Il Cile accelera sulle espulsioni dei migranti: stretta sui ricorsi e nuovi poteri alla polizia
Il presidente del Cile, Jose Antonio Kast, (Getty Images)

Il Cile accelera sulle espulsioni dei migranti irregolari. Il Congresso ha approvato in via definitiva la riforma della legge sull’immigrazione, che punta a rendere più rapide le procedure per allontanare gli stranieri senza permesso di soggiorno e a dare più strumenti alle autorità per rintracciarli. Il testo è passato al Senato con 37 voti favorevoli e un astenuto, dopo il via libera della Camera dei deputati, che si era espressa con 128 sì e 11 no.

Kast ordina l’espulsione di sette stranieri arrestati a Santiago

La stretta arriva mentre il governo del presidente José Antonio Kast alza il livello dello scontro con chi viola le norme sull’immigrazione. Nel giorno dell’approvazione della riforma, il capo dello Stato ha ordinato di avviare le procedure di espulsione nei confronti di sette stranieri arrestati durante i disordini scoppiati a Santiago il 18 ottobre, in occasione dell’anniversario dell’«estallido social», le proteste che nel 2019 sconvolsero il Paese. L’indicazione è stata trasmessa al ministero dell’Interno e al Servizio nazionale per le migrazioni, con l’obiettivo dichiarato di utilizzare «tutti gli strumenti legali e amministrativi» disponibili.

Il provvedimento modifica la legge 21.325 su migrazione e stranieri e introduce una serie di misure per rendere effettivi i provvedimenti di espulsione. La più controversa riguarda i poteri della Polizia investigativa (Pdi), che potrà chiedere a un giudice di garanzia l’autorizzazione a entrare in un’abitazione privata per arrestare una persona già destinataria di un’espulsione definitiva ed esecutiva. Il magistrato dovrà pronunciarsi entro 24 ore. Non si tratta, dunque, di un via libera generalizzato alle perquisizioni nelle case dei migranti, ma di una facoltà circoscritta ai casi in cui esista già un provvedimento definitivo.

Divieto di rientro fino a cinque anni e ricorsi dimezzati

La riforma allunga inoltre da tre a cinque anni il periodo minimo di divieto di rientro per gli stranieri espulsi. Si dimezzano anche i tempi per impugnare l’allontanamento: da dieci a cinque giorni. E il ricorso non sospenderà automaticamente l’esecuzione del provvedimento, rendendo più difficile guadagnare tempo attraverso le procedure giudiziarie.

Le autorità potranno poi chiedere a enti pubblici e ad altri soggetti dati anagrafici e informazioni di contatto utili a rintracciare gli interessati e notificare gli atti. Sono previste esclusioni per i minori, le scuole e le strutture sanitarie. Un’altra disposizione riguarda gli stranieri irregolari imputati per reati minori, senza precedenti e per fatti puniti con pene fino a tre anni. In questi casi potrà scattare l’espulsione immediata, previa autorizzazione del tribunale, con sospensione del procedimento penale per tre anni.

In Cile oltre 330mila stranieri irregolari e 75mila espulsioni da eseguire

L’esecutivo presenta la riforma come una risposta alla pressione migratoria, soprattutto nelle regioni settentrionali, e alle difficoltà nel dare seguito alle ordinanze già emesse. Secondo i dati citati dall’agenzia Efe, in Cile vivrebbero oltre 330mila stranieri in situazione irregolare e resterebbero da eseguire più di 75mila provvedimenti di espulsione. Circa la metà riguarderebbe cittadini venezuelani.

La riforma era stata presentata nel 2024 da Gabriel Boric

La stretta, tuttavia, non nasce con Kast. Il progetto era stato presentato nel 2024 dal predecessore di sinistra Gabriel Boric, prima di essere rilanciato dall’attuale governo. A settembre era invece stata respinta dalla Camera una proposta più severa dell’esecutivo, che puntava ad allungare da cinque a trenta giorni il periodo di trattenimento necessario per concretizzare le espulsioni. La misura era stata bocciata per un solo voto.

Quando entreranno in vigore le nuove norme sulle espulsioni

Per l’entrata in vigore delle nuove disposizioni bisognerà attendere la pubblicazione nella Diario Oficial, la gazzetta ufficiale cilena. Solo allora i nuovi strumenti a disposizione delle autorità potranno diventare operativi. Il messaggio politico del governo, intanto, è chiaro: rendere le espulsioni meno teoriche e più rapide.

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