trovi regolarmente in Italia.
Diversi esponenti hanno ricordato che il vilipendio alla bandiera costituisce un reato previsto dal Codice penale. L’articolo 292 del c.p.p. prevede infatti pene fino a due anni di reclusione per chiunque distrugga, disperda o imbratti pubblicamente la bandiera italiana.
Dura la reazione di Fdi espressa dal capogruppo alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami: «Atto intollerabile, tolleranza zero ed espulsione immediata.
Le immagini giunte da Firenze suscitano profonda indignazione. Non siamo di fronte a una banale bravata o a un generico “disagio sociale”, ma a un reato grave punito dal Codice penale e a un inaccettabile sfregio ai valori della nostra nazione.
FdI, Forza Italia e Lega: «Chi disprezza i nostri simboli non può restare in Italia»
L’ospitalità è un patto che si fonda sul rispetto delle nostre leggi e dei nostri simboli… Non c’è spazio in Italia per chi disprezza la nostra identità».
«Quell’immigrato ha compiuto un atto gravissimo, che merita una pena esemplare» avevano sottolineato i consiglieri regionali di Forza Italia Marco Stella e Jacopo Ferri. «Nel caso sia irregolare, va espulso immediatamente; nel caso in cui non sia clandestino, gli sia revocato il permesso di soggiorno e si avviino, comunque, le procedure di espulsione.
In ogni caso, è indegno di abitare in questo Paese che disprezza così tanto. Gli immigrati che si comportano come questo soggetto, oltretutto, fanno soltanto un danno a quegli stranieri che, invece, si sono integrati in Italia e hanno gratitudine per il Paese che li ha accolti».
Lega, Mossuto: «Chi disprezza la nostra bandiera non merita di restare in Italia»
«Un episodio gravissimo e intollerabile, che offende il nostro Paese, la nostra storia e uno dei simboli fondamentali della Repubblica» scriveva in una nota il consigliere comunale della Lega Guglielmo Mossuto, «irregolare o cittadino, lo straniero che disprezza la nostra bandiera non merita di restare italiano.
Essere cittadini italiani non significa soltanto possedere un documento. Significa rispettare la nostra Repubblica, le nostre leggi e i suoi simboli. Il vilipendio alla bandiera è un reato».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >