Fotogramma di una telecamera di sicurezza che mostra una colluttazione all'interno di un locale, con un uomo che solleva una grande lama per aggredire una persona a terra; in basso a destra è presente un riquadro con la foto del machete sporco di sangue
Un frame del video registrato dalle telecamere di videosorveglianza durante la violenta aggressione a Prato; nel riquadro in basso a destra, il machete utilizzato per il tentato omicidio

Siamo a Prato, ma sembra di essere nei five points di Gangs of New York. Solo che questa volta a impugnare machete e roncole non sono Bill il Macellaio, interpretato da Daniel Day-Lewis, e i suoi scagnozzi, ma uomini della criminalità cinese. Il regolamento di conti va in scena davanti all’ingresso di un ristorante, nel cuore della Chinatown cittadina. Ma la feroce disinvoltura dei colpi di lama sferrati ricorda proprio le scorribande del capo dei Nativi americani.

L’aggressione davanti al ristorante

È il 28 settembre. Alle 15.30, un uomo di 37 anni, originario della provincia cinese del Fujian, è vittima di un’aggressione davanti al ristorante Food center di via Filzi. A ridosso del raid, finisce in manette un concittadino cinese ritenuto responsabile dell’attacco. La novità di questi giorni riguarda, invece, il suo complice: un uomo di 30 anni accusato di aver favorito l’azione, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

La spirale di violenza viene ricostruita attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza del locale. Si vede l’assalitore arrivare armato di una roncola; mentre pochi istanti dopo compare anche il sodale trentenne. Parte l’attacco a suon di sciabolate, dirette al corpo e alla testa della vittima, che prova in tutti i modi a difendersi. Dopo qualche fendente, però, crolla a terra. Potrebbe essere finita lì; invece no. Il macellaio cinese decide di infierire, sferrando anche violente testate. Un terzo uomo prova a intervenire per fermare la barbarie, ma viene allontanato dal complice che impugna minacciosamente un machete. Il trentenne si mantiene sull’uscio della porta a presidiare lo spazio, accertandosi che l’autore dell’assalto abbia definitivamente la meglio sulla vittima, trasportata poi in ospedale con profonde ferite.

Le armi sequestrate e la droga nel locale

Le armi di quello che per la Procura di Prato è, a tutti gli effetti, un tentato omicidio vengono sequestrate dalle forze dell’ordine. La roncola del complice era nascosta dietro una porta a vetri oscurata. Nel locale, oltre alla coltelleria usata in stile samurai, c’è anche un po’ di droga: 37 grammi di ketamina e pasticche di ecstasy. La zona del misfatto è da tempo sotto la lente d’ingrandimento dagli inquirenti per episodi legati a conflitti tra gruppi e traffici illeciti. Ora gli investigatori lavorano per determinare il movente, al momento non ancora chiaro.

I riflettori sulla Chinatown di Prato

Il nuovo capitolo giudiziario accende (ancora) i riflettori su una realtà estremamente complessa come la comunità cinese di Prato, la più grande d’Italia. Che, ciclicamente, torna alla ribalta delle cronache per episodi di violenza e attività criminali.

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