Hanno dimostrato una «significativa capacità criminale» e si preparano a un nuovo assalto per il prossimo sabato, che nulla ha più a che vedere con le manifestazioni. L’appello a ritrovarsi per quella che definiscono «una guerra» corre sui social, mentre a scoppio ritardato il fenomeno migra nelle città di provincia.

Ieri a Legnano, Ravenna e Guastalla (in provincia di Reggio Emilia) altre incursioni violente organizzate da bande di giovanissimi, quasi tutti immigrati di seconda generazione. Una guerriglia diffusa per cui l’allerta tra le forze dell’ordine è massima ovunque.

La giovane età non deve ingannare. A Milano e Bologna il conto degli agenti feriti nel weekend appena trascorso rende bene l’idea del livello di violenza che la peggio gioventù è riuscita a sprigionare al grido di «prendiamoci tutto»: 118 agenti feriti a Milano tra sabato e domenica, e altri 75 a Bologna, nella sola giornata di sabato.

Milano, 343 giovanissimi fermati nel weekend: 49 arrestati e 50 denunciati

In zona Duomo a Milano, ieri, la tensione era ancora alta. Dopo gli assalti di sabato e la ripresa ancor più feroce di domenica, molti negozi del centro avevano abbassato le serrande già nel primo pomeriggio. Pochi turisti, agenti in borghese e carabinieri per le vie del centro a controllare i documenti, blindati e camionette posizionati nei punti di passaggio e davanti ai brand della moda.

Nel weekend di follia che ha sconvolto la città sono stati fermati, mentre assaltavano negozi e devastavano vetrine, 343 giovanissimi, tutti portati in questura. Di questi 49 sono stati arrestati e altri 50 denunciati.

Il bilancio peggiore – in termini sociali – è quello di domenica, quando senza nemmeno più la scusa della manifestazione si è sfogato l’istinto predatorio della «2Gen»: nella ripresa dei disordini, con gli assalti ai negozi, dei 271 fermati 220 sono minorenni, quasi tutti figli di cittadini immigrati.

Per undici degli arrestati è stato chiesto il carcere. Secondo i pm che hanno firmato la richiesta, gli indagati hanno mostrato una «assoluta disinvoltura a improvvisare azioni distruttive di rara violenza» e una «capacità criminale» tale da «non ravvisare una capacità di autocontrollo necessaria» a non rappresentare un pericolo, una volta rimessi in libertà.

Bologna, 200 giovani in testa al corteo: agenti bersagliati con pietre e bottiglie

Anche Bologna deve fare i conti con figli e figliocci. La guerriglia di sabato si è svolta con una strategia ben coordinata: davanti i giovanissimi a pestare più forte, dietro a fomentare la battaglia i collettivi e gli antagonisti.

Secondo la questura circa 500 persone «sotto il coordinamento della locale compagine antagonista principalmente riconducibile al Collettivo Universitario Autonomo e a Plat» si sono radunate senza averne fatto preavviso né aver accettato alcuna interlocuzione con la Digos e sono partiti in corteo.

All’interno della marcia, in poco tempo si è evidenziata la «presenza di 200 giovani in gran parte origine straniera che «si è portata in testa al corteo avanzando dalle retrovie e perpetrando lanci di bottiglie, segnaletica stradale e sanpietrini», accatastando «numerose biciclette di bike sharing, lamiere e griglie dei cantieri adiacenti» e «lanciando centinaia di pietre nei confronti della Digos e dei reparti inquadrati», in una lotta proseguita fino a notte.

Cinque i facinorosi arrestati, di cui quattro nati tra il 2008 e il 2010. Dieci accompagnati in questura. di cui sette già denunciati per resistenza aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e travisamento in corso di una manifestazione pubblica.

Tra questi una sedicenne tunisina, nata a Imola, è stata trovata in possesso di un coltello con una lama lunga 18 centimetri e di due paia di forbici dalle punte acuminate. Tra oggi e domani è prevista l’udienza di convalida per gli arrestati. Confcommercio Ascom ha stimato almeno 500.000 euro di danni alle attività, senza considerare i mancati incassi dovuti alla chiusura anticipata di numerosi negozi.

Da Legnano a Ravenna, gli assalti si spostano nelle città di provincia

A Legnano, ieri mattina, alcuni studenti dell’istituto Bernocchi si erano ritrovati davanti a scuola per manifestare, annunciando un corteo a cui si sarebbero aggiunti quasi 200 giovani non appartenenti all’istituto, che hanno raggiunto il commissariato poco distante e dato il via ad una a sassaiola durante la quale un poliziotto è stato colpito.

Scenario simile a Guastalla, un paesino nel reggiano di meno di 15.000 abitanti, dove da una manifestazione improvvisata davanti a una scuola superiore si è staccato un gruppo di giovanissimi, formato da circa 30 ragazzi, che si è diretto verso un centro commerciale che è stato preso d’assalto.

A Ravenna, sempre ieri mattina, un gruppo di violenti ha tentato di entrare in un istituto scolastico superiore, è stato respinto dagli insegnanti e dal personale scolastico e dopo aver occupato la strada tra grida e atti vandalici si è diretto verso il vicino supermercato Famila, attaccando le vetrine e le porte ingresso del punto vendita.

Immediatamente sono scattati i sistemi di sicurezza, che hanno chiuso gli ingressi al supermercato mentre i commessi hanno allertato i soccorsi. L’intervento delle volanti della Polizia di Stato e della Digos è stato immediato, per lo stato di preallerta in essere, e gli assalitori sono stati fermati prima che potessero entrare all’interno dei locali.

«Seminare il caos» ogni sabato: sui social l’appello alla nuova guerriglia del 24 ottobre

Ora, fieri delle devastazioni e più che mai affamati di visibilità, sono diversi i «movimenti» che provano a intestarsi la rivolta. Tra gruppi social, chat di Telegram e video TikTok, l’appello è uno solo: «Seminare il caos» ogni sabato «finché il cambiamento avverrà di sicuro». Il prossimo appuntamento è per il 24 ottobre alle 15.00.

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