Nel 2025 sono stati rilasciati 426.956 permessi di soggiorno, +47,2% rispetto al 2024 quando erano stati 290.119. Si tratta del dato più elevato registrato negli ultimi 15 anni. I cittadini non comunitari rappresentano il 90,4% del totale: più di 178.000 sono diventati italiani. E alla fine dello scorso anno quelli con regolare permesso di soggiorno nel nostro Paese superavano i 4 milioni (4.030.016). Le persone con permesso di soggiorno in Italia hanno un’età media di circa 37 anni.

Dati Istat che confermano «l’invasione» (nonostante gli sforzi del governo che proprio ieri, diventando il primo esecutivo della storia repubblicana a tagliare i quattro anni di durata, ha sottolineato che, tra i traguardi raggiunti, c’è la riduzione del 70% degli sbarchi illegali mentre i rimpatri sono saliti del 55%, ndr), per motivi di studio, di lavoro, ma soprattutto per ricongiungimento familiare (168.733), che hanno rappresentato il 39,5% dei nuovi permessi, per la maggior parte chiesti da donne (56,1%) arrivate a raggiungere in mariti con figli al seguito.

Il 23,0% dei nuovi permessi nel 2025 è rilasciato in Lombardia (98.128) e, a distanza, in Emilia-Romagna (9,1%, 38.789 documenti). Gli ingressi sono aumentati soprattutto in Lombardia (+61,6%), Veneto (+57,4%), Campania (+55,8%). Nel 47,9% dei casi i nuovi permessi per famiglia rilasciati nel 2025 riguardano minori (40,3% tra le femmine; 57,7% tra i maschi).

A ricongiungersi con un familiare in Italia sono soprattutto cittadini marocchini (23.467), albanesi (21.131), egiziani (12.622), pakistani (10.026) e indiani (9.635). La comunità pakistana è al primo posto per il numero di permessi rilasciati per motivi di famiglia, raddoppiati rispetto al 2024 (+130,6%). Il secondo Paese in forte crescita è l’India, con +83,3%.

I numeri sugli extracomunitari in Italia

Le Regioni con il maggior numero di ricongiungimenti sono Lombardia (27,6%) ed Emilia-Romagna (10,1%). Nella sola provincia di Milano quasi 20.000 cittadini non comunitari sono divenuti italiani (11,1% del totale), seguono Roma (7,1%), Brescia (3,7%), Bergamo (3,4%) e Bologna (3,0%). Ad acquisire la cittadinanza nel 2025 sono principalmente albanesi (25.725, il 14,4% del totale) e marocchini (23.386, 13,1%). Il 26,5% degli italiani di origine non comunitaria risiede in Lombardia, Emilia-Romagna (12,7%) e Veneto (12,0%). Nelle Regioni del Sud e nelle isole, invece, la presenza è molto ridotta e non rappresenta neanche l’1% del totale dei nuovi cittadini in Sardegna, Molise, Basilicata e Valle d’Aosta.

Le acquisizioni per matrimonio, in crescita rispetto al 2024 (+7,5%), riguardano principalmente le donne di origine albanese e marocchina; si tratta in larga parte di donne che hanno sposato un ex concittadino divenuto italiano. Per quanto riguarda i permessi di lavoro, sono chiesti prevalentemente dagli uomini, 49.114 quelli assegnati lo scorso anno a lavoratori e soltanto 9.884 a lavoratrici. La provenienza di chi lavora è soprattutto India (13.783, 23,4%), Marocco (10.575, 17,9%), Tunisia (5.612, 9,5%), Egitto (5.140, 8,7%).

I permessi di soggiorni rilasciati nelle varie Regioni

Tra il 2024 e il 2025 sono cresciuti anche i permessi rilasciati a persone in cerca di protezione (+30,5%), soprattutto donne (+47,5% rispetto a +25,5% per gli uomini). La Lombardia è la Regione in cui si concentra anche il rilascio di permessi per protezione (19,8%). Seguono Campania (11,0%), Emilia-Romagna (8,4%) e Piemonte (8,4%). Risultano, invece, in calo le richieste di asilo, 128.665 quelle presentate nel 2025 rispetto alle 151.120 del 2024 (-15,1%).

Nello stesso periodo le commissioni territoriali per la protezione internazionale hanno esaminato 104.560 prime istanze, respingendone il 70%. Una quota non trascurabile di persone entrate in Italia in cerca di asilo resta per molti anni nel nostro Paese e a fine 2025 il 60,8% ha un permesso di soggiorno in una provincia diversa da quella del primo ingresso nel 2014. Percentuale che supera il 75% per cittadini del Pakistan e Bangladesh.

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