Ma quale rabbia? Ben che vada quella di non poter comprare l’ultimo modello di smartphone. Siamo entrati nelle chat dei maranza che hanno devastato Bologna e che per il prossimo sabato pomeriggio stanno progettando una nuova guerriglia.
Nessun accenno di rivolta sociale, nessuna rivendicazione. Anzi, i giovanotti di seconda generazione a cui la sinistra tenta di affibbiare l’identità di ribelli, per i prossimi saccheggi – da mettere in atto «quando c’è la manifestazione» – puntano dritti sui «borsoni dei negri», che sono bersagli più facili da assaltare.
Questo non li rende meno violenti, anzi. Tra le conversazioni appaiono anche video di decapitazioni in pieno stile Stato Islamico, mentre tra le prossime vittime predestinate c’è l’Istituto Salesiano di Bologna. Nel frattempo si fa più intensa la minaccia degli assalti alle città di provincia, con richiami via social che invitano apertamente – per fare un esempio – a «distruggere Forlì».
La chat porta il nome di «24 e 30 ottobre guerra» e contiene circa 300 membri, in linea perfetta con la conta dei maranza fatta dalle forze di polizia in piazza, nell’ultimo sabato di guerriglia.
I membri sono quasi tutti di seconda generazione, nonostante i nomi italofoni, mentre a promuoverla presso gli studenti degli istituti superiori bolognesi sono stati ragazzi poco più grandi che gravitano nel mondo degli antagonisti.
Gran parte delle conversazioni verte sulla, ormai nota, classifica dei negozi da assalire: «Mettiamo cagoule (cappuccio, ndr) ed occhiali» e «rompiamo bolo (Bologna, ndr)», attacca uno. «MrVape, JD, Snipes, Nike, Footlocker e chi ha le palle Apple Store…», rispondono altri, riportando la lista dei preferiti.
«Apple store è difficile bro» e «non c’entrano le palle non possiamo paccare gli iPhone». «Apple store non ha senso perché quando i telefoni escono dal negozio si bloccano e vengono rintracciati», fanno notare i rivoluzionari.
E visto che su Apple ci sono dei dubbi, la strategia cambia: «Rega andiamo il 24 dai negri che hanno tutta la roba vestiti, scarpe», «Più tappe facciamo più roba prendiamo». E decidono: «Il 24 rubiamo i borsoni ai negri», «tranquilli che nessuno torna a casa a mani vuote».
La chat risale a domenica pomeriggio, mentre a Milano va in scena il bis dell’inferno distopico del giorno precedente: «Ma non c’è un cazzo oggi?» esordisce qualcuno che non ha più voglia di stare in divano. «Facciamo casino anche oggi?».
«Raga dobbiamo aspettare la prossima manifestazione», suggeriscono gli esperti. «Dobbiamo aspettare il 30, se avete contatti con gente che organizza ste robe ditegli di organizzare presto!».
«Sarà come ieri», incita un altro. «Sì, se andiamo con la manifestazione». Da soli «ci prendono dopo 10 minuti fra, per questo seguiamo la manifestazione come ieri e poi facciamo casino», decidono infine. «Ieri c’era gente col piccone», fa notare qualche ingenuo. «Sì, che spaccava i sassi per tirarli alla gente», spiega il più esperto.
Ma poco dopo si torna al punto: «Footlocker prima tappa. È la prima che chiudono quindi devi fare fast», «Ci dividiamo e poi ci ribecchiamo» e «chi pacca (ruba, ndr) la roba se la tiene». «Ragazzi la prossima volta prendete zaini che li riempiamo con i vestiti tanto siamo in tantissimi iniziamo da Footlocker» insistono.
Nella chat c’è spazio anche per il tema dell’edilizia scolastica: «Vandalizzare le Salesiani», scrive qualcuno riferendosi all’Istituto salesiano di Bologna, che comprende scuole medie e superiori, suscitando approvazione tra i compari.
«Tutte le scuole», correggono altri, forse riflettendo sul fatto che il problema dell’istruzione non riguarda solo gli istituti paritari. «Venerdì alle Salesiani potevi entrare tranquillamente»: un vulnus sulla sicurezza che l’istituto, nelle ultime ore, proprio grazie alle segnalazioni, ha corretto.
La chat, inizialmente creata su Whatsapp, si è poi bruscamente interrotta quando gli amministratori si sono accorti che qualche informazione era trapelata all’esterno: «Uscite tutti fuori!» «Tutti fuori, uscite fast», intimava l’amministratore (tale Diego) lunedì pomeriggio, chiudendo le comunicazioni.
Nonostante i toni, evidentemente lontanissimi da qualsiasi forma ideologica, la chat dei 2Gen bolognesi scesi in piazza a devastare la città era condita da video di una violenza inaudita.
Almeno due quelli visionabili, postati senza alcun commento da utenti anonimi e impostati per essere aperti una volta sola, con una modalità che assomiglia a un’esca lanciata per provare a procurarsi contatti più diretti.
Video di torture, in stile Isis, riprese in diretta ma con una risoluzione più nitida rispetto a quelli più noti. I filmati mostravano due giovani uomini catturati e torturati: ad uno veniva strappato il cuore, al secondo mozzata la testa
L’appuntamento nelle piazze resta quello per sabato 24 ottobre, anche se svelata la strategia, grazie proprio alle chat, potrebbe essere più rischioso per i maranza muoversi come nelle prime due puntate.
Comunque sia, le manifestazioni che fanno da copertura ai delinquenti di cui abbiamo riportato i dialoghi sono previste per quella data e non solo nelle grandi città. In queste ore si inseguono via social le chiamate alle armi nei capoluoghi di provincia, compresi quelli del Sud Italia, fino ad oggi meno toccati dal fenomeno.
Verona, Treviso, Perugia, Modena sono nell’elenco insieme alle grandi città e poi ancora Bari, L’Aquila, Potenza e Reggio Calabria per una «Mobilitazione nazionale» accompagnata dal simbolo del pugno alzato.
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